La seta

La lana deriva dal vello delle pecore, il cotone da una candida e soffice pianta… e la seta da dove viene?
Leggera, lucida, fresca e conosciuta fin dall'antichità: la seta è considerato uno tra i tessuti più prezioso al mondo. Vi parleremo del baco da seta e della storia di questo tessuto unico e particolare, ripercorrendo il suo processo di produzione.

Come è fatta la seta e da dove deriva?

Prima ancora di divenire un tessuto, la seta viene naturalmente prodotta dalle larve di una particolare specie di farfalla, il Bombyx mori chiamato comunemente baco da seta. Queste piccole larve si nutrono di foglie dei gelso (in particolare di gelso bianco e gelso nero) e vengono allevate da secoli per la loro capacità di secernere una fibra proteica lunga e continua che deriva dalla loro bava solidificata. Come previsto dal loro ciclo di vita, ad un certo punto dello sviluppo i bachi iniziano a produrre un filo sottilissimo e molto resistente per crearsi il bozzolo di protezione in cui avverrà la metamorfosi. Questo processo permette il passaggio da fase larvale a fase adulta durante il quale il baco si trasforma in una splendida farfalla. Una volta completata la metamorfosi la farfalla esce dal bozzolo rompendolo e spezzando le preziose fibre, ma se il bozzolo viene raccolto e trattato prima che ciò avvenga, riusciamo ad ottenere il filo tanto richiesto.

ciclo di vita baco da seta

Ogni baco produce questa fibra grazie ad un sistema particolarmente ingegnoso che coinvolge alcune ghiandole.
Una prima coppia di ghiandole "sputa" due filamenti gemelli di fibroina (un materiale proteico) che vengono poi uniti assieme a formare un'unica fibra. La sostanza collante che li tiene assieme è composta invece da sericina che viene anch'essa secreta ma da un'altra coppia di ghiandole. Il filamento unico appena formato si indurisce istantaneamente a contatto con l'aria, gelificando. È così che, con molta cura, il baco crea il suo bozzolo muovendo la testa a "8" a destra e a sinistra.

Tipi e caratteristiche

La seta è tipicamente lucida, morbida e soffice al tatto, traspirante, calda in inverno e fresca in estate. È inoltre igroscopica il che permette di assorbire l'umidità senza lasciare una sensazione di bagnato sulla pelle.
In base alla varietà di bachi è possibile ottenere seta di colore e qualità diverse: passiamo dalla seta bianco candido – la più pregiata – fino a quella dalle tonalità arancioni, passando per il bianco crema e il giallo tenue. Il colore grezzo può però cambiare in base ai trattamenti e alle tinture. Se invece consideriamo la trama e la tecnica di filatura, la seta può essere divisa in organzino, crêpe, ritorto per trama, ritorto singolo, bourette, tussah, shappe, filaticcio e ancora taffetà, georgette, chiffon, organza, raso ecc. se mischiata ad altre fibre.

Come si produce la seta

La tecnica di produzione della seta – chiamata sericoltura – si compone di tre passaggi principali:

  1. Allevamento e cura del baco dalla fase di uovo fino al completamento del bozzolo;
  2. Gestione e crescita dei gelsi per fornire ai bachi le foglie di cui si nutrono;
  3. Trattamento del bozzolo, creazione del filato e tessitura.
bozzolo seta

Andiamo senza troppi indugi direttamente alla fase 3 analizzando i vari passaggi che porteranno il bozzolo a diventare un tessuto.
La lavorazione della seta inizia con l'essiccazione dei bozzoli e la loro cernita accurata. Segue l'immersione dei bozzoli in acqua calda che vengono tenuti in ammollo per ammorbidire la sericina, quella sostanza gommosa che funge da collante per il bozzolo. Si procede quindi allo strofinamento dei bozzoli con spazzole o scope in saggina per liberare il filo di testa, procedendo poi al tiraggio e allo srotolamento della matassa per ricavare un unico filo continuo, lungo tra i 600 e i 900 metri. Si passa quindi alla fase di lavaggio e, se necessario, allo sbiancamento e alla tintura. Si continua con la torcitura attraverso la quale si uniscono assieme diversi fili per creare un filato unico. Al filo grezzo viene impressa una torsione, che evita la spaccatura dei diversi filamenti e ne aumenta la resistenza. Al termine di questo processo, il filo di seta è pronto per essere trasformato in tessuto e, se necessario, stampato per andare incontro alle richieste di mercato.

Alternative alla seta tradizionale

Purtroppo durante la fase di ammollo del bozzolo i bachi in metamorfosi vengono uccisi a causa delle elevate temperature a cui sono sottoposti.
Esistono però alcune alternative al processo serico tradizionale che non coinvolgono la morte dell'insetto o che addirittura vengono prodotte con materiali diversi e innovativi. Eccone alcuni:

  • Cotone Satin
    Questo tessuto si ottiene dal cotone lavorato e tessuto secondo una particolare tecnica che gli dona una moderata lucentezza che lo rende particolarmente versatile e più economico della seta;

    cotone satin
  • La seta ahimsa o seta buretta
    Viene prodotta utilizzando i resti del bozzolo ormai lacerato dall'insetto che ha completato la sua metamorfosi trasformandosi in farfalla. In questo caso la fibra che si ottiene sarà più corta e non continua ma si possono comunque ottenere tessuti molto morbidi e di qualità, sebbene la lavorazione sia più impegnativa;
  • Seta di cactus o seta Sabra
    Ricorda la seta per la sua brillantezza, resistenza e morbidezza ma viene ottenuta dall'agave, una pianta grassa molto comune nell'aria del Maghreb sulle coste Nord-Ovest dell'Africa che si affacciano sul mare.

Cenni di storia della seta

La sericoltura fu sviluppata in Cina alcuni millenni avanti Cristo e da lì si diffuse successivamente in Europa. La leggenda vuole che la nascita di questa tecnica si debba all'imperatrice cinese Xi Ling Shi che scoprì le potenzialità di queste fibre eccezionali quando le cadde accidentalmente un bozzolo nella tazza di tè bollente.
Nel dodicesimo secolo l'Italia fu il maggiore produttore europeo di seta mentre nel periodo compreso tra le due Guerre Mondiali il settore serico italiano subì un declino consistente, dovuto principalmente a un cambiamento nell'organizzazione agricola e alla produzione di fibre sintetiche di provenienza estera.
Secondo la Commissione sericulturale internazionale nel 2020 i maggiori produttori di seta sono stati la Cina (53.359.00 ton), l'India (33.770.00 ton) e l'Uzbekistan (2.037.00 ton) mentre l'Italia, sebbene sia anch'essa un Paese coinvolto nella produzione di seta, è uno tra i principali Paesi importatori di questa materia prima, estremamente richiesta nel campo della moda.
Ad oggi questo materiale molto pregiato è però in gran parte sostituito da materiali sintetici, più economici e richiesti dal mercato.

abiti tradizionali cinesi in seta
Articolo a cura di
Nicole Pillepich