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29 Luglio 2026
13:30

Il parassita che fa cadere la lingua dei pesci e la sostituisce: cos’è il “pidocchio mangialingua”

Il “pidocchio mangialingua” è un crostaceo marino che si insinua nelle branchie dei pesci, raggiunge la lingua e si sostituisce a essa. Per farlo, succhia il sangue del muscolo fino a farlo andare in necrosi, poi si ancora alla base della muscolatura e diventa a tutti gli effetti una nuova lingua funzionale.

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Il parassita che fa cadere la lingua dei pesci e la sostituisce: cos’è il “pidocchio mangialingua”
Pidocchio mangialingua
Pidocchio mangialingua nella bocca di un pesce. Credit: Marco Vinci, CC BY–SA 3.0 , via Wikimedia Commons

A molti di noi è capitato, soprattutto da piccoli, di avere i pidocchi. Una sensazione sgradevole, ma mai tanto sgradevole quanto quella che provano alcuni pesci, che i pidocchi se li ritrovano in bocca. In realtà, non parliamo di pidocchi veri e propri, ma di crostacei marini che si insinuano nel cavo orale dei pesci e si sostituiscono completamente alla lingua. Per questo, e perché si nutrono di sangue proprio come quei piccoli insetti che ogni tanto ci infestano i capelli, vengono comunemente chiamati “pidocchi mangialingua”. La specie più studiata per questa macabra caratteristica è il Cymothoa exigua, ma il parassitismo buccale e molte altre caratteristiche sono condivise con tutto il genere Cymothoa, diffuso dall’Oceano Pacifico, Atlantico e Indiano fino allo stesso Mediterraneo, dove infettano spesso pesci come mormore e occhiate. Ma non è tutto: sono l’unico caso noto nel regno animale in cui un parassita si sostituisce interamente e con successo a un organo vitale dell’ospite, e per farlo hanno un ciclo vitale abbastanza particolare.

Un crostaceo ermafrodita: lo studio

Il ciclo vitale del pidocchio mangialingua è ben descritto da uno studio del 2015. Le larve nascono esclusivamente di sesso maschile, e nuotano in acqua finché non incontrano un potenziale ospite. A questo punto lo sfortunato pesce può essere infettato anche da più larve contemporaneamente, che penetrano dalle branchie fino ad arrivare alla lingua. Qui, poi, scatta la magia: mentre i maschi più piccoli rimangono nella zona delle branchie, quello più grande cambia sesso e si trasforma in femmina. Un passaggio che, come riportato da Cook e Munguia in un altro studio del 2015, modifica molto il corpo del parassita, che aumenta di dimensioni e riduce invece occhi e appendici utili al nuoto, che poi, una volta ancorato al pesce, non serviranno più.

Come può un parassita diventare una lingua: i piccoli uncini

Ma il passaggio da maschio a femmina comporta anche un altro cambiamento: lo sviluppo di strutture utili per agganciarsi meglio all’ospite. A descriverci i pereopodi, così sono chiamate le sette paia di zampe dei pidocchi mangialingua, è un articolo pubblicato da alcuni ricercatori brasiliani sul giornale Revista Brasileira de Zoologia, che racconta un dettaglio impressionante: i pereopodi terminano in dattili robusti e ricurvi, una sorta di piccoli uncini che permettono al parassita di restare saldamente ancorato ai tessuti del pesce.

pereopodi artigli pidocchio mangialingua
Le femmine del genere Cymothoa sviluppano dei pereopodi a uncino con cui si agganciano alla lingua del pesce ospite. Credit: Maldonado et al. 2025 CC BY 4.0

Una volta completata la trasformazione e potenziata anche questa caratteristica, il parassita è pronto ad agganciarsi alla lingua dell’ospite. Comincia allora a succhiarne il sangue, fino a causarne la necrosi e, infine, la caduta. In realtà, però, la lingua non sparisce del tutto. Nonostante la maggior parte dell’organo degeneri, infatti, rimane comunque attaccato un piccolo moncone, cioè la base muscolare. Come spiegato da Brusca e Gilligan in un articolo del 1983, è proprio qui che il parassita si ancora con i suoi pereopodi a uncino. Ed è questo a rendere il meccanismo ancora più sorprendente: poiché resta fissato alla parte muscolare residua, il parassita può essere mosso dal pesce stesso, seguendo i movimenti della base della lingua e diventandone a tutti gli effetti un’estensione. Il pesce continua a vivere e continua a poter mangiare, mentre il pidocchio mangialingua sopravvive nutrendosi del muco e del sangue dell’ospite.

Le femmine sviluppano una camera protettiva nella quale vengono custodite le uova

Ma come si riproduce questo crostaceo? In alcune specie, l’accoppiamento avviene proprio quando la femmina ha ormai rimpiazzato la lingua del pesce, mentre in altre il processo si verifica molto prima, nel momento dell’infiltrazione attraverso le branchie. In ogni caso, le uova vengono custodite in una sorta di marsupio, una tasca incubatrice posta sul ventre della femmina. Come ci indica un articolo del 2015, questo marsupio non è permanente. Durante una muta particolare, infatti, la femmina sviluppa delle “lamelle” (strutture piatte simili a placche chiamate oostegiti) sotto il corpo, che poi si sovrappongono e si chiudono formando una camera protettiva. Solo in seguito, al momento della schiusa delle uova, le larve appena nate verranno rilasciate dal marsupio. Spesso, però, questa fase coincide con la morte del pidocchio mangialingua, che a sua volta causa anche il decesso del pesce. Senza lingua, che sia vera o sostituita dal parassita, l’animale non riesce infatti a nutrirsi.

parassita mangialingua non fa respirare pesce
Il pidocchio mangialingua occupa gran parte della cavità orale del pesce, restringendo lo spazio disponibile e ostacolando la respirazione dell’ospite Credit: Brusca & Gillian, 1983

Il vero problema non è nutrirsi, ma respirare

Questo dimostra ulteriormente come il pidocchio mangialingua diventi a tutti gli effetti una lingua nuova e funzionale, senza la quale il pesce non riesce a sopravvivere. Piuttosto, il problema principale è un altro: respirare. In un articolo pubblicato nel 2013 sulla rivista Marine Biology, Parker e Booth dimostrano che i pesci infetti, soprattutto dopo il primo anno di età, risultano più piccoli e leggeri dei pesci non infetti della stessa età. Secondo gli autori, questo rallentamento della crescita non deriva da una mancanza di cibo – anzi, i dati dello studio indicano che pesci infetti e non infetti continuano mangiare le stesse prede e in quantità simili – ma da uno stress respiratorio cronico. La femmina del parassita – che è più grande del maschio – riduce drasticamente lo spazio fisico disponibile nella bocca, mentre i maschi – rimasti nella zona delle branchie – ostruiscono il passaggio dell’acqua.

Si parla proprio di una riduzione dell’efficienza respiratoria: il pesce potrebbe vivere per anni in una condizione di minore disponibilità di ossigeno, con conseguenze sul metabolismo, sul movimento e soprattutto sulla crescita.

Fonti
Brusca, R. C., & Gilligan, M. R. (1983). Tongue replacement in a marine fish (Lutjanus guttatus) by a parasitic isopod (Crustacea: Isopoda). Copeia, 1983(3), 813-816. Cook, C., & Munguia, P. (2015). Sex change and morphological transitions in a marine ectoparasite. Marine Ecology, 36(3), 337-346. Parker, D., & Booth, A. J. (2013). The tongue-replacing isopod Cymothoa borbonica reduces the growth of largespot pompano Trachinotus botla. Marine biology, 160(11), 2943-2950. Thamban, A. P., Kappalli, S., Kottarathil, H. A., Gopinathan, A., & Paul, T. J. (2015). Cymothoa frontalis, a cymothoid isopod parasitizing the belonid fish Strongylura strongylura from the Malabar Coast (Kerala, India): redescription, description, prevalence and life cycle. Zoological Studies, 54(1), 42. Thatcher, V. E., Silva, J. D. L. E., Jost, G. F., & Souza-Conceição, J. M. (2003). Comparative morphology of Cymothoa spp.(Isopoda, Cymothoidae) from Brazilian fishes, with the description of Cymothoa catarinensis sp. nov. and redescriptions of C. excisa Perty and C. oestrum (Linnaeus). Revista Brasileira de Zoologia, 20(3), 541-552. Williams Jr, E. H., & Bunkley-Williams, L. (2019). Life cycle and life history strategies of parasitic Crustacea. In Parasitic crustacea: state of knowledge and future trends (pp. 179-266). Cham: Springer International Publishing. Grano-Maldonado, Mayra I. & León, Gerardo & Aguirre, Hugo & Salgado-Barragán, Jose. (2025). New host records of parasitic isopods of Tropical Eastern Pacific marine fishes, with remarks on the taxonomy and distribution of the species. Nauplius. 33.
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