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27 Novembre 2022
18:30

La corazzata Bismarck: come e dove è stata affondata la temibile nave da battaglia tedesca

Il 27 maggio 1941 venne affondata la corazzata Bismarck, simbolo della supremazia nazista in seno alla Battaglia nell'Atlantico.

A cura di Roberto Manzo
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La corazzata Bismarck: come e dove è stata affondata la temibile nave da battaglia tedesca
bismarck

Nel maggio del 1941, l’intera flotta britannica si mobilitò per scovare e distruggere quella che era considerata la più forte ed imbattibile corazzata della storia, simbolo della supremazia tedesca ed orgoglio della Kriegsmarine: parliamo della Bismarck, la corazzata più temibile della flotta nazista. Vediamo in che modo questa nave da battaglia è stata affondata nell'Oceano Atlantico.

La nave da battaglia Bismarck

Negli anni immediatamente precedenti alla Seconda Guerra Mondiale, a contrario di quanto previsto dal trattato di Versailles, la Germania nazista iniziò a riarmarsi, soprattutto per quanto riguarda la flotta. Al suo interno infatti era presente una tra le navi più temibili del periodo, la corazzata Bismarck. Così chiamata in onore del cancelliere del XIX secolo Otto von Bismarck, fu varata il 14 febbraio 1939 ad Amburgo alla presenza di Adolf Hitler e delle più importanti cariche del partito Nazista, a sottolineare l'importanza che si dava all'evento. Madrina del varo fu Dorothea von Loeenfeld, nipote del Cancelliere Bismarck.

La nave era lunga 251 metri, larga 36 e composta da 41700 tonnellate di acciaio corazzato e altre leghe. Nonostante le enormi dimensioni e gli ingenti armamenti – costituiti da 8 cannoni calibro 380 mm, 12 da 150 mm e 20 contraeree da 20 mm – l’imbarcazione era in grado di raggiungere i 30,5 nodi (cioè circa 56 km/h) e di rappresentare con il suo equipaggio di 2100 uomini la punta di diamante della Kriegsmarine. La corazzata entrò in servizio nel marzo del 1941 e fu consegnata al comando del capitano Ernst Lindemann.

Ernst Lindemann

L’Operazione Rheinübung

La prima missione della Bismarck fu l’Operazione Rheinübung, il compito era duplice: in primis pattugliare il Mare del Nord, andando a bloccare il traffico navale proveniente dagli Stati Uniti e dal Canada, in secondo luogo, insieme all’incrociatore Prinze Eugen, dare supporto alle unità navali tedesche che partivano dal porto di Brest (in Francia). Il comando della squadra navale della Bismarck fu affidato all’ammiraglio Günther Lütjens, divenuto una leggenda per la marina germanica dopo aver affondato ben 22 navi Inglesi in soli 2 mesi.

Günter Lütjens

L'esecuzione dell'operazione Rheinübung prevedeva il massimo di segretezza. Le due navi tedesche salparono il 18 maggio 1941 dalla città polacca di Gdynia, entrambe dopo essere state sottoposte a un'operazione di camuffamento, allo scopo di fuorviare i sommergibili. Le due avanzarono separate verso nord per poi riunirsi il giorno 20 nello stretto tra Danimarca e Svezia.
Il piano prevedeva di avanzare verso Nord, rifornirsi nel porto norvegese di Bergen e di unirsi alle altre unità navali provenienti dalla Francia nell’Atlantico del Nord dopo essere passati per lo Stretto di Danimarca.

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Manovre tedesche e britanniche

Nelle prime ore del 21 maggio il Secret Intelligence Service britannico informò l'Ammiragliato che due grandi navi da guerra tedesche erano state avvistate nello stretto. Immediatamente iniziò il pattugliamento del mare del Nord da parte della Royal Navy e la squadra fu avvistata nel fiordo di Korsfjord, presso Bergen dalla ricognizione della RAF. La Royal Navy mosse immediatamente la HMS Hood e la HMS Prince of Wales da Scapa Flowv (Scozia).

Durante lo scontro tra la flotta tedesca e quella inglese la Hood venne centrata da un proiettile della Bismarck, il quale perforò i pontoni corazzati ed esplose in una santabarbara contenente i proiettili da 381, provocando un'enorme esplosione che spezzò in due parti la nave inglese. Alle 6:00 del 24 maggio 1941 l'Hood affondò con tutto il suo equipaggio (3 superstiti su 1.418 uomini). La perdita della gloriosa nave da battaglia lanciò nello sgomento tutti gli apparati militari britannici, a questo punto lo scopo era uno: affondare la Bismarck.

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HMS Hood

La caccia alla Bismarck

Nel corso del combattimento la Bismarck subì diversi danni: una perdita di nafta e un allagamento dei serbatoi che, provocando appruamento, impedivano alla nave di tenere la piena velocità. La corazzata quindi dovette puntare su un porto amico, quello di Brest. Dopo la perdita della Hood, l'Ammiragliato inglese spostò tutte le navi che aveva a disposizione nell'Atlantico, ma nonostante questo ingente dispiegamento di forze, la corazzate tedesca riuscì a dileguarsi nell’oceano.

La mattina del 25 maggio Lütjens, convinto di non essere ancora pedinato dagli inglesi, inviò un lungo messaggio radio che, intercettato dalle stazioni inglesi, permise una triangolazione della posizione della Bismarck. Solo alle 10:30 del 26 maggio un Catalina della 209ª Squadriglia ritrovò la Bismarck, quanto mancavano meno di 700 miglia per raggiungere Brest. La forza più vicina era la squadra navale inglese che risaliva dal Mediterraneo. Dopo un infruttuoso attacco, alle 19:10 dalla portaerei Ark Royal fu lanciata una squadriglia Swordfish che, alle 20:53, danneggiò con un siluro il meccanismo di controllo del timone di coda della Bismarck, che rimase bloccato a 15 gradi, condannando la nave a navigare in circolo e quindi divenne una facile preda.

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Swordfish (credit: Tony Hisgett)

La Bismarck divenne quindi un facile bersaglio: la prima nave ad aprire il fuoco fu il Rodney alle 8:47, da 19 km, seguito dopo un minuto dalla King George V. La Bismarck tentò di rispondere al fuoco ma dopo aver subito più di 300 colpi, alle 10:36 del 27 maggio scomparve sotto la superficie del mare, con le eliche ancora in moto e la bandiera da guerra a picco.

Sin dal suo affondamento, la Royal Navy ha sempre affermato con sicurezza che ad abbattere la possente nave da guerra fossero stati i numerosi colpi subiti nello scontro. Tuttavia i sopravvissuti della stessa corazzata tedesca hanno sempre raccontato che il capitano Lindemann, resosi ormai conto della situazione disperata in cui si trovava la sua nave, ne avesse ordinato l'auto-affondamento per evitarne la cattura da parte del nemico. Solo dopo il ritrovamento del relitto nel 1989 ed una spedizione condotta nel 2002 ebbe conferma la versione tedesca. Il relitto della Bismarck ora giace a 4791 m di profondità e rappresenta la tomba per circa 2.000 uomini. La posizione esatta della nave è tutt’ora un segreto di stato tedesco.

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La Bismarck in fiamme.
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