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6 Maggio 2023
16:30

La minoranza può fare la differenza? Lo studio sull’influenza sociale di Moscovici

Le minoranze sono considerate meno influenti dei gruppi di maggioranza, ma se oppongono una certa resistenza, prestando attenzione ad alcuni particolari aspetti, possono influenzare anche un’opinione dominante. Vediamo come, grazie alla psicologia sociale.

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La minoranza può fare la differenza? Lo studio sull’influenza sociale di Moscovici
minoranza influenza moscovici

A lungo si è creduto che solo la maggioranza potesse influenzare le singole persone o le minoranze. Lo psicologo sociale Serge Moscovici ha dimostrato con i propri esperimenti che, in presenza di specifiche condizioni, l'influenza sociale può avere il segno opposto: anche le minoranze hanno la possibilità e il potere di cambiare le posizioni della maggioranza.

In un celebre film diretto da William Friedkin (remake dell’omonimo film diretto nel 1957 da Sidney Lumet), La parola ai giurati (1997), 12 giurati sono chiamati a deliberare all’unanimità su un caso di omicidio. L’imputato è un ragazzo afrodiscendente, accusato di aver ucciso il padre. Nel clima culturale dell'America degli anni '50, a primo impatto la sua colpevolezza viene quasi data per scontata, senonché uno dei giurati vota per la non colpevolezza. Nonostante le reazioni dure e rabbiose degli altri, il giurato “dissidente” riesce, grazie alla sua tenacia e alle sue argomentazioni, a ottenere un riesame del caso. Spoiler: con il passare del tempo a disposizione, tutti i giurati arrivano a confutare le ipotesi di colpevolezza iniziali ed emettono un verdetto di innocenza.

Questo è un esempio di ciò che può accadere quando una minoranza particolarmente attiva, riesce a influenzare le posizioni di una maggioranza ben consolidata.

Cosa sostiene lo studio di Serge Moscovici

Gli studi in psicologia sociale ci dimostrano che le minoranze possono influenzare le posizioni della maggioranza e creare degli spiragli in cui “intromettersi”. Quando succede, il varco aperto dalla minoranza genera un conflitto che porta in un primo momento la maggioranza a rifiutare la posizione minoritaria (così come nell’esempio in apertura). Il conflitto potrà poi culminare o nell’accettazione dell’opinione divergente o con il suo rifiuto.

influenza sociale minoranze

Secondo lo psicologo sociale Serge Moscovici, affinché una minoranza riesca a farsi spazio e addirittura far mutare posizione a una maggioranza, è necessario che si verifichino alcune condizioni:

  • La minoranza deve adottare uno stile di comportamento consistente. Attraverso la tenacia e la persistenza la minoranza dimostra che la propria posizione non è casuale, ma ha lo stesso valore della posizione maggioritaria, e che non è disposta a cedere alle pressioni del gruppo.
  • Deve rappresentare un consenso alternativo: le minoranze suscitano attrazione (le persone autonome e anticonformiste sono oggetto di ammirazione).
  • Deve agire in modo coerente e con argomentazioni.
  • Deve essere categorizzata come parte del gruppo (in gergo “ingroup”): nel caso in cui la maggioranza non possa attribuire la diversità di posizione a particolari caratteristiche dei membri della minoranza (ad es., percezione distorta, diversità culturali, perseguimento di interessi personali), essa è obbligata a valutare la validità della posizione minoritaria, al fine di accettarla o rifiutarla. Pertanto, se questa condizione non è “rispettata” è improbabile che un unico individuo dissidente o una minoranza categorizzata come diversa dal gruppo di maggioranza sia in grado di esercitare la propria influenza sulla maggioranza.

Un esempio di influenza sociale delle minoranze

Nell’esempio del film citato nell'introduzione, La parola ai giurati, troviamo tutte le componenti descritte nel paragrafo qui sopra:

  • Il giurato non si fa intimorire dall’opinione apparentemente ben radicata dagli altri giurati.
  • Si propone come voce alternativa.
  • Espone le proprie posizioni in maniera convinta, con logica e con argomentazioni sensate.
  • È anche egli parte del gruppo “giurati”, non ricaverebbe nessun tornaconto personale dall’andare controcorrente.
conformismo sociale

Conformismo e influenza sociale

Un elemento interessante riscontrato da Moscovici nei suoi esperimenti per verificare la validità delle sue ipotesi è la natura del cambiamento prodotto dall'influenza della minoranza, in particolare nella durata e nella “profondità” del cambiamento.

È opinione diffusa che la maggioranza abbia in sé la forza per farci conformare a un comportamento o a un idea, grazie alla pressione che questa genera (e alla conseguente esclusione di chi non si adegua). Non solo: il conformismo sociale si realizza anche in situazioni di confusione o di scarse informazioni. Qui, i processi cognitivi degli individui si “agganciano” alle informazioni ricavate dalle opinioni altrui, soprattutto se le fonti sono ritenute autorevoli (tale procedimento è alla base della formazione degli opinion leader).

conformismo sociale opinion leader

In questo caso, però, il cambiamento delle nostre opinioni è piuttosto debole e transitorio (in altre parole, in mancanza della pressione esercitata dalla maggioranza, noi torniamo a credere/comportarci come prima): non c’è un vero e proprio mutamento nel modo di sentire delle persone (l’approvazione rimane “pubblica” ma non c'è una vera e propria accettazione nel privato).

Nel caso delle minoranze, invece, Moscovici parla appositamente di conversione (e non di conformismo): proprio perché in minoranza, i soggetti che si fanno avanti non passano inosservati dalla maggioranza che, quindi, sarà stimolata a indagarne le ragioni e argomentazioni per capire perché la minoranza rimanga coerente nelle proprie posizioni (il cambiamento qui è anche “privato”).

In sintesi, si può dire che nel primo caso si tende ad accettare le ragioni della maggioranza pur senza una verifica e per il semplice fatto di essere soggetti alle sue pressioni e al confronto sociale. Nel secondo caso, il focus si sposta dal soggetto (chi ha l’autorevolezza per dire qualcosa) all’oggetto (l’argomentazione). Quando il mutamento di opinione avviene in queste circostanze è più duraturo e più profondo, perché tocca le nostre posizioni e le mette davvero in discussione.

conversione sociale minoranze

Moscovici dimostra quindi che tutte le persone possono essere alternativamente sia fonte di influenza sociale, sia bersaglio. Pur se in misura diversa e in stretta relazione con il loro status sociale (è il caso dei leader dei gruppi di opinione). Dopotutto, se la minoranza non potesse esercitare alcun tipo di influenza, non ci sarebbero innovazioni, punti di vista differenti, progressi sociali, né variazioni nei sistemi di potere che regolano le associazioni, da quelle più piccole a quelle più grandi, come possono essere gli Stati o le organizzazioni sovranazionali.

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