
La NASA ha presentato ufficialmente l'equipaggio della missione lunare Artemis III, prevista per la seconda metà del 2027: i quattro astronauti saranno l'italiano Luca Parmitano (unico astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea) che sarà il pilota della missione, accompagnato dagli astronauti statunitensi Randy Bresnik, Andre Douglas e Frank Rubio.
Come ribadito dalla NASA, Artemis III ha subito una riorganizzazione rispetto a quanto previsto inizialmente: la missione, della durata di circa 2 settimane, non porterà più l'uomo sulla Luna dopo oltre 50 anni, ma servirà per testare in orbita terrestre bassa le capacità di rendezvous e di attracco fra la capsula Orion, lanciata dal razzo SLS, ed entrambi i sistemi di atterraggio lunare commerciali – prima quello di Blue Origin e successivamente quello di SpaceX – necessari per portare gli astronauti sul nostro satellite.
I dati raccolti durante questa missione aiuteranno l'Agenzia Spaziale USA a ridurre i rischi per le future missioni di allunaggio. L'esplosione del razzo New Glenn di Blue Origin, avvenuta lo scorso 28 maggio durante uno static fire test, aveva sollevato dubbi riguardo a possibili ritardi del programma o a un'eventuale esclusione di Blue Origin. L'azienda ha invece confermato che il modulo di atterraggio sarà pronto entro il 2027 e sarà effettivamente utilizzato durante la missione.
La NASA prosegue così con il suo programma lunare dopo il pieno successo della missione Artemis II, durante la quale i quattro astronauti a bordo della capsula Orion hanno sorvolato la Luna, spingendosi fino a circa 6.500 km dalla superficie lunare e stabilendo il record di distanza dalla Terra mai raggiunta da un essere umano (quasi 407.000 km).
Chi sono gli astronauti della missione Artemis III
L'equipaggio della missione lunare Artemis III sarà composto dal comandante Randy Bresnik, dagli specialisti di missione Andre Douglas e Frank Rubio e dal pilota Luca Parmitano, unico astronauta non statunitense e rappresentante dell'ESA.
L'equipaggio inizierà subito le esercitazioni per la missione: secondo quanto riportato da Jared Isaacman, l'amministratore delegato della NASA, i primi wet dress rehearsal (le simulazioni di tutte le operazioni del lancio) inizieranno già entro la fine di quest'anno.
Questo equipaggio andrà quindi a sostituire Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen, che per circa 9 giorni hanno viaggiato a bordo della capsula Orion durante Artemis II.
Tra l'altro, solo qualche giorno fa Axiom Space e Prada hanno presentato un nuovo elemento della tuta lunare progettata per le missioni Artemis, mostrando il Liquid Cooling and Ventilation Garment (LCVG), ovvero lo strato più interno della tuta spaziale che sarà utilizzata dagli astronauti durante le esplorazioni umane della superficie lunare (a partire da Artemis IV, quindi).
Più nello specifico, l'LCVG è progettato per regolare la temperatura corporea e garantire ventilazione durante le attività fuori dai veicoli spaziali, che potranno durare fino a 8 ore. Il sistema sviluppato utilizza infatti una rete di tubi attraversati da acqua fredda per allontanare il calore prodotto dal corpo dell'astronauta durante le attività sul suolo lunare ed è dotato di un circuito di raffreddamento di riserva in caso di guasto del sistema principale.
Come si svolgerà la missione Artemis III: le novità
Nel corso della conferenza stampa, la NASA ha anche fornito una serie di aggiornamenti sulla missione Artemis III, che trasporterà quattro astronauti a bordo della capsula Orion, lanciata dal Kennedy Space Center della NASA, in Florida, attraverso il razzo SLS (Space Launch System). La missione, confermata per metà 2027, servirà per testare in orbita terrestre le manovre di rendezvous e attracco tra Orion ed entrambi i sistemi commerciali del programma HLS, necessari per l'allunaggio vero e proprio.
In particolare, il lander Blue Origin (l'azienda di Jeff Bezos) verrà lanciato per primo, seguito dall'equipaggio a bordo della capsula Orion, posizionata sul razzo SLS e lanciata in orbita terrestre bassa (la fascia compresa tra circa 200 e 2.000 km di quota). A quel punto, Orion e il lander di Blue Origin rimarranno agganciati in orbita per diversi giorni, durante i quali testeranno le varie operazioni. Dopo il loro distacco, anche la Starship di SpaceX (l'azienda di Elon Musk) sarà lanciata e si aggancerà a Orion per un giorno.
La missione, complessivamente, durerà circa due settimane e si concluderà con l'ammaraggio della capsula Orion nell'Oceano Pacifico.