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Razzo di Blue Origin esploso nei test sulla rampa di lancio: cosa potrebbe essere successo al New Glenn

Il primo stadio del quarto razzo New Glenn di Blue Origin (l'azienda di Jeff Bezos) è esploso durante una prova di accensione dei motori a Cape Canaveral, distruggendo booster, stadio superiore e parte della rampa di lancio. L'incidente, di cui non si conosce ancora la causa, rischia di ritardare i piani lunari Artemis e Moon Base della NASA.

29 Maggio 2026
10:40
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Razzo di Blue Origin esploso nei test sulla rampa di lancio: cosa potrebbe essere successo al New Glenn
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L’esplosione del razzo New Glenn di Blue Origin. Credit: NASA Space Flight

Il primo stadio del quarto razzo New Glenn di Blue Origin è esploso durante uno static fire test, una prova di accensione a terra dei motori (senza decollo) condotta a Cape Canaveral, in Florida, il 28 maggio 2026 alle 21:00 (ora locale, le 03:00 del 29 maggio in Italia). L'incidente è avvenuto sulla rampa LC-36A mentre venivano accesi i sette motori BE-4 del booster: un'anomalia, la cui origine non è ancora stata chiarita, ha provocato un'esplosione causando la perdita del booster e dello stadio superiore del razzo, oltre a danni sostanziali alle infrastrutture della piattaforma di lancio, tra cui il crollo di una torre parafulmine.

Lo stesso fondatore di Blue Origin, Jeff Bezos, ha dichiarato in un post su X che è ancora troppo presto per determinare la causa profonda dell'incidente, mentre l'azienda è già al lavoro per chiarire la dinamica.

Si tratta del più grave incidente mai avvenuto nella storia del programma New Glenn: fortunatamente, non ci sono stati feriti, ma l'incidente è stato paragonato da diversi osservatori all'esplosione del razzo sovietico N1 nel 1969.

Questo fallimento, in realtà, non avrà ricadute solo sulla Blue Origin di Bezos, ma anche e soprattutto sul programma lunare della NASA: il New Glenn, infatti, non è soltanto un vettore commerciale, ma servirà per il programma Artemis e per trasportare lander, droni e rover sulla Luna, dove l'Agenzia Spaziale USA ha in programma di costruire una base permanente.

Solo qualche giorno fa, la NASA aveva annunciato un contratto da 188 milioni di dollari per Blue Origin, affidando all'azienda del fondatore di Amazon il compito di sviluppare i sistemi di trasporto necessari per consegnare i rover e le attrezzature scientifiche nella regione polare lunare.

Cosa potrebbe aver causato l'esplosione del razzo New Glenn di Blue Origin: la dinamica

Per il momento, non è ancora chiaro quale anomalia potrebbe aver provocato l'esplosione del razzo New Glenn, alto circa 98 metri, e le uniche informazioni che per ora sappiamo riguardano quando e dove è avvenuto l'incidente: l'anomalia si è manifestata nel momento più delicato di una prova a terra, ovvero l'accensione dei sette motori BE-4 alimentati a metano e ossigeno liquido. Proprio mentre i motori sembravano iniziare la sequenza di accensione, qualcosa è andato storto alla base del razzo.

A quel punto, il primo stadio è stato avvolto da un incendio in rapida espansione e, pochi istanti dopo, lo stadio superiore ha iniziato a inclinarsi e cadere, fino all'esplosione finale innescata dall'accensione del carico di metano e ossigeno liquido.

L'enorme palla di fuoco generata dall'esplosione, ben visibile dal video, ha poi formato una nube a fungo visibile da tutta la Space Coast. Sono state osservate anche scie di detriti ad alta velocità, compatibili con la rottura e l'espulsione di serbatoi a pressione. Le autorità della Space Force, in coordinamento con Blue Origin, stanno ora analizzando i dati disponibili per ricostruire ciò che è accaduto.

Vale la pena ricordare che il New Glenn non era nuovo a problemi: come riportato anche da Astrospace, anche il terzo lancio del New Glenn, eseguito ad aprile 2026, era fallito per un problema riscontrato durante la seconda accensione del secondo stadio.

Le possibili ricadute sulla missione Artemis III e sul programma NASA per una base lunare

Come accennato, il fallimento di questo test potrebbe causare importanti ritardi ai piani della NASA per riportare l'uomo sulla Luna e costruire sul nostro satellite la prima base permanente nell'arco dei prossimi 10 anni. Lo stesso amministratore della NASA, Jared Isaacman, ha riconosciuto pubblicamente in un post su X come «lo sviluppo di nuove capacità di lancio per carichi pesanti sia straordinariamente difficile», confermando che eventuali impatti sui programmi Artemis e Moon Base saranno comunicati a breve.

Isaacman aveva già indicato la metà del 2027 come finestra per il lancio di Artemis III (il cui team di astronauti dovrebbe essere annunciato il prossimo 9 giugno): rispetto ai piani iniziali, però, la missione è stata modificata e non porterà più l'uomo sulla Luna, ma servirà per testare le manovre di attracco (questa volta in orbita bassa terrestre) tra la capsula Orion e il sistema di allunaggio.

Proprio il New Glenn ricopre un ruolo fondamentale per la creazione del modulo di atterraggio lunare (in collaborazione con altri partner commerciali) ma il razzo è stato inoltre scelto per lanciare i lander Blue Moon sviluppati da Blue Origin, veicoli che dovranno portare carichi scientifici, attrezzature e, nelle versioni più avanzate, anche astronauti.

Il primo di questi, il Blue Moon Mk1 della missione Moon Base 1, sarebbe dovuto partire entro l'autunno 2026, almeno secondo i piani iniziali. Tuttavia, se i danni alla rampa LC-36A dovessero risultare effettivamente così gravi, Blue Origin si troverebbe davanti a un lungo lavoro di ricostruzione prima di poter tornare a lanciare.

Un precedente simile, comunque, era già avvenuto nel 2016, quando un Falcon 9 di SpaceX esplose sulla rampa durante una prova a terra: in quel caso, servì oltre un anno per ripristinare il sito. Tradotto in termini di programma lunare, questo ritardo significa che ogni mese di stop al New Glenn è un mese che si scarica a cascata sul lander Blue Moon, sui rover e, a catena, sulla tabella di marcia complessiva di Artemis e della futura Moon Base.

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Sara Brugnoni
Junior News Editor
Lavoro come giornalista per la sezione news di Geopop: mi occupo principalmente delle notizie di attualità e di tutto ciò che avviene sul Pianeta Terra, dalla geopolitica allo spazio, fino alla società nel suo complesso. Ho lavorato per un quotidiano economico e ho una laurea magistrale in Scienze Politiche, grazie alla quale ho capito quanto gli eventi del mondo siano profondamente connessi tra di loro.
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