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27 Aprile 2024
17:00

Le previsioni del tempo in Italia sono tra le più difficili al mondo: ecco perché

L’Italia è un territorio molto esteso in latitudine, collocato al centro del Mediterraneo ed estremamente eterogeneo dal punto di vista morfologico. Questi fattori rendono particolarmente difficoltosa l’elaborazione delle previsioni meteorologiche.

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Le previsioni del tempo in Italia sono tra le più difficili al mondo: ecco perché
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L’Italia è tra i Paesi al mondo in cui è più complesso fare previsioni meteorologiche e, di conseguenza, è più facile sbagliare. Nel caso del meteo italiano, una estrema complessità del territorio dal punto di vista geografico rende ancora più arduo il lavoro dei meteorologi in sala operativa. Sono principalmente tre le caratteristiche della penisola italiana che rendono particolarmente complessa l'attività dei meteorologi.

In primo luogo c'è ’estensione: rispetto alla sua superficie, l'Italia presenta una notevole estensione nel senso della latitudine, dai 35° di Lampedusa fino ai 47° della Vetta d’Italia, nelle Alpi Aurine. L’ampia latitudine tra le Alpi e la Sicilia meridionale genera almeno 6 grandi regioni climatiche (alpina, padana, appenninica, adriatica, ligure-tirrenica e mediterranea) e numerosi microclimi, di cui non si può non tener conto nella stesura di una previsione meteorologica.

In secondo luogo, l'Italia è situata al centro del mar Mediterraneo, con almeno tre quarti di territorio bagnati dal mare, e con il vicino Atlantico a ovest, l’Africa settentrionale a sud, l’Europa continentale a nord e ad est, il nostro Paese risente dell’influenza di vari e differenti regimi climatici. Il Mediterraneo è infatti un grande fornitore di energia all’atmosfera, in grado di trasferire enormi quantità di vapore acqueo, ovvero il “carburante” dei processi di formazione dei fenomeni meteorologici. Il riscaldamento globale amplifica tali processi rendendo i fenomeni più violenti e imprevedibili.

Infine, la conformazione geografica del territorio italiano è estremamente eterogenea: in poche centinaia di chilometri si alternano montagne, colline, pianure e valli, con le Alpi che la separano dal resto dell'Europa continentale e l’Appennino che la taglia longitudinalmente in due. Le catene montuose d'Italia e quelle al di fuori dei confini italiani (come i rilievi della Spagna a ovest, i monti dell’Atlante in Algeria a sud, le Alpi Dinariche nell’ex-Jugoslavia a est), di fatto possono deviare o spostare in maniera significativa il normale flusso dell’atmosfera e le stesse perturbazioni che si muovono al suo interno, al punto da invalidare le tendenze proposte dai vari centri di calcolo internazionali e da rendere inaffidabile la previsione stessa.

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Di tutti questi elementi deve in qualche modo tenere conto il modello fisico-matematico che si occupa di simulare il comportamento dell’atmosfera e dunque dei fenomeni meteorologici. La cosa più difficile è proprio riuscire a tenere conto di tutti questi fattori che, per un modello fisico-matematico diventano degli elementi di “disturbo” che aumentano l'incertezza del risultato finale.

In seconda battuta dovrà tenerne conto il meteorologo nella fase di interpretazione delle mappe meteorologiche che si ottengono dalla simulazione del modello. In questo caso è proprio l’intervento del meteorologo a fare la differenza, modulando questo risultato, smussandolo e adattandolo rispetto anche all’esperienza maturata in anni di attività e alle conoscenze acquisite nel tempo in termini di climatologia locale e di territorio.

C'è da dire però che lo sviluppo tecnologico e il miglioramento delle conoscenze legate alla fisica dell’atmosfera e ai fenomeni meteorologici ci stanno aiutando a ridurre gli errori che, volenti o nolenti, dobbiamo comunque e sempre tenere in conto in questo campo, essendo la meteorologia una scienza quasi esatta.

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