0 risultati
video suggerito
video suggerito
9 Maggio 2026
13:00

L’incidente nucleare di Three Mile Island, uno dei più gravi della storia USA: cosa successe nel 1979

Nella centrale nucleare di Three Mile Island, in Pennsylvania (USA), la combinazione di guasti tecnici ed errori umani determinò il verificarsi di uno dei più rilevanti incidenti nucleari della storia degli Stati Uniti, avvenuto il 28 marzo 1979.

Ti piace questo contenuto?
L’incidente nucleare di Three Mile Island, uno dei più gravi della storia USA: cosa successe nel 1979
Immagine
La centrale di Three Mile Island, in Pennsylvania, via Wikimediacommons.

La centrale nucleare di Three Mile Island, situata lungo il fiume Susquehanna in Pennsylvania (USA), fu teatro di uno degli incidenti più drammatici della storia nucleare statunitense, classificato al livello 5 su 7 della International Nuclear and Radiological Event Scale (INES). Per intenderci, il disastro nucleare di Chernobyl fu classificato come livello 7.

L'incidente a Three Mile Island avvenne alle 04:36 del 28 marzo 1979, quando il reattore TMI-2 era operativo al 97% della sua potenza nominale. Pur in assenza di vittime o feriti, l'evento determinò conseguenze significative sul piano socio-percettivo, compromettendo in modo sostanziale la fiducia dell'opinione pubblica nei confronti della sicurezza degli impianti nucleari.

Caratteristiche della centrale di Three Mile Island in Pennsylvania

La centrale di Three Mile Island, ubicata lungo il fiume Susquehanna, era caratterizzata dalla presenza di due reattori nucleari ad acqua pressurizzata (PWR):

  • L'Unità 1, con capacità installata di circa 800 MW e in esercizio commerciale dal 1974
  • L'Unità 2 (TMI-2), da circa 900 MW, era operativa dal 30 dicembre 1978, appena 90 giorni prima dall'incidente

L'impianto prevedeva una configurazione ingegneristica tecnologicamente avanzata per gli anni Settanta, progettata per assicurare elevati standard di sicurezza operativa e affidabilità energetica nel lungo termine. Tale assetto derivava dall'implementazione di specifiche soluzioni tecniche e sistemi di salvaguardia finalizzati alla prevenzione e mitigazioni delle condizioni di guasto. Il reattore di tipo PWR era dotato del sistema di raffreddamento emergenziale del nocciolo (Emergency Core Cooling System), progettato per attivarsi automaticamente in caso di perdita di fluido refrigerante (Loss of Coolant Accident). Quest'ultimo svolge l'essenziale funzione di asportare il calore generatore dalla reazione di fissione nucleare, contribuendo al mantenimento della temperatura del nocciolo entro i limiti operativi.

Immagine
Rappresentazione schematica della centrale. Credit: United States Nuclear Regulatory Commission

Le dinamiche dell’incidente nucleare più grave degli Stati Uniti

Alle ore 04:36 del 28 marzo 1979, l'arresto simultaneo delle pompe dei circuiti ausiliari determinò l'interruzione del corretto apporto di acqua di alimentazione al generatore di vapore, compromettendo il raffreddamento del nocciolo del reattore TMI-2, in quel momento operativo al 97% della sua potenza nominale. Sebbene si registrò un incremento repentino della temperatura del nocciolo, il sistema di protezione e sicurezza emergenziale intervenne tempestivamente attivando lo "scram" del reattore, ossia l'arresto immediato della reazione di fissione nucleare mediante l'inserzione delle barre di controllo nel core (nocciolo).

Tuttavia, una concomitanza di guasti di natura tecnico-impiantistica, l'inadeguatezza dei protocolli di emergenza e fattori di errore umano, trasformò una situazione inizialmente gestibile in uno scenario potenzialmente catastrofico. La complessità della strumentazione di campo, unitamente ad una sensoristica di controllo che forniva indicazioni ambigue e talvolta fuorvianti sullo stato del reattore, indusse gli operatori della centrale – con una limitata esperienza nella gestioni di condizioni emergenziali – a un errata interpretazione della natura dell'evento, determinando l'adozione di manovre operative che ne peggiorarono l'evoluzione. L'esito fu una parziale fusione del nocciolo del reattore; tuttavia, l'integrità dell'edificio di contenimento fu preservata, impedendo il rilascio significativo di materiale radioattivo nell'ambiente esterno.

I giorni successivi all'incidente furono segnati da un flusso comunicativo caotico e poca trasparenza. I gestori dell'impianto, le agenzie federali e le autorità statali fornirono in più occasioni informazioni non coerenti tra loro, mentre numerosi funzionari pubblici vennero a conoscenza dell'evento attraverso i canali mediatici, piuttosto che tramite comunicazioni istituzionali ufficiali. In quel clima di incertezza, il governatore della Pennsylvania dispose l'evacuazione delle donne in gravidanza e dei bambini di età prescolare entro un raggio di cinque miglia dall'area della centrale. Inoltre, decide di migliaia di residenti dell'isola decisero di allontanarsi volontariamente dalle proprie abitazioni, in attesa di ricevere indicazioni più chiare sull'evoluzione dell'evento.

Quali sono state le conseguenze?

Sebbene durante l'incidente un quantitativo limitato di materiale radioattivo venne rilasciato in atmosfera, non si registrarono né vittime né feriti. Le successive attività di monitoraggio radiologico e le analisi di campionamento ambientale evidenziarono che i livelli di esposizione della popolazione alle radiazioni ionizzanti risultavano trascurabili, consentendo di escludere l'insorgenza di effetti sanitari acuti sugli individui.

Nondimeno, l'evento determinò una significativa crisi di fiducia nei confronti dell'energia nucleare, quale fonte di approvvigionamento energetico (per scopi civili). La Nuclear Regulatory Commission (NRC) sospese per diversi anni l'approvazione di nuove licenze di costruzione di impianti nucleari, mentre numerosi progetti in corso subirono ritardi sostanziali o furono definitivamente cancellati. L'incidente innescò un processo di revisione del quadro regolatorio e delle pratiche operative del settore nucleare statunitense. Vennero aggiornate le procedure di risposta alle emergenze, potenziati i programmi di formazione e qualificazione del personale delle centrali e introdotti standard normativi più stringenti in materia di sicurezza e gestione degli impianti nucleari.

La centrale nucleare Three Mile Island oggi e le prospettive future

Il reattore TMI-2 coinvolto nell'incidente, risulta definitivamente fuori servizio dal 1979. L'Unità 1, non interessata dall'evento, proseguì invece l'esercizio commerciale fino al settembre 2019, quando venne disattiva in seguito a valutazione economiche e criticità legate alla manutenzione impiantistica. L'Unità 1, comunque, potrebbe essere riattivata a partire dal 2028 nell'ambito di un accordo stipulato tra Microsoft e Constellation Energy, finalizzato alla garanzia di una fornitura ventennale di energia elettrica sostenibile, destinata all'alimentazione dei data center e delle infrastrutture digitali di proprietà del colosso tecnologico fondato da Bill Gates. Uno studio commissionato dal Pennsylvania Building & Construction Trades Council ha stimato che il progetto Crane Clean Energy Center (CCEC), previsto per la riqualificazione dell'impianto, potrebbe generare circa 3400 posti di lavoro, contribuendo in modo significativo a stimolare l'economia dell'isola.

Lo sviluppo del programma è associato a una serie di criticità tecnico-regolatorie, con lo smaltimento dei rifiuti radioattivi che ne rappresenta uno degli aspetti più controversi. Le barre di combustibile irradiato (esausto) verrebbero inizialmente raffreddate nelle piscine del sito e successivamente trasferite in contenitori a secco (dry cask storage), collocati in prossimità della centrale, in attesa del conferimento definitivo presso il deposito nazionale centralizzato, una volta disponibile. Tale soluzione di stoccaggio temporaneo in loco costituisce un elemento di preoccupazione per le comunità residenti, che temono una possibile permanenza prolungata del materiale radioattivo sul loro territorio, trasformando l'isola in una "discarica nucleare permanente".

Contestualmente, l'iter autorizzativo risulta particolarmente articolato e di lunga durata, in quanto la NRC non ha mai precedentemente approvato la riattivazione di un impianto nucleare già dismesso. In tale contesto, Constellation Energy, uno dei principali operatori del settore energetico statunitense, sarà tenuta a presentare evidenze tecniche e documentazione ingegneristica dettagliata atte a dimostrare che l'Unità 1 possa essere riportata in esercizio nel rispetto dei requisiti di sicurezza nucleare e tutela della salute pubblica. Parte degli attivisti ambientali sostengono che l'esito autorizzativo possa risultare favorevole nel medio periodo, considerando la rilevanza degli interessi economici e strategici connessi al progetto, nonostante permangano posizioni critiche in merito alla riattivazione dell'impianto.

Sfondo autopromo
Cosa stai cercando?
api url views