9 Giugno 2023
12:30

Lo strano caso di Charles Osborne, l’uomo che ha singhiozzato per 68 anni di fila

Ecco la curiosa storia di Charles Osborne, l'uomo che ha vissuto singhiozzando per ben 68 anni di fila. Ma come è stato possibile? Ecco la spiegazione delle possibili cause.

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Lo strano caso di Charles Osborne, l’uomo che ha singhiozzato per 68 anni di fila
uomo singhiozzo 68 anni

Charles Osborne iniziò ad avere il singhiozzo a seguito di un trauma sul lavoro nel 1922. L'uomo ha continuato a singhiozzare per ben 68 anni e per questo detiene il primato per l'attacco di singhiozzo più lungo del mondo al Guinness World Records. Si stima che abbia singhiozzato 430 milioni di volte! Ma come è possibile?

Cos'è il singhiozzo

Il singhiozzo è una condizione transitoria di involontaria contrazione diaframmatica con corrispettiva chiusura della glottide (corde vocali). La causa è un'irritazione del nervo frenico, un nervo che origina nel collo (cervicale) e che va ad innervare il diaframma. Generalmente il suono "hic", da cui deriva la parola inglese "hiccuping" che sta per "singhiozzo", si ripete ritmicamente per alcuni minuti con origine improvvisa. Il singhiozzare termina quando lo stress sulla struttura del nervo ha una propria risoluzione.

Diafragma singhiozzo
Credit: Brbbl at nl.wikipedia, CC BY–SA 3.0, via Wikimedia Commons

Se la causa del singhiozzo è più complessa può durare più a lungo, come ad esempio per l'alterazione dei centri nervosi del respiro o/e dell'ipotalamo (aree involontarie del cervello) oppure per uno stress permanente sul nervo frenico. Questo può avvenire in seguito a ictus, cancro, diabete o altre patologie/traumi che colpiscono il sistema nervoso. Secondo alcuni studi scientifici il singhiozzo "intrattabile" si può manifestare su 1 persona ogni 100.000.

Il caso di Charles Osborne

Mr. Osborne all'età di circa 29 anni lavorava in una fattoria nel Nebraska. Era alle prese con l'abbattimento di un grosso maiale quando improvvisamente cadde ed ebbe un trauma cranico di bassa entità. Durante un'intervista per "People" nel 1982 aveva dichiarato di non avere avuto particolari dolori ma da quel momento in poi non smise più di singhiozzare. Il suo medico, Terence Anthoney, aveva diagnosticato la lesione di una piccola area del tronco del encefalo (una struttura del cervello) che controlla il singhiozzo.

Ma vi furono altre ipotesi in merito a questo rarissimo caso di singhiozzo cronico. Un neurochirurgo del Texas aveva ipotizzato che durante la caduta Osborne potesse aver rotto una costola inferiore che, vista la stretta vicinanza anatomica, avrebbe a sua volta generato una lesione al diaframma. Sarebbe stata infatti questa lesione al diaframma a generare gli spasmi respiratori tipici del singhiozzo. Un'altra ipotesi, sempre dello stesso neurochirurgo, è che a seguito della caduta il fattore avesse avuto un ictus cerebrale che l'avrebbe portato a questo danno permanente. Quest'ultima possibile diagnosi fu appoggiata anche da una neurologa del Ohio che sosteneva il singhiozzo cronico potesse essere motivabile solo in questo modo.

È incredibile pensare che il singhiozzo di Osborne si arrestò di punto in bianco un anno prima della sua morte. L'uomo ha passato gran parte della sua vita con 20-40 contrazioni diaframmatiche al minuto e per evitare di "rumoreggiare" aveva imparato una tecnica per singhiozzare in silenzio. Alcune testimonianze descrivono come si "gonfiasse tutto" inspirando l'aria per evitare di emettere il suono.

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