
Margaret Thatcher, nata nel 1925 a Grantham con il nome di Margaret Hilda Roberts e morta a Londra nel 2013, è stata Primo ministro del Regno Unito dal 1979 al 1990. Fu soprannominata lady di ferro (iron lady) per l’inflessibilità mostrata nelle sue scelte politiche, ma anche ladra di latte (milk snatcher), perché da ministro abolì la distribuzione gratuita di latte ai bambini nelle scuole.
Da premier, promosse politiche neoliberiste, che ridussero l’inflazione, ma causarono un vertiginoso aumento della disuguaglianza e della disoccupazione. In politica estera, sconfisse l’Argentina nella guerra del Falkland e si legò strettamente agli Stati Uniti, ma mostrò forte diffidenza verso l’Unione Europea. Nel 1990, diventata ormai impopolare in vasti settori dell’opinione pubblica britannica e nel suo stesso partito, rassegnò le dimissioni da Primo ministro.
La formazione e le prime esperienze politiche da giovane
Margaret Hilda Roberts, nacque a Grantham, nel Lincolnshire, il 13 ottobre 1925. Apparteneva a una famiglia della media borghesia di religione metodista.

Conseguito il diploma, si iscrisse alla facoltà di chimica all’Università di Oxford. Da studentessa iniziò a interessarsi di politica, maturando convinzioni di destra e aderendo al Partito conservatore. Si laureò nel 1947 e trovò lavoro presso un’azienda di materie plastiche. Nel 1949 il partito decise di candidarla alle elezioni generali nel collegio di Dartford, nel Kent, dove la donna si trasferì. Trovò lavoro in una azienda conserviera e, nel corso di una iniziativa del partito conobbe Dennis Thatcher, che sposò nel 1951, assumendone il cognome. Si presentò alle elezioni nel 1950 e nel 1951, risultando sconfitta in entrambi i casi, pur conseguendo un aumento di voti.
Incarichi nazionali: segretario di stato e leader dell’opposizione
Thatcher proseguì la sua carriera politica e nel 1959 fu eletta alla Camera dei comuni in un collegio londinese. Si mise in luce per alcune posizioni diverse da quella della maggioranza dei conservatori: votò a favore della depenalizzazione dell’omosessualità maschile, ma contro l’abolizione della pena di morte. Nel 1970, quando era divenuta ormai un personaggio molto in vista, fu nominata Segretario di Stato (equivalente di un ministro) per l’istruzione e la scienza nel governo guidato dal compagno di partito Edward Health. Tra le misure più significative che introdusse da ministro, l’abolizione della distribuzione gratuita di latte agli alunni da 7 a 11 anni, che le valse il soprannome di milk snatcher (ladra di latte), e l’innalzamento dell’obbligo scolastico a 16 anni.

Thatcher lasciò l’incarico nel 1974, quando il governo Health, messo in difficoltà fu sostituito da un esecutivo a guida laburista. Thatcher sfidò Health per la leadership del Partito conservatore e nel 1975 lo sconfisse, diventando capo del partito e dell’opposizione durante i governi laburisti di Harold Wilson (1974-76) e James Callaghan (1976-79). Da leader dell’opposizione pronunciò un duro discorso contro l’Unione Sovietica, che le valse il soprannome di lady di ferro.
Cosa ha fatto Thatcher come primo ministro del Regno Unito
Il 3 maggio 1979 i conservatori sconfissero alle elezioni il partito laburista, messo in difficoltà dalla crisi economica. Il giorno successivo Margaret Thatcher fu nominata primo ministro: era la prima donna a ottenere l’incarico.
Politica economica e politica interna
Margaret Thatcher seguiva una linea politica neoliberista, tendente a ridurre la spesa pubblica e il potere dei sindacati, favorendo i mercati finanziari. Il contesto le era favorevole: dopo le crisi degli anni ’70, l’ideologia neoliberista si affermò in tutto l’Occidente e, in particolare, negli Stati Uniti, nei quali il presidente Reagan introdusse politiche simile a quelle di Thatcher.
Tra le diverse misure, nel 1984 Thatcher modificò la legislazione sugli scioperi, allo scopo di limitare il ruolo dei sindacati, provocando dure reazioni tra i lavoratori. Inoltre, privatizzò numerose aziende pubbliche, come la British Airways e la British Communications, e promosse politiche di deregulation dei mercati finanziari, agevolando le speculazioni.
Gli effetti delle riforme furono controversi: il Pil aumentò e l’inflazione si ridusse, ma aumentarono in maniera significativa le diseguaglianze sociali e la disoccupazione: dal 5,3% nel 1979, il tasso salì al 12% nel 1984, per poi diminuire negli anni successivi e attestarsi al 7,5% nel 1990. Milioni di persone si trovarono senza lavoro.

Thatcher, inoltre, si dimostrò inflessibile nei confronti di chi protestava. Nel 1981 dovette fronteggiare lo sciopero della fame dei terroristi irlandesi dell’IRA detenuti, che chiedevano il ripristino dello status di prigioniero politico, abolito dal precedente governo. Thatcher non cedette alle loro richieste, nonostante le pressioni che ricevette da più parti, e solo dopo più di 200 giorni fu possibile trovare una mediazione.
La premier si mostrò inflessibile anche nei confronti dei minatori che nel 1984 scioperarono contro la chiusura di molte miniere di carbone e la conseguente perdita di posti di lavoro. La polizia, su impulso del governo, usò metodi brutali contro i lavoratori e lo scioperò terminò dopo quasi un anno, senza che le richieste dei minatori fossero state accolte.
Politica estera: la guerra delle Falkland e i rapporti con l’unione europea
Thatcher si trovò a governare il Regno Unito nell’ultimo decennio della guerra fredda. Nel 1982 si trovò ad affrontare una pericolosa crisi, perché le forze armate dell’Argentina, su ordine della giunta militare che guidava il Paese, invasero le isole Falkland/Malvine, un arcipelago dell’Atlantico meridionale appartenente al Regno Unito. Il governo Thatcher reagì in maniera decisa, inviando un corpo di spedizione e riconquistando le isole. La popolarità della premier aumentò in tutto il Regno Unito.
Thatcher mostrò forte diffidenza nei confronti dell’Unione Europea, della quale il Regno Unito era allora membro. Il suo atteggiamento è all’origine del contrastato rapporto tra istituzioni britanniche ed europee, dal quale nel 2017 è derivata la Brexit. Al contrario, si legò agli Stati Uniti del presidente Reagan, con il quale condivideva la linea politica liberista. Era inoltre nemica dell’Unione Sovietica, ma nella seconda metà degli anni ’80, quando divenne segretario del Partito comunista sovietico Michail Gorbačëv, le relazioni andarono incontro a una relativa distensione.

Le dimissioni e gli ultimi anni
Le politiche economiche di Thatcher si rivelarono dannose per vasti settori della popolazione britannica. Alla fine degli anni ’80 la popolarità del primo ministro iniziò a declinare. Nel 1989 la premier promosse una riforma del sistema di tassazione locale, introducendo una tassa uguale per tutti i cittadini, indipendentemente dal reddito, che provocò forte malcontento anche nel partito conservatore. Nel 1990 Thatcher rassegnò le dimissioni dalla leadership del partito e dall’incarico di premier, venendo sostituita in entrambi i ruoli da John Major. Due anni più tardi la regina Elisabetta – con la quale aveva avuto sempre difficili – la nominò baronessa, il che le consentì di avere un seggio a vita alla Camera dei Lord. Thatcher continuò a seguire la politica, ma con il passare degli anni le sue condizioni di salute peggiorarono, costringendola a ridurre le sue uscite pubbliche. È morta l’8 aprile 2013 a Londra, all'età di 87 anni, a seguito di un ictus.