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19 Agosto 2026
7:00

Storia della Moka: la caffettiera che sfrutta la pressione del vapore ha rivoluzionato il caffè dal 1933

Abbiamo tutti in casa la moka, la caffettiera che “accompagna” quotidianamente il nostro risveglio e, spesso, scandisce le nostre giornate. La moka è una invenzione relativamente recente, essendo nata solo nel 1933. Oltre che in Italia, è popolare anche in altri Paesi.

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Storia della Moka: la caffettiera che sfrutta la pressione del vapore ha rivoluzionato il caffè dal 1933
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Immagine realizzata con AI a scopo illustrativo

La moka prepara il caffè sfruttando la pressione generata dal vapore: l’acqua, giunta a ebollizione, sprigiona vapore che, espandendosi, passa attraverso il filtro nel quale è posizionata la polvere di caffè. Prima della moka, il caffè si preparava per infusione diretta (cioè inserendo i chicchi macinati in acqua bollente) o con altri strumenti, alcuni dei quali ancora oggi esistenti. La moka, che prende il suo nome dalla città di Mokha, nello Yemen, è stata inventata da un ingegnere italiano, Alfonso Bialetti, nel 1933. L’Italia resta il Paese nel quale è più diffusa, ma la caffettiera  è popolare anche in altri Stati, spesso grazie alla presenza di emigranti italiani. In totale, si stima che al mondo esistano circa 320 milioni di esemplari della moka.

Perché si chiama moka e come funziona

Il nome della caffettiera deriva dalla città di Mokha, nello Yemen, che è una delle zone più rinomate per la produzione di caffè e in passato era il principale porto dal quale partivano le importazioni verso l’Europa.

La moka, come sappiamo tutti, è una caffettiera di uso domestico. È composta da tre elementi principali: il bollitore, collocato nella parte inferiore; il filtro dove si colloca la polvere di caffè, che è al centro; il raccoglitore, o bricco, in alto.

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Parti della moka Bialetti © Wikimedia Commons

La moka funziona sfruttando la pressione termodinamica del vapore: quando l’acqua, collocata nel bollitore. arriva a ebollizione, sprigiona vapore; l’aumento di pressione spinge il vapore verso l’alto, facendolo passare attraverso il filtro con il caffè macinato ed estraendone l’aroma, fino a raccoglierlo nella parte superiore. In tal modo il caffè “sale” o “esce” (il verbo cambia a seconda delle regioni).

Nel mondo esistono circa 320 milioni di esemplari di moka. Le dimensioni sono variabili: dalla moka da una tazzina sola alla più grande in commercio, che consente di preparare ben 18 tazze di caffè (ed esistono modelli da collezione ancora più grandi).

La moka originale ha forma ottagonale, ma in commercio esistono anche imitazioni, basate sullo stesso principio, di forma diversa.

Come esce (o sale) il caffè (Wikimedia Commons)
Come sale/esce il caffè (Wikimedia Commons)

Come si preparava il caffè prima: le prime macchine per l'espresso

Prima della moka il caffè si preparava soprattutto per infusione diretta, cioè versando acqua sopra la polvere e portandola a ebollizione (come oggi si fa il caffè turco). In alcuni casi si usavano filtri rudimentali per eliminare la polvere che si sedimentava sul fondo del recipiente.

Un’alternativa era la caffettiera napoletana, inventata in Francia nel 1819 e perfezionata a Napoli negli anni successivi. A differenza della moka, la napoletana si basa sul principio di gravità: l’acqua bollente è posta al di sopra della polvere di caffè (la caffettiera si deve capovolgere quando l’acqua arriva all’ebollizione) e, cadendo, provoca l’infusione.

Una caffettiera napoletana (Wikimedia Commons)
Una caffettiera napoletana (Wikimedia Commons)

Alla fine dell’Ottocento, inoltre, furono introdotte le prime macchine per il caffè espresso, che però saranno perfezionate solo nel secondo dopoguerra.

La moka fu inventata da Alfonso Bialetti nel 1933

La moka è stata inventata nel 1933 da Alfonso Bialetti, un ingegnere titolare di un’azienda che produceva oggetti in alluminio. Il successo fu immediato: la nuova caffettiera, grazie alla qualità del caffè che prepara, si diffuse rapidamente prima in Italia e poi in alcuni Paesi esteri. Il successo fu agevolato anche dal fatto che la produzione di oggetti in alluminio era incentivata dal regime fascista, allo scopo di limitare l’uso dell’acciaio (che doveva essere importato dall’estero), e dall’aumento del consumo di caffè.

Alfonso Bialetti, inoltre, si rivelò abile nel pubblicizzare la sua invenzione. Il primo slogan recitava: “In casa un espresso come al bar”.

Alfonso Bialetti (a sinistra) (Wikimedia Commons)
Alfonso Bialetti (a sinistra) (Wikimedia Commons)

Nel dopoguerra l’azienda Bialetti passò sotto il controllo di Renato Bialetti, figlio di Alfonso, che diede avvio alla produzione industriale. La moka era ormai popolarissima e anche altre aziende iniziarono a fabbricarla.

Da allora, la produzione non si è mai interrotta. Oggi la moka deve far fronte alla concorrenza delle macchine per il caffè espresso di uso domestico, sempre più diffuse ma, ciò nonostante, continua a essere presente nella case di milioni di persone.  Come abbiamo visto, al mondo circolano più di 300 milioni di esemplari. La diffusione della moka, però, non è omogenea in tutto il mondo: la caffettiera è popolarissima in Italia (si stima che il 90% delle famiglie ne possieda almeno una) ed è molto diffusa anche nella Penisola iberica e in molti Paesi dove si sono diretti flussi di emigranti italiani, in particolare nel continente americano. Nel resto del mondo, invece, è meno diffusa.

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