
L'Etna, il vulcano più attivo d'Europa, ha ripreso la sua attività eruttiva dalle 5 del mattino di oggi, 24 settembre 2026. I crateri sommitali sono entrati in una nuova fase eruttiva caratterizzata da un'abbondante emissione di cenere. L'INGV – Osservatorio di Catania sta seguendo il fenomeno con telecamere di sorveglianza e termiche. Come si legge dall'ultimo bollettino emesso dall'ente, la nube di cenere ha raggiunto un'altezza stimata di 4 km sul livello del mare e si sta spostando in direzione Sud/Sud-Est. L'Osservatorio ha emesso un VONA (Volcano Observatory Notice for Aviation, l'avviso pensato apposta per l'aviazione) di colore rosso, il grado più alto in scala (verde, giallo, arancione, rosso). Nonostante l'allerta massima, al momento l'aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania-Fontanarossa resta operativo e non ci sono, per il momento, ripercussioni sui voli.
Attualmente, l'attività esplosiva non è in crescita come dimostrano i valori medio-bassi del tremore vulcanico (il parametro che misura le vibrazioni generate dal movimento di magma, di fluidi idrotermali e di gas che risalgono all'interno dei condotti vulcanici).

A partire dal 22 giugno 2026 sull'Etna era stato registrato un graduale aumento del tremore vulcanico, con la ripresa dell'attività eruttiva del cratere della Voragine. Il momento più critico è arrivato ad agosto quando un'intensa attività esplosiva ha causato un'emissione di cenere che ha bloccato lo scalo aeroportuale catanese. In quei giorni l'Etna ha registrato un'intensa attività eruttiva che ha paralizzato il traffico aereo all'aeroporto di Catania. L'attività è poi proseguita a fasi alterne: il 16 agosto la Voragine ha alimentato attività stromboliana e, il giorno dopo, una nube eruttiva alta circa 6.000 metri sul livello del mare, dispersa verso Sud-Est, mentre sul fronte effusivo la lava è colata lungo la Valle del Bove da più bocche eruttive.