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7 Gennaio 2024
7:00

È vero che la propoli fa bene per il mal di gola e le infezioni?

La propoli è un materiale resinoso prodotto dalle api, usato durante il periodo invernale per prevenire e curare varie mal di gola e affini, ma funziona davvero? Sì e no: molte ricerche confermano le proprietà della propoli, ma mancano dati e informazioni sufficienti da studi effettuati sull’uomo.

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È vero che la propoli fa bene per il mal di gola e le infezioni?
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La propoli è una sostanza vegetale simile alla resina che le api raccolgono dalle gemme e dalla corteccia di diversi alberi, come betulle, pini, salici e pioppi. Una volta raccolta, viene elaborata con l’aggiunta di enzimi, cere e polline per costruire strutture di difesa e protezione delle superfici interne ed esterne dell’alveare. Il termine propoli deriva dal greco πρόπολη: pro (προ, “davanti”) e polis (πόλις, “città”), ossia “davanti alla città”, proprio ad indicare il ruolo di difesa della città-alveare dai pericoli che possono minacciarla, come malattie e predatori.

Tra i benefici della propoli ci sono le sue proprietà antibatteriche, antinfiammatorie, antiossidanti e immunomodulatrici, sfruttate già dagli antichi Greci e dagli Incas oltreoceano. Tuttora è utilizzata per le afte, le infezioni batteriche e quelle virali (come influenza e raffreddore) e per difenderci dagli attacchi del freddo, ma il suo utilizzo e il suo grande potenziale sono oscurati da diverse ombre.

Da cosa è composta la propoli

La propoli è composta da resine, cere, olio essenziale, polline e polifenoli, per un totale di oltre 300 molecole! La concentrazione di queste molecole dipende dalla specie di pianta, dal momento in cui viene raccolta la propoli, dall’ambiente, dal clima e perfino dal tipo di api che la producono.

Questo rappresenta uno dei primi problemi nell’identificazione di solide basi scientifiche che ne giustifichino l’utilizzo nell’uomo e ne garantiscano la sicurezza: una tale variabilità impedisce di avere concentrazioni riproducibili, che permettano di standardizzare (ossia definire criteri di composizione e concentrazione condivisi e uniformi) i prodotti a base di propoli.

Come per molti estratti naturali, l’azione sull’organismo è il risultato dell’azione combinata di tutte le molecole che compongono l’estratto: questo gruppo perfettamente in sintonia prende il nome di fitocomplesso e nella propoli è ricco di molecole chiamate polifenoli.

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Come agisce la propoli

Studi in vivo e in vitro (rispettivamente su cellule in provetta e su modelli animali) hanno confermato l’attività antibatterica della propoli. Le molecole galangina e quercetina, presenti nel fitocomplesso, degradano la membrana batterica, portando alla disintegrazione dell’intera cellula, e inibiscono la sintesi di ATP (adenosina trifosfato, la “molecola energetica” delle cellule). Agiscono soprattutto contro batteri che colonizzano il cavo orale come Streptococcus e Staphylococcus spp: ecco perché troviamo in commercio spray alla propoli in tutte le salse.

Ma c’è di più. Secondo alcune ricerche possiede anche attività antivirale, soprattutto contro i virus come l’Herpes simplex, e antimicotica, ossia contro le infezioni da funghi come la Candida albicans. Altri studi confermano l’azione sul sistema immunitario tramite un meccanismo ancora da chiarire, ma che comporta aumento dell’attività di macrofagi e anticorpi: per questo la troviamo spesso in integratori per la prevenzione delle patologie invernali.

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La mancanza di studi e le controindicazioni 

Ma quindi la propoli fa bene o no? Non è così semplice rispondere a questa domanda. Il problema fondamentale è che mancano gli studi clinici e i dati sull’uomo. Senza questi dati è impossibile identificare dosi efficaci e soprattutto sicure da utilizzare. Inoltre, la presenza di pollini delle piante di origine può causare reazioni allergiche in chi è predisposto o soffre di allergia ai prodotti apicoli: la propoli per uso commerciale viene infatti sottoposta a un processo chiamato decerazione, in cui si elimina la percentuale cerosa per ridurre al minimo questo rischio. Può inoltre causare disturbi dell’apparato gastrointestinale, come diarrea, crampi, e secchezza delle fauci e può aumentare i tempi di coagulazione del sangue.

La propoli quindi potrebbe rappresentare un’interessante fonte di molecole potenzialmente utili in molti campi, ma sono necessari studi clinici solidi per rafforzare le evidenze scientifiche e arrivare a prodotti sicuri ed efficaci.

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