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13 Agosto 2026
8:50

Scoperte nel sito neandertaliano in Romania ossa di animali usate come utensili di circa 100mila anni fa

Nel sito neandertaliano di Abri 122/1200, nei Carpazi orientali in Romania, alcune ossa animali furono intenzionalmente utilizzate come strumenti, dimostrando una tecnologia più diversificata di quanto ritenuto, e non limitata alla lavorazione della sola pietra.

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Scoperte nel sito neandertaliano in Romania ossa di animali usate come utensili di circa 100mila anni fa
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Immagine generata con AI.

Un piccolo riparo roccioso dei Carpazi orientali, in Romania, sta offrendo nuove informazioni sulle capacità tecnologiche dei Neanderthal: il sito si chiama Abri 122/1200, e si trova nelle gole di Vârghiș, presso Merești, dove le ultime ricerche archeologiche hanno restituito un ricco complesso del Paleolitico medio (tra i 120.000 e i 50.000 anni fa). Il nuovo studio, con Monica Mărgărit dell'Università di Târgoviște come capofila, è stato pubblicato sul Journal of Quaternary Science  e si è concentrato sui resti animali modificati intenzionalmente dall'uomo, per capire se le ossa animali non costituissero soltanto rifiuti alimentari, ma viste le alterazioni osservate anche strumenti per compiere attività tecnologiche, come per esempio la lavorazione delle pelli.

Il contesto è particolarmente interessante perché Abri 122/1200 conserva una consistente industria litica e un'abbondante fauna. Le ricerche precedenti avevano già documentato resti di grandi erbivori, come membri della famiglia dei bovidi, appartenenti ai generi Bos e Bison, caprini e orso delle caverne (Ursus spelaeus).

Le ossa presentano un elevato grado di frammentazione, compatibile con attività di macellazione e sfruttamento delle carcasse. Già durante le campagne archeologiche precedenti erano stati individuati frammenti di ossa lunghe che sembravano essere stati prodotti attraverso percussione, probabilmente nel corso dell'estrazione del midollo. Alcuni frammenti presentavano inoltre caratteristiche compatibili con il loro impiego come strumenti.

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Frammenti di ossa animali impiegate come strumenti, verosimilmente martelli, con le tracce di microusura rilevate. Credit: Mărgărit et al.

Il nuovo lavoro porta l'attenzione proprio su questo aspetto: le ossa animali non costituivano necessariamente soltanto rifiuti alimentari. Le analisi tracceologiche hanno infatti evidenziato come queste siano state deliberatamente sfruttate. Alcuni frammenti potevano essere selezionati e modificati per essere utilizzati, mostrando come la tecnologia neandertaliana non fosse limitata alla pietra. Sebbene questi frammenti non siano stati frequentemente lavorati o adattati a un uso preciso, le loro forme o caratteristiche venivano percepite come utili per svolgere un determinato compito. L'importanza della scoperta va quindi oltre il singolo reperto. L'utilizzo intenzionale dell'osso documenta una maggiore varietà delle materie prime disponibili per i Neanderthal e suggerisce che, accanto alla produzione di strumenti litici, questi gruppi potessero sfruttare sistematicamente anche i materiali ricavati dalle carcasse degli animali.

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Schegge d'osso ritoccate e levigate. Credit: Mărgărit et al.

Abri 122/1200 è inoltre un sito particolarmente importante per ricostruire la presenza neandertaliana nei Carpazi. Le ricerche cronologiche più recenti indicano che i livelli archeologici con industria del Paleolitico medio potrebbero risalire fino a circa 230.000 anni fa. Le evidenze provenienti dal sito contribuiscono così a un quadro sempre più articolato della tecnologia neandertaliana: un sistema nel quale la pietra rappresentava una componente fondamentale, ma nel quale anche le ossa degli animali sfruttati per l'alimentazione potevano diventare materia prima per nuove attività.

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