4 Ottobre 2023
11:51

Sessantasei anni fa l’URSS lanciava Sputnik 1, il satellite con cui sfidò gli Stati Uniti

Il 4 ottobre 1957 avvenne il lancio di Sputnik 1, il primo satellite artificiale nella storia. Un evento che diede inizio all'era spaziale e alla corsa allo spazio con gli Stati Uniti d'America.

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Sessantasei anni fa l’URSS lanciava Sputnik 1, il satellite con cui sfidò gli Stati Uniti
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Credits: Soyuz235, via Wikimedia Commons.

Il 4 ottobre 2023 ricorre il 66° anniversario del lancio del primo satellite artificiale in orbita attorno alla Terra, il sovietico Sputnik 1. La sua importanza travalica i confini della scienza e della tecnologia e rappresenta un momento cardine nella storia del genere umano che passa dalla capacità di volare alla conquista dello spazio nel giro di soli 50 anni. Lo Sputnik ebbe incredibili implicazioni geopolitiche innescando quella che è nota come “crisi dello Sputnik” che diede inizio alla corsa allo spazio tra Unione Sovietica e Stati Uniti d'America.

La sua importanza è anche testimoniata dalla presenza nella cultura popolare, dove il satellite è protagonista sia di episodi di show televisivi di fantascienza come Star Trek, ma anche di canzoni e opere d'arte. La Settimana Mondiale dello Spazio (World Space Week), la maggiore ricorrenza annuale a tema spazio istituita nel 1999, comincia il 4 ottobre proprio per celebrare il lancio dello Sputnik 1, evento che di fatto diede il via all'era spaziale.

Riviviamo insieme l'avventura dello Sputnik 1, descrivendo gli strumenti a bordo, le indagini scientifiche condotte e le conseguenze geopolitiche del suo lancio.

Come è fatto lo Sputnik 1

Nel 1957 vi fu l'anno internazionale della Geofisica. Sia Unione Sovietica che Stati Uniti d'America espressero l'intenzione di lanciare entro la fine dell'anno il primo satellite artificiale in orbita attorno alla Terra. Sebbene gli americani avessero avuto accesso ai progetti tedeschi dei razzi V2, l'ingegno dello scienziato russo Sergei Korolev permise ai Sovietici di battere sul tempo gli americani col lancio dal cosmodromo di Bajkonur il 4 ottobre 1957 del satellite Sputnik 1.

Sputnik, in russo “compagno di viaggio”, era un satellite dotato di una componentistica semplice ma efficace. Si trattava di una sfera pressurizzata di alluminio di 58 cm di diametro contente al suo interno due ricetrasmittenti in onde corte, una serie di batterie zinco-argento e un termometro. Sulla sfera erano presenti 4 antenne per le comunicazioni radio.

Lo Sputnik fu progettato affinché potesse essere possibile tracciarlo sia visualmente, grazie alla sua superficie riflettente, sia attraverso onde radio. La scelta di utilizzare le onde corte a una frequenza di 20,005 MHz e 40,002 MHz fu per lo più a scopo propagandistico: così facendo, infatti, lo Sputnik poteva essere captato da qualsiasi radio-amatore sulla Terra.

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Replica delle componenti interne dello Sputnik 1 conservate al Museo della Cosmonautica russa. Credits: Музей Космонавтики, CC0, via Wikimedia Commons.

Il viaggio dello Spuntik 1

Coerentemente con ciò, lo Sputnik fu posizionato su di una orbita ellittica bassa fortemente inclinata in modo da poter così sorvolare praticamente l'intera Terra. Lo Sputnik impiegava circa 96 minuti a compiere una rivoluzione completa attorno alla Terra.

Il satellite comunicò con la Terra per tre settimane, poi le batterie si esaurirono. Riuscì in totale a compiere 1440 orbite per un totale di 70 milioni di km, prima che l'attrito atmosferico lo facesse rientrare, bruciandolo, il 4 gennaio 1958.

Gli strumenti scientifici dello Sputnik 1

Gli scopi scientifici dello Sputnik 1 erano alquanto limitati. L'obiettivo primario per i Sovietici fu quello di testare se fosse possibile inserire un oggetto in orbita attorno alla Terra e se fosse possibile mantenerlo pressurizzato contro il vuoto dello spazio esterno. Nonostante ciò, lo Sputnik fornì preziose informazioni agli scienziati. In primis, il termometro di bordo permise la misurazione della temperatura interna del satellite durante l'orbita, in particolare durante le fasi di irragiamento solare e di gelo estremo all'ombra della Terra. Inoltre, misurando la traiettoria orbitale e il tempo impiegato a rientrare in atmosfera, gli scienziati ricavarono informazioni sulla densità dell'atmosfera esterna per attrito sul satellite. In ultimo, l'invio e la ricezione di segnali radio furono utili ad ottenere più informazioni sulla ionosfera terrestre e il suo impatto sulle comunicazioni radio.

La reazione americana al lancio

Nonostante le rassicurazioni alla popolazione sulla supremazia tecnologica americana, i vertici militari e il presidente degli Stati Uniti Eisenhower erano ben consci dei progressi che i Sovietici stavano compiendo in ambito spaziale grazie alle foto scattate dagli aerei spia. Quando radio Mosca diede quindi l'annuncio nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1957 che l'Unione Sovietica aveva lanciato il primo satellite artificiale della storia, la notizia non colse completamente di sorpresa i vertici americani. Tuttavia, l'impatto sull'opinione pubblica americana fu devastante, tanto che si parlò di “crisi dello Sputnik”.

Il lancio dello Sputnik e il suo transitare per 7 volte al giorno sulla testa degli americani venne visto dall'opinione pubblica come una sconfitta, minando nelle fondamenta la convinzione che gli Stati Uniti fossero i leader tecnologici e militari incontrastati del mondo. Inoltre, lo Sputnik era più pesante del satellite artificiale che gli Stati Uniti stavano progettando, di conseguenza il razzo che lo lanciò poteva possedere anche la capacità di trasportare testate nucleari e di colpire il suolo americano, capacità che gli Stati Uniti non possedevano ancora all'epoca.

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Foto che ritrae il momento della nomina di T. Keith Glennan and Hugh L. Dryden come primi amministratore e vice amministratore della NASA. Credits: NASA.

Lo Sputnik 1 fu l'inizio della corsa allo spazio tra Unione Sovietica e Stati Uniti. Quest'ultimi iniziarono infatti ad immettere un quantitativo mai visto precedentemente di capitali nella ricerca aerospaziale. Si deve infatti all'impatto emotivo dello Sputnik la creazione di nuovi programmi di ricerca avanzata e delle agenzie che li gestissero, ovvero la NASA (National Aeronautics and Space Administration), ente spaziale americano, e la DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency). Lo Sputnik fu anche diretto promotore di una rivoluzione nel sistema scolastico americano con un programma da 4 miliardi di dollari che puntò a incentivare lo studio della scienza e della tecnologia nei giovani americani per competere in scienza e tecnica con i loro colleghi sovietici.

La corsa allo spazio dopo lo Sputnik

Inizialmente, lo Sputnik non venne utilizzato dalla propaganda sovietica poiché maggiore era in quel momento la paura di scoprire le proprie carte e i propri fallimenti degli albori del programma spaziale. Successivamente, esso fu rivendicato con orgoglio come manifesto della superiorità tecnologica sovietica rispetto a quella occidentale. A contribuire a questo orgoglio vi furono altri record che l'Unione Sovietica detenne rispetto al programma spaziale americano.

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Francobollo propagandistico commemorante il lancio dello Sputnik 1 in uso in Unione Sovietica. Via Wikimedia Commons.

L'Unione Sovietica fu infatti la prima a mandare in orbita un essere vivente (la cagnolina Laika sullo Sputnik 2), la prima a mandare un essere umano nello spazio (il cosmonauta Yuri Gagarin), la prima donna nello spazio (la cosmonauta Valentina Tereskova), e il primo satellite e lander sulla superficie lunare con il programma Luna.

Il primo satellite artificiale americano, Explorer 1, venne lanciato solo nel gennaio 1958, dopo lo Sputnik 2. Le cocenti sconfitte iniziali furono però motore di orgoglio per gli americani: investendo in maniera massiccia sulla ricerca scientifica, sull'istruzione e sullo sviluppo aeronautico essi iniziarono un audace programma spaziale che, passando per i programmi Gemini e Mercury, culminò con le missioni Apollo che portarono gli essere umani per la prima volta su di un corpo celeste diverso dalla Terra.

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