Perché vogliamo ritornare sulla Luna dopo 50 anni e come intende farlo la NASA?

La “nuova corsa alla Luna” a mezzo secolo di distanza dall'era Apollo ha motivi scientifici ed economici. Scopriamo quali sono i motivi e cosa prevede il nuovo programma Artemis della NASA che porterà di nuovo gli esseri umani sulla Luna.

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2 Ottobre 2023
18:30
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Perché vogliamo ritornare sulla Luna dopo 50 anni e come intende farlo la NASA?
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L'ultima volta che degli esseri umani hanno messo piede sulla Luna è stato il dicembre 1972 con la missione Apollo 17. Da allora non ci siamo più tornati, ma negli ultimi anni si è riacceso l'interesse per l'esplorazione umana del nostro satellite, tanto che si sta parlando di “nuova corsa alla Luna”. La NASA ha messo in piedi un nuovo programma lunare, Artemis, che ha avuto la sua prima missione lo scorso anno. Ma perché vogliamo tornare sulla Luna proprio adesso dopo oltre 50 anni? Quando ci torneremo? E cosa prevede il programma Artemis?

Come mai non siamo più tornati sulla Luna

Per capire il motivo per cui nessun essere umano ha posato la sua impronta sulla Luna per più di 50 anni, conviene innanzitutto capire perché ci siamo andati a monte. Il programma Apollo, che portò i primi esseri umani sulla Luna a cavallo tra gli anni '60 e gli anni '70, fu promosso da J.F. Kennedy nel contesto della Guerra Fredda. La corsa allo spazio era un aspetto della competizione tra due superpotenze di allora (USA e URSS) per dimostrare quale delle due fosse tecnologicamente superiore all'altra. Andare sulla Luna quindi era una priorità assoluta per gli Stati Uniti: sarebbe significato imporsi in maniera pressoché definitiva nei confronti della Nazione rivale.

Questa urgenza rese gli USA disposti a correre rischi elevatissimi in termini di vite umane e a dedicare al programma lunare un budget letteralmente astronomico, che in un contesto di normalità non potrebbe mai essere approvato da un bilancio del governo. Basti pensare che negli anni '60 il budget NASA assorbiva fino a oltre il 4% del PIL degli Stati Uniti, mentre oggi si attesta intorno allo 0,5%. Se all'epoca il rischio e la spesa erano giustificati dalla Guerra Fredda, dopo l'allunaggio e la conseguente vittoria della corsa allo spazio questa giustificazione semplicemente venne a mancare. Il budget NASA diminuì drasticamente e nel corso dei decenni i fondi furono usati per altri progetti, come visitare i vari pianeti del Sistema Solare con sonde robotiche o mettere in piedi gradi progetti trasversali come la Stazione Spaziale Internazionale.

stazione spaziale internazionale
La stazione Spaziale Internazionale (ISS).

Perché vogliamo tornare sulla Luna proprio adesso

Bene, quindi a cosa è dovuto il motivo di questo rinnovato interesse per la Luna a cui stiamo assistendo negli ultimi anni? Il motivo principale va ricercato nel fatto che oggi i tempi sono diventati abbastanza maturi per affrontare la sfida forse più ambiziosa nella storia: la costruzione di basi umane su altri mondi. Un obiettivo per cui al momento non abbiamo tutto il know-how necessario, ed è proprio qui che entra in gioco la Luna.

Il nostro satellite è infatti il luogo ideale per imparare a fare molte di quelle cose che attualmente non sappiamo fare ma che saranno necessarie per impostare la nostra presenza su altri mondi: estrarre acqua, ossigeno, energia e materie prime al di fuori del nostro pianeta.

L'acquisizione di questo know-how non ha importanza solamente scientifica, ma anche economica. Lo sfruttamento minerario di altri corpi celesti, se diventerà economicamente sostenibile, potrà rivoluzionare l'economia terrestre e impattare in maniera clamorosa sui settori energetico e delle materie prime. Accapararsi i “posti in prima fila” già da subito permetterà di prendersi le fette più grosse della torta della space economy nei prossimi decenni.

Di particolare interesse in questo senso saranno l'estrazione degli elementi cosiddetti “terre rare (ittrio, scandio e lantanidi), necessari per i dispositivi elettronici, e possibilmente anche dell'elio-3, un isotopo dell'elio candidato a fonte energetica impiegabile in futuri reattori a fusione nucleare.

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La regolite lunare è relativamente ricca di materiali utili. Credits: NASA.

Come torneremo sulla Luna: il programma Artemis

Artemis, della NASA, è l'unico programma lunare attualmente in corso. Il nome richiama Artemide, la dea greca associata alla Luna. L'obiettivo a breve termine è portare i prossimi esseri umani sulla Luna, tra cui la prima donna. Il primo allunaggio dovrebbe avvenire nel 2025. Obiettivo più a lungo termine è la costruzione di basi umane sulla Luna. Sarà quindi un programma ben più ambizioso rispetto ad Apollo.

Il programma è composto da tre elementi fondamentali.

Space Launch System (SLS)

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SLS sulla rampa di lancio. Credits: Joel Kowsky.

Il nuovo razzo della NASA, che nella versione più avanzata supererà i 110 metri di altezza, diventando il più grande e potente mai realizzato (battuto solo da Starship di SpaceX, che al momento non è ancora operativo). Attualmente ha un'altezza di 98 metri e una massa di 2500 tonnellate. La spinta è data non da quattro motori montati sullo stadio principale e da due booster laterali.

Orion

La capsula Orion.
Rendering artistico della capsula Orion. Credit: NASA.

È la capsula destinata al trasporto umano. È abitabile da 4 astronauti per 21 giorni, mentre le capsule Apollo potevano ospitare 3 astronauti per 14 giorni.

Lunar Gateway

Raffigurazione artistica del Lunar Gateway
Raffigurazione artistica del Lunar Gateway. Credits: NASA.

Sarà la prima stazione orbitale lunare, quindi è una novità assoluta nella storia dell'esplorazione spaziale. Il suo obiettivo sarà gestire gli scambi di astronauti e materiale dalla Terra alla Luna. È quindi pensata non tanto per il primo allunaggio, quanto per tutte le operazioni future sulla Luna, in particolare la realizzazione di basi umane. Il suo lancio avverrà nel 2025. Quando sarà completa darà possibilità di attracco sia a Orion sia al secondo stadio di Starship, che fungerà da navicella di collegamento tra il Gateway e la Luna.

Artemis 1 e le prossime missioni Artemis

rientro orion
La capsula Orion ammarata sul Pacifico. Credits: NASA.

Finora il programma Artemis ha completato con successo la sua prima missione, Artemis 1. È durata 25 giorni tra il 16 novembre e l'11 dicembre 2022. In questa missione, priva di equipaggio, sono state testate tutte le operazioni principali in condizioni reali, tra cui il lancio di SLS e l'inserimento di Orion in orbita lunare e il rientro a terra di Orion.

Al momento sono pianificate le missioni fino ad Artemis 6. Quelle di cui sappiamo di più sono le prossime due. Artemis 2, prevista per il 2024, sarà la prima con equipaggio. La NASA ha selezionato i futuri astronauti di questa missione, che come Artemis 1 prevede che Orion entri in orbita attorno alla Luna. Poi ci sarà Artemis 3, la prima in cui avverrà il primo allunaggio post-era Apollo nel 2025. È possibile che la missione subisca ritardi, ma nella migliore delle ipotesi tra due anni potremo vedere i prossimi esseri umani camminare sulla Luna.

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Filippo Bonaventura
Content editor coordinator
Laureato in Astrofisica all’Università di Trieste e ha conseguito un Master in Comunicazione della Scienza presso la SISSA di Trieste. È stato coordinatore della rivista di astronomia «Le Stelle», fondata da Margherita Hack. Insieme a Lorenzo Colombo e Matteo Miluzio gestisce il progetto di divulgazione astronomica «Chi ha paura del buio?». Vive e lavora a Milano.
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