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21 Aprile 2026
6:00

Sotto un cimitero nello stato di New York vivono 5,5 milioni di api selvatiche: la scoperta

In un cimitero di Ithaca, nello stato di New York vive da 90 anni una gigantesca colonia di circa 5,56 milioni di api selvatiche solitarie minatrici (Andrena regularis). Il suolo indisturbato, non arato e non trattato con pesticidi sembra essere l'habitat ideale per questi insetti, cruciali per l'impollinazione locale dei meleti locali.

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Sotto un cimitero nello stato di New York vivono 5,5 milioni di api selvatiche: la scoperta
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Generata con AI.

Sotto i prati curati dell'East Lawn Cemetery di Ithaca, nello stato di New York, si nasconde uno dei siti di nidificazione di api selvatiche più grandi mai documentati al mondo: una colonia stimata di 5,56 milioni di individui appartenenti alla specie Andrena regularis. Si tratta di un'ape solitaria che scava tunnel nel suolo e che abita questo cimitero da almeno 90 anni. Lo studio, pubblicato sulla rivista Apidologie da un team dell'Università di Cornell, non documenta soltanto una scoperta numericamente straordinaria ma rivaluta il ruolo di questi luoghi tranquilli e indisturbati come habitat per gli insetti e altri animali tra cui cervi, oche, falchi, volpi e coyote.

Chi sono queste api e perché vivono in un cimitero

Andrena regularis non produce miele, non vive in un alveare e non ha un organizzazione sociale. Appartiene al vasto gruppo delle api solitarie minatrici, insetti che scavano piccoli tunnel nel terreno dove depongono le uova. Ogni femmina costruisce il proprio nido, composto di più celle a profondità di 20-40 centimetri, e vive un ciclo annuale brevissimo in cui è attiva solo in primavera, da aprile a giugno circa, svernando nel suolo allo stadio adulto.

api cimitero
Un esemplare di ape solitaria Andrena regularis che esce dalla tana scavata nella terra. Credit: Hoge et al. Emergence dynamics and host–parasite associations in a large aggregation of Andrena regularis (Hymenoptera: Apoidea: Andrenidae). Apidologie (2026).

Come documentato dallo studio, i ricercatori dell'Università di Cornell scoprirono il sito per la prima volta nel 2021 durante una giornata di metà aprile. Esaminando le banche dati del Global Biodiversity Information Facility, i ricercatori trovarono registrazioni di A. regularis proprio all'East Lawn Cemetery risalenti al 1935, il che suggerisce che questa colonia potrebbe essere attiva da quasi un secolo. Il cimitero era stato fondato nel 1878 come trasformazione di un'antica fattoria, è quindi possibile che le api abbiano colonizzato il sito anche prima.

Perché un cimitero? La risposta è semplice, nessuno ci costruisce sopra. Il terreno non viene arato, non viene trattato con pesticidi agricoli, non viene compattato da macchinari pesanti. Il prato viene falciato regolarmente mantenendo la vegetazione bassa e lasciando il suolo aperto. Il terreno del sito è sabbioso (con una composizione media di 66,5% sabbia, 23,5% limo e 11% argilla), ideale per la nidificazione. Come scrivono gli autori dello studio, i cimiteri stanno emergendo come veri e propri rifugi di biodiversità in ambienti urbanizzati.

Questo luogo ha anche una posizione strategica, a 600 metri di distanza si trova il  frutteto di mele dell'Università di Cornell. Per anni, i ricercatori che monitoravano gli impollinatori di quel frutteto si erano chiesti perché Andrena regularis fosse l'ape più abbondante in assoluto, più delle stesse api domestiche. La scoperta del 2021 ha fornito la risposta per cui la colonia del cimitero è quasi certamente la principale fonte di impollinatori per il frutteto universitario. Questa specie è infatti un impollinatore di eccellenza per le mele.

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La posizione del cimitero East Lawn e del frutteto dell’Università di Cornell. Credit: University of Cornell

Come hanno contato 5 milioni di api

I ricercatori non hanno contato le api una per una ma hanno utilizzato trappole di emergenza, delle strutture simili a piccole tende appoggiate sul terreno che intercettano le api quando escono dal suolo. Nello specifici sono state posizionate 10 trappole, ciascuna che copriva 0,36 m². Ogni trappola conteneva una soluzione di alcol etanolo al 70% in cui gli individui venivano raccolti, contati e identificati.

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Una trappola di emergenza usata nel cimitero per raccogliere le api. Credit: Hoge, S.T., Kueneman, J.G., Fordyce, R. et al. Emergence dynamics and host–parasite associations in a large aggregation of Andrena regularis (Hymenoptera: Apoidea: Andrenidae). Apidologie 57, 29 (2026).

Nel periodo di monitoraggio di 48 giorni in totale sono stati raccolti 3.251 individui appartenenti a 16 specie di api, mosche e coleotteri. Andrena regularis era la specie dominante. La densità media rilevata nelle trappole è stata di 852,78 api per metro quadrato. Moltiplicando questa densità per l'area totale del sito di nidificazione, stimata in 6.523 m², i ricercatori hanno ottenuto una stima della popolazione totale di 5,56 milioni di individui per la sola stagione 2023. Per dare la misura di cosa significhino questi numeri, gli autori hanno calcolato che la colonia all'East Lawn Cemetery equivale a circa 140-270 arnie di api domestiche concentrate in meno di un ettaro.

Sono certo che esistano grandi aggregazioni di api in giro per il mondo che non abbiamo ancora identificato, ma in base a quanto riportato in letteratura, questa è una delle più grandi
Steve Hoge (primo autore dello studio)

Con le stesse trappole i ricercatori hanno documentato anche la presenza di parassiti delle covate: api, mosche e coleotteri che si introducono nei nidi di A. regularis per depositarvi le proprie uova, consumando le riserve di polline destinate alle larve ospiti. Il parassita più abbondante riscontrato è Nomada imbricata, una specie di ape cleptoparassita specializzata.

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Matteo Galbiati
Junior Content Editor
Sono diventato Content Editor di Geopop dopo una laurea in Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche e un'esperienza da ricercatore tra biomateriali e colture cellulari, ho infatti lasciato il laboratorio per la mia passione: la divulgazione scientifica. Quello che era nato come un gioco sui social per raccontare le biotecnologie si è trasformato in una professione, consolidata da un Master in Comunicazione Scientifica. Sono anche un instancabile sportivo, con una passione che spazia dal calcio al basket, passando per la corsa, il tennis e il football americano. Una passione a 360 gradi che oggi unisco al mio lavoro, raccontando il mondo dello sport anche nei miei articoli.  
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