
Un forte terremoto di magnitudo 6.1 ha colpito l'isola di Cuba alle 13:00 (ora locale, le 20:00 in Italia) di ieri, lunedì 8 giugno 2026, come confermato dall'USGS. L'epicentro è stato localizzato in mare, a circa 104 km da Mantua, situata nella costa occidentale dell'isola; l'ipocentro, invece, è stato rilevato a una profondità di circa 26 km. Un terremoto di questa intensità non si verificava entro un raggio di 322 km dal 1880 (quindi 146 anni fa), quando una scossa di magnitudo 6.0 colpì la zona vicino a San Cristóbal, sempre nella parte ovest di Cuba.
La scossa è stata avvertita distintamente in tutta Cuba – tra cui anche la capitale L'Avana, dove i palazzi sono stati evacuati – ma anche in alcune zone della Florida e del Messico. In particolare, in Messico il terremoto è stato avvertito nelle località turistiche di Cancún, Playa del Carmen e Tulum, nella penisola dello Yucatán, con residenti e lavoratori che hanno abbandonato gli edifici per precauzione.
Fortunatamente, il sisma non ha causato particolari danni né feriti e il Servizio Meteorologico Nazionale degli Stati Uniti non ha emesso alcuna allerta tsunami a seguito della scossa.
La preoccupazione nell'isola, comunque, resta alta: negli ultimi anni Cuba sta attraversando una pesante crisi socio-economica, peggiorata ulteriormente negli scorsi mesi con continui blackout, mancanza di carburante e di beni di prima necessità, come cibo e medicinali. Le interruzioni di energia elettrica, tra l'altro, stanno rendendo ancora più difficili le comunicazioni.
Dal punto di vista geologico, l'USGS ha confermato che un terremoto di questa magnitudo è insolito per quest'area dei Caraibi: secondo Paul Earle, sismologo dell'USGS, il sisma si sarebbe verificato all'interno di una placca tettonica, dove i terremoti sono solitamente più sparsi e meno frequenti rispetto a quando si verificano lungo le zone di confine tra le placche.