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20 Maggio 2022
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Terremoto in Emilia-Romagna del 2012: cos’è successo, quanto è durato e conseguenze

10 anni fa, il 20 maggio 2012, un terremoto di magnitudo 5.8 colpì la provincia di Modena, in Emilia. Seguì una seconda scossa di magnitudo 5.6 il 29 maggio.

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Terremoto in Emilia-Romagna del 2012: cos’è successo, quanto è durato e conseguenze
terremoto emilia 20 maggio 2012
Credit: Google Earth Studio.

La domenica del 20 maggio 2012, la regione dell'Emilia-Romagna venne svegliata alle 4:03 da un violento terremoto di magnitudo 5.8 con epicentro in prossimità di Finale Emilia (in provincia di Modena). Purtroppo quella non fu l'unica scossa che colpì l'area: nelle ore seguenti se ne verificarono altre di intensità minore e, pochi giorni dopo, il 29 maggio si verificò un altro violento terremoto nell'area, questa volta con magnitudo 5.6. In meno di dieci giorni migliaia di persone furono costrette ad abbandonare la propria abitazione e, purtroppo, ci furono 28 vittime, 350 feriti e circa 13 miliardi di euro di danni.
Spieghiamo la dinamica di cosa è accaduto durante i terremoti del 2012 in Emilia-Romagna e perché.

I terremoti dell'Emilia Romagna del 2012

Nel maggio 2012 l'Emilia fu colpita da due forti terremoti: il primo si verificò il 20 maggio mentre il secondo il 29. Andiamo a vedere nel dettaglio le caratteristiche dei due sismi.

Il terremoto del 20 maggio 2012

Il primo dei due terremoti avvenne alle ore 4:03 di domenica 20 maggio 2012, con un epicentro a circa 7 km dal comune di Finale Emilia in provincia di Modena (coordinate 44.8960, 11.2640). Stando alle rilevazioni INGV, il sisma fece registrare una magnitudo pari a 5.8, con un ipocentro posto a circa 10 km di profondità. Analizzando l'immagine sottostante è possibile notare che l'area colpita più intensamente (in rosso) fu proprio quella prossima all'epicentro (identificato dalla stella), anche se la scossa fu avvertita chiaramente in oltre 58 comuni ben più distanti da quel punto (in giallo-arancio), raggiungendo Ferrara, Modena, Rovigo, Parma, Reggio Emilia e Bologna.

intensità sisma emilia 20 maggio
Intensità del sisma del 20 maggio 2012 (credit: INGV).

Dopo questa prima scossa molto forte, seguirono nella stessa giornata anche altre di magnitudo inferiore ma comunque relativamente alta: come confermato dalla Protezione Civile ce ne furono 2 di magnitudo superiore a 5, 12 di magnitudo superiore a 4 e 32 di magnitudo superiore a 3.

Il terremoto del 29 maggio 2012

Il secondo terremoto che colpì l'Emilia si verificò il 29 maggio 2012 alle ore 9:00 a circa 1 km dal comune di Medolla, sempre in provincia di Modena (coordinate 44.8420, 11.0660). Questa scossa, il cui ipocentro si stimò essere a circa 8 km di profondità, fece registrare una magnitudo pari a 5.6. Possiamo quindi dire che fu una scossa leggermente meno intensa della prima, più superficiale e con un epicentro leggermente più a ovest della precedente.

2012 emilia terremoto

Le conseguenze dei terremoti in Emilia-Romagna

Purtroppo a seguito di questi sismi circa 19 mila famiglie furono costrette a lasciare le proprie abitazioni e oltre 16 mila persone necessitarono di assistenza da parte della Protezione Civile. Oltre a ciò si registrarono anche 14 mila case danneggiate e 1.500 edifici pubblici distrutti o lesionati, comprese molte strutture sanitarie. Nonostante si calcolarono danni per circa 13 miliardi di euro, al momento si stima che il 95% circa di tutti gli edifici danneggiati sia stato ricostruito.

Cosa causò il terremoto dell'Emilia-Romagna del 2012?

Partiamo col dire che l'area colpita si trova in una regione a sismicità moderata, con scosse che in passato hanno raggiunto anche il VIII grado della scala Mercalli MCS. È il caso del terremoto che colpì la provincia di Ferrara del 1570 che si sviluppò a partire dallo stesso sistema di faglie del 2012. Più nello specifico, come riportato anche dall'INGV, a causare i sismi fu l'attivazione di due faglie inverse. Queste sono coperte da uno spesso strato di sedimenti che formano la piana del Po la cui presenza è stata uno dei fattori che più ha contribuito a causare danni in Emilia.

Quello che si è creato infatti è il fenomeno della "liquefazione". Ma cosa vuol dire? Può capitare che un suolo, specialmente se sabbioso, si saturi d'acqua. Questo avviene quando gli spazi d'aria tra i vari granuli che compongono il suolo vengono completamente riempiti d'acqua. Essendo l'acqua incomprimibile, in caso di scosse tende a trasformare il comportamento di tutto lo strato sabbioso, facendolo scorrere come un fluido. Per intenderci, è un processo analogo a quello delle sabbie mobili.

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Liquefazione del suolo in Emilia (credit. INGV).

Come vediamo dall'immagine soprastante, la liquefazione delle sabbie fa sì che queste tendano a risalire verso la superficie, creando dei vulcanetti di sabbia che sono ben visibili in tutta l'area colpita dell'Emilia. Più precisamente e sempre secondo le stime INGV, furono registrati effetti superficiali in un'area di circa 1200 km2.

I terremoti dell'Emilia furono causati dalle attività umane?

Poco tempo dopo ci si chiese se questi eventi fossero o meno causati dalle attività umane. Finirono nel mirino gli impianti di estrazione e stoccaggio di gas di Cavone, a circa 20 km di distanza da Modena. Per capire se effettivamente ci fossero correlazioni tra gli eventi sismici e l'attività di stoccaggio ed estrazione di gas venne istituita un'apposita commissione, la International Commission on Hydrocarbon Exploration and Seismicity (spesso abbreviata con ICHESE) il cui compito fu quello di analizzare i dati a disposizione.

Cavone sismicità
Sismicità nell’area di Cavone tra il 2011 e il 2013 (credit: INGV).

Nel report di ICHESE viene riportato che “è escluso che le attività di sfruttamento degli idrocarburi e dell’attività geotermica abbiano prodotto un sufficiente stress da generare un evento sismico indotto”, ma viene anche aggiunto che "non può essere completamente escluso che le operazioni legate agli idrocarburi a Cavone abbiano favorito l’attività sismica dell’Emilia”. Quindi quello che possiamo dire è che è estremamente improbabile che l'attività umana abbia contribuito alla formazione dei sismi del 2012 – ricordiamo infatti che la stragrande maggioranza di tutti i terremoti del mondo sono legati alla naturale attivazione di faglie e solo in piccolissima parte all'attività antropica.

Sono un geologo appassionato di scrittura e, in particolare, mi piace raccontare il funzionamento delle cose e tutte quelle storie assurde (ma vere) che accadono nel mondo ogni giorno. Credo che uno degli elementi chiave per creare un buon contenuto sia mescolare scienza e cultura “pop”: proprio per questo motivo amo guardare film, andare ai concerti e collezionare dischi in vinile.
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