
Tre giovani maschi di licaone (Lycaon pictus) decisero di lasciare il loro branco nel Kafue National Park, in Zambia, alla ricerca di nuove opportunità riproduttive. Da lì iniziò un viaggio in cui attraversarono aree non protette, evitarono grandi città, aggirarono bacini artificiali e percorsero migliaia di chilometri verso est, fino a stabilirsi nella Luano Game Management Area, nell’ecosistema della Luangwa Valley. In totale, i tre animali hanno percorso 4126 km.
La migrazione inizia a luglio 2025, documentata in un recente articolo pubblicato su Ecology, rappresenta il più lungo spostamento finora riportato per un licaone, ma non si tratta di un caso isolato: negli ultimi anni, infatti, altri licaoni monitorati in Africa hanno compiuto spostamenti eccezionali. Nel 2021, per esempio, tre femmine partite dal South Luangwa National Park hanno percorso oltre 2300 km fino al Mozambico e ritorno; oppure, ancora, un altro gruppo di femmine del Kafue National Park ha raggiunto 1899 km nel 2025; ma il precedente record apparteneva a un esemplare che, come documentato in un paper del 2016, aveva percorso 3892 km tra l’ecosistema del Serengeti e il Tsavo West National Park, in Kenya.
Il viaggio record dei tre licaoni attraverso lo Zambia
Il viaggio dei tre esemplari inizia nel luglio del 2025, quando lasciano il loro branco nel Kafue National Park. La loro partenza, in realtà, non sorprende gli studiosi: nei licaoni la dispersione è frequente tra i giovani di 2-3 anni, soprattutto quando nel branco ci sono molti coetanei dello stesso sesso e poche possibilità di riprodursi. I tre maschi, tutti di 3 anni, appartenevano infatti a una coorte particolarmente numerosa.
Dopo la dispersione, i tre maschi si dirigono verso est attraversando soprattutto aree non protette, in una regione caratterizzata da una forte presenza umana e priva di un unico corridoio ben definito verso le aree protette orientali. Durante il percorso raggiungono le periferie di grandi città come Kitwe, Ndola e Kabwe, ma ogni volta tornano indietro o modificano la rotta. Dopo essere arrivati fino a Ndola, per esempio, ripercorrono quasi esattamente per circa 200 km il tragitto già compiuto verso nord. Più avanti aggirano due grandi bacini artificiali, attraversano altre aree non protette e raggiungono infine la regione della Luangwa Valley. Al 1° aprile 2026 avevano percorso complessivamente 4126 km, stabilendosi nella Luano Game Management Area.

Perché questi spostamenti sono importanti per la connettività genetica dei cani selvatici africani
Il punto, però, non è soltanto quanto lontano riescano a viaggiare. Questi spostamenti mostrano che i licaoni sono ancora capaci di mettere in contatto popolazioni ed ecosistemi molto distanti, attraversando anche territori fortemente antropizzati. Una connessione potenzialmente fondamentale anche dal punto di vista genetico: se gli individui che si disperdono riescono a entrare in un nuovo branco e a riprodursi, possono contribuire allo scambio di geni tra popolazioni separate. Ma il viaggio, da solo, non basta. Gli autori sottolineano infatti che quasi 10.000 km complessivi di dispersione documentati nello studio hanno prodotto finora poca connettività genetica o demografica, perché l’integrazione in nuovi gruppi è difficile e spesso rischiosa.
Bracconaggio e corridoi ecologici: le sfide fuori dalle aree protette per il Lycaon pictus
Inoltre, intraprendere un viaggio non significa automaticamente raggiungere un nuovo branco, come dimostrato dalle tre femmine partite nel 2021 dal South Luangwa National Park. Dopo aver percorso oltre 2300 km fino al Mozambico e ritorno, infatti, nel giugno 2022 una di loro morì intrappolata in un laccio metallico usato per il bracconaggio di carne selvatica. Il destino delle altre due sorelle non è noto, ma i ricercatori sottolineano che più individui possono rimanere vittime dello stesso episodio, perché i licaoni tendono a non abbandonare i compagni feriti o intrappolati. Le trappole a filo rappresentano quindi una delle principali minacce per questi animali. Essendo, tra l’altro, strumenti privi di segnali associabili a un pericolo, sono per i licaoni anche molto complicate da individuare.
Proprio per questo, secondo gli autori, proteggere i corridoi ecologici che collegano le principali popolazioni di licaoni dovrebbe essere una priorità. Questi animali hanno dimostrato di poter attraversare migliaia di chilometri e mettere in contatto ecosistemi molto distanti, ma gran parte del percorso può svolgersi al di fuori delle aree protette. In Zambia alcuni importanti corridoi, soprattutto lungo la Luangwa Valley, sono già protetti, mentre altri restano ancora scoperti.