
Un nuovo traguardo è stato raggiunto nello studio delle calotte glaciali antartiche con il completamento di una perforazione fino a 3413 metri di profondità mediante il sistema di Hot-water Drilling, una tecnica non meccanica che utilizza acqua ad alta temperatura e ad alta pressione. Si tratta del pozzo più profondo perforato attraverso questa tecnologia. L’operazione ha consentito di accedere ad antichi laghi subglaciali, che verranno ora studiati per comprendere l’evoluzione della vita in ambienti estremi, nonché variazioni climatiche e ambientali avvenute nel passato geologico e le cui impronte chimiche sono preservate nei ghiacci sepolti nell'Antartide.
La notizia è stata riportata dal Ministero delle Risorse Naturali cinese e segna il successo della 42esima spedizione nazionale cinese in Antartide. Dal punto di vista tecnologico, si tratta di un risultato di rilevanza internazionale, oltre ad essere il primo pozzo realizzato da ricercatori cinesi con questa tecnologia. Precedentemente, una profondità di circa 2540 metri era stata raggiunta nel 2012 nei ghiacci della Groenlandia durante il progetto internazionale di ricerca NEEM. La nuova perforazione sarebbe stata completata il 5 febbraio 2026 nell’area del lago subglaciale Qilin, situato a circa 12 chilometri dalla stazione antartica cinese di Taishan. La tecnica di perforazione prevede l’utilizzo di un getto d’acqua ad alta pressione e ad alta temperatura, generalmente superiore agli 80 °C, con portate do oltre 100 litri al minuto. Il getto fonde progressivamente il ghiaccio, creando un pozzo di accesso il cui diametro anche fino a 30 centimetri.

Rispetto ai tradizionali sistemi di perforazione meccanica, la tecnologia Hot-water drilling garantisce una maggiore capacità di penetrazione nei ghiacci, incrementando significativamente l’efficienza operativa. Infatti, in condizioni favorevoli è possibile penetrare un chilometro di ghiaccio in pochi giorni. L’approccio, inoltre, riduce il disturbo meccanico, limita il rischio di contaminazione ambientale e consente di prelevare carote, cioè campioni cilindrici di ghiaccio da profondità superiori a 3.000 metri. Restano tuttavia numerose sfide logistiche, tra cui il trasporto delle attrezzature e dei sistemi di perforazione nelle remote regioni glaciali antartiche.
Dal punto di vista scientifico, questa tipologia di perforazione permette di raggiungere con relativa facilità interfacce chiave come laghi subglaciali, la base delle piattaforme di ghiaccio e il substrato roccioso subglaciale. I laghi subglaciali antartici, in particolare, rappresentano una nuova importante frontiera della ricerca scientifica. Questi ambienti sono rimasti isolati per lunghissimi periodi in condizioni estreme di alta pressione, basse temperature, oscurità permanente e scarsità di nutrienti. Le carote di ghiaccio estratte da queste profondità preservano la composizione isotopica (in particolare gli isotopi di ossigeno e idrogeno) dell'acqua originaria, documentando le variazioni passate di temperatura, della circolazione atmosferica e del volume globale delle masse glaciali. Conseguentemente, lo studio di questi sistemi è fondamentale sia per ricostruire i cambiamenti ambientali nella storia geologica della Terra, sia per comprendere i limiti della vita in ambienti estremi.