"Il clima della Terra sta variando in modo irreversibile a causa delle attività umane e dobbiamo invertire la rotta quanto prima, tagliando le emissioni di gas serra". È questo il messaggio preoccupante che emerge dalla prima parte del 6° Rapporto di valutazione dell'IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), pubblicata il 9 agosto 2021.
Ma cos'è l'IPCC? È un organo dell'ONU, composto da 195 Paesi, all'interno del quale scienziati di tutto il mondo esaminano migliaia di articoli scientifici sui cambiamenti climatici. Ebbene, le loro valutazioni e conclusioni, presentate quest'anno nel report sul clima, non lasciano dubbi: il riscaldamento globale è colpa nostra e se proseguirà al ritmo attuale non solo aumenteranno fenomeni catastrofici come alluvioni, incendi, ondate di caldo estremo e scioglimento dei ghiacciai, ma l'umanità e la biodiversità (per come la conosciamo ora) avranno enormi problemi di adattamento (mentre il Pianeta Terra in sé, si sa, troverà un nuovo equilibrio).

Come intervenire, allora? A livello globale, l’obiettivo è quello di non fare aumentare la temperatura media del Pianeta per più di 1,5°C rispetto a quella pre-industriale, tagliando le emissioni di gas serra, come già stabilito durante l’Accordo di Parigi nel 2015. Un grado e mezzo potrebbe sembrarvi poco, ma è un’enormità se lo consideriamo come variazione media a livello globale. Sopra tale soglia – avverte l’IPCC – molte conseguenze climatiche saranno irreversibili e dobbiamo mettere in atto azioni immediate per evitare di superarla.

Attualmente siamo già arrivati a 1,09°C, con valori più alti sulla terraferma (1,59°C) e più bassi sugli oceani (0,88°C), ed è stato stimato che sussista una probabilità superiore al 50% che il grado e mezzo venga superato negli anni immediatamente successivi al 2030 e – fatto virtualmente certo – che, se non taglieremo ora drasticamente le emissioni di gas serra, si raggiungeranno circa 2 gradi di aumento medio entro la fine del secolo.

Nel video presente in questo articolo si parla dei modelli climatici utilizzati per arrivare a queste conclusioni, di cinque possibili scenari di diversa gravità e delle azioni da intraprendere quanto prima per invertire la rotta.

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Redazione