19 Ottobre 2023
12:00

Benjamin Netanyahu. Breve biografia del primo ministro dello Stato di Israele

Netanyahu, l’uomo che governa Israele quasi ininterrottamente dal 2009, è un personaggio molto controverso. Pur ricevendo critiche sia all’estero, sia in patria, è riuscito quasi sempre a garantirsi una maggioranza per governare.

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A cura di Erminio Fonzo
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Benjamin Netanyahu. Breve biografia del primo ministro dello Stato di Israele
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Credits: Avi Ohayon / Government Press Office, CC BY–SA 3.0, da Wikimedia Commons.

Benjamin “Bibi” Netanyahu, nato nel 1949 a Tel Aviv, è l'attuale premier israeliano (dal 29 dicembre 2022) e quello restato in carica più a lungo, dal 1996 al 1999 e dal 2009 al 2021.

Da giovane ha vissuto per molto tempo negli Stati Uniti e negli anni ‘80, dopo una brillante carriera militare e il conseguimento di prestigiosi titoli di studio, è entrato in politica. Durante il suo primo premierato si oppose al processo di pace tra Israele e Palestina, e riprese la guida del governo nel 2009.

La sua gestione del potere si è caratterizzata per la costruzione di insediamenti israeliani nei Territori palestinesi e per le privatizzazioni in economia. Attualmente il premier deve affrontare non solo il conflitto con la Palestina, diventato più acceso dopo il recente attacco di Hamas partito dalla Striscia di Gaza, ma anche le proteste per una controversa riforma della giustizia e un processo penale che lo vede imputato.

Attenzione: la questione israelo-palestinese è estremamente complessa e delicata e siamo consapevoli che ogni tipo di sintesi rischia di omettere informazioni; pertanto questo articolo va visto nell’insieme dei contenuti che abbiamo proposto e che proporremo nei prossimi giorni. Vi invitiamo quindi a non perderli: potete trovare tutto nella categoria Guerra Israele-Palestina del nostro sito. Sappiate che il nostro scopo è di far capire la situazione geopolitica con la massima neutralità e stimolare l’interesse per ulteriori approfondimenti.

La famiglia Netanyahu

Benjamin Netanyahu appartiene a una famiglia molto in vista. Suo padre era un celebre intellettuale di origine polacca, Benzion Milejkowski, che emigrò in Palestina nel 1920 e scelse il cognome Netanyahu in omaggio alla città di Netanya.

Uno dei fratelli di Benjamin era Yonathan Netanyahu, un soldato dei reparti speciali ucciso nel 1976 nel corso dell’operazione per la liberazione di ostaggi all’aeroporto di Entebbe (Uganda) e considerato un eroe dagli israeliani.

Yonatan Netanyahu
Yonathan Netanyahu.

Istruzione e servizio militare

Benjamin Netanyahu nacque nel 1949 a Tel Aviv. Trascorse la gioventù in parte in Israele e in parte negli Stati Uniti, dove suo padre era professore universitario. Nel 1967, poco dopo la Guerra dei sei giorni, si arruolò nell’unità di élite del Sayeret Matkal e prese parte a diverse operazioni militari. La più nota, risalente al 1972, è la liberazione degli ostaggi tenuti prigionieri su un aereo all’aeroporto di Tel Aviv, alla quale Netanyahu partecipò sotto il comando di Ehud Barak, anch’egli futuro premier.

Netanyahu al tempo del servizio militare (credit IDF Spokesperson's Unit)
Netanyahu al tempo del servizio militare. Credits: IDF Spokesperson’s Unit.

Dopo il servizio militare Netanyahu tornò negli Stati Uniti e conseguì un master in business adminstration e un dottorato in scienze politiche. Per due anni lavorò per il Boston Consulting Group, un’azienda di consulenza economica presso la quale fu collega di Mitt Romney, futuro candidato alla presidenza degli Stati Uniti.

L’inizio della carriera politica di Netanyahu

Negli anni ’80 Netanyahu iniziò la carriera politica, schierandosi da subito su posizioni nazionaliste. Dal 1984 al 1988 fu ambasciatore di Israele all’ONU e strinse rapporti con vari esponenti dell’establishment politico-economico statunitense, tra i quali l’allora senatore Joe Biden e l'imprenditore Fred Trump, padre di Donald.

All’inizio degli anni ’90, rientrato in Israele, fu eletto deputato e nel 1993 divenne leader del Likud, il partito di destra che si opponeva al governo guidato da Yitzhak Rabin e al processo di pace con la Palestina.

Il primo premierato (1996-1999)

Nel 1996 il Likud vinse le elezioni, favorito dagli attentati degli estremisti palestinesi e dalla campagna elettorale “all’americana” organizzata da Netanyahu, che dopo il voto fu nominato primo ministro. Il nuovo premier era dichiaratamente contrario alla creazione di uno Stato palestinese e nel periodo della sua presidenza le trattative con Yasser Arafat, sebbene non formalmente interrotte, non fecero alcun progresso.

Netanyahu restò al potere fino al 1999, quando fu sconfitto alle elezioni e sostituito alla guida del governo da Ehud Barak, il suo vecchio comandante, che era diventato leader del Partito laburista.

Netanyahu e Arafat nel 1996
Netanyahu e Arafat nel 1996.

La politica israeliana e Netanyahu dopo il 2000

Dal 2001 la scena politica israeliana è dominata dal Likud, che è stato al potere quasi ininterrottamente. Il sistema dei partiti si è frammentato e oggi la lotta politica coinvolge una pluralità di movimenti e cartelli elettorali.

Netanyahu, ritiratosi a vita privata nel 1999, tornò in politica nel 2002, assumendo gli incarichi di ministro degli esteri e ministro delle finanze nei governi guidati da Ariel Sharon. Tuttavia si dichiarò contrario allo smantellamento degli insediamenti israeliani nella Striscia di Gaza, deciso da Sharon, e nel 2005 rassegnò le dimissioni.

Netanyahu premier di Israele (2009-presente)

I governi Netanyahu e i rapporti con i palestinesi

Netanyahu riprese la guida del Likud nel 2006 e tre anni più tardi fu nominato primo ministro. Da allora ha mantenuto l’incarico quasi ininterrottamente, con eccezione del periodo tra giugno 2021 e dicembre 2022. Per garantirsi una maggioranza parlamentare, Netanyahu ha stretto alleanze con i movimenti ultranazionalisti che rappresentano l’elettorato degli insediamenti ebraici in Cisgiordania, nonché con alcuni gruppi politici di centro e con i partiti religiosi.

Nei confronti dei palestinesi Netanyahu ha mantenuto una posizione di chiusura. Nel 2009 ha dichiarato per la prima volta di accettare la costituzione di uno Stato palestinese, ma ha fortemente incrementato la costruzione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, illegali secondo il diritto internazionale e considerati un serio ostacolo alla pace. Negli ultimi anni la scena politica si è radicalizzata anche in Palestina, con l’ascesa del movimento islamista Hamas nella Striscia di Gaza, e il processo di pace è di fatto terminato. Gli scontri militari tra l’esercito israeliano e le milizie palestinesi sono all’ordine del giorno.

Il quarto governo Netanyahu (2013-15)
Il quarto governo Netanyahu (2013–2015).

La politica estera

Netanyahu coltiva rapporti stretti con gli Stati Uniti, ma le sue posizioni sulla questione palestinese hanno creato frizioni con i presidenti Obama, Trump e Biden. I contrasti non hanno comportato l’interruzione dei rapporti israelo-statunitensi e proprio la mediazione degli Stati Uniti ha reso possibile uno dei più importanti successi diplomatici di Netanyahu, la sottoscrizione degli Accordi di Abramo del 2020 per normalizzare i rapporti con Emirati Arabi Uniti e Bahrein.

La firma degli accordi di Abramo
La firma degli Accordi di Abramo.

Per quanto riguarda il resto del mondo, Netanyahu riceve molte critiche dall’UE, senza che questo comporti l’interruzione del sostegno europeo a Israele. Il premier israeliano, inoltre, coltiva relazioni cordiali con i leader di area nazionalista, come il presidente ungherese Orbán. Anche i rapporti con Putin sono buoni e Israele ha assunto una posizione di neutralità nel conflitto russo-ucraino.

La politica interna

Netanyahu è uno strenuo sostenitore del libero mercato e ha promosso la privatizzazione di varie aziende pubbliche. Nel 2020-2021 ha affrontato con decisione la pandemia di COVID-19, organizzando una campagna vaccinale molto rapida.

Più in generale il premier, pur godendo del sostegno di una parte della popolazione israeliana, riceve molte critiche per la sua gestione del potere. Particolarmente controversa è la riforma della giustizia approvata nel gennaio 2023, che riduce il potere della Corte suprema e l’autonomia della magistratura.

Proteste contro Netanyahu a Gerusalemme nel 2020 (credit Yaaara Di Segni)
Proteste contro Netanyahu a Gerusalemme nel 2020. Credits: Yaaara Di Segni.

Vita privata e controversie giudiziarie

Netanyahu si è sposato tre volte. L’attuale moglie è Sara Ben-Artzi, sposata nel 1991. Il premier ha tre figli: uno nato dal primo matrimonio e due dal terzo.

Nel 2019 Netanyahu è stato accusato di corruzione, frode e abuso di potere da un tribunale di Gerusalemme e dal 2020 sta affrontando un processo, che al momento è ancora in corso.

Bibliografia essenziale
Dahlia Scheindlin, Ten Years with Netanyahu. Maintaining Israel, the Conflict – and Himself
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