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In questi ultimi giorni del mese di luglio 2022 in molte stazioni balneari lungo le coste dell'Emilia-Romagna è scattato l'allarme Escherichia coli. Questo batterio ha raggiunto e superato i limiti massimi consentiti per legge in 28 punti. L'Arpae (Agenzia Prevenzione Ambiente Energia Emilia-Romagna) ha già iniziato campionare le acque nei 98 punti di misura individuati sulla costa, 14 dei quali sono già stati verificati alla data del 28 luglio per monitorare l'andamento dei fenomeni di inquinamento. Il 29 luglio l'allarme è stato poi revocato dato che i valori sembrerebbero rientrati sottosoglia.
Ma cos'è esattamente l'Escherichia coli e perché è pericolosa?

Cos'è l'Escherichia coli?

L'Echerichia coli è un batterio Gram-negativo che abita abitualmente all'interno dell'intestino, proliferando specialmente nel suo ultimo tratto, il colon. È un enterobatterio che fa parte della naturale flora intestinale dei mammiferi e di alcuni uccelli e che gioca un ruolo importante nella digestione. Questa specie si aggrega in colonie che, come possiamo vedere nell'immagine sottostante, sono formate da tanti singoli batteri a forma di bastoncino lunghi 1-2 micrometri. Ne esistono moltissimi ceppi – per la maggior parte innocui – ma, sebbene sia un organismo "amico" della nostra flora, in alcuni casi può trasformarsi in un patogeno occasionale, causando patologie che possono considerarsi anche gravi.

e coli

Patologie legate a E. coli 

E. coli può causare malattie gastrointestinali e infezioni quando ingerito (perché presente in acqua, latte o cibo contaminati) o trasmesso attraverso il morso di alcuni insetti. Uno tra i più comuni casi di infezione è legato al contatto diretto oro-fecale da persona a persona associato tipicamente ad una scorretta igiene delle mani e delle superfici.
Questo batterio tende ad invadere il rivestimento intestinale e attaccarsi alla sua parete interna generando, tra i  più comuni effetti, diarrea, crampi addominali, vomito e infezioni del tratto urinario mentre, in casi molto gravi, insufficienza renale e morte. I casi più gravi però hanno a che vedere con l'ingresso di questo batterio nel flusso sanguigno a seguito di traumi intestinali interni.
Ecco perché questo batterio, assieme ad altri microorganismi potenzialmente pericolosi per la salute, viene monitorato misurandone le concentrazioni nelle acque interne e costiere.

studi batteri

Le cause della proliferazione di E. coli

Secondo l'Arpae le cause di questa proliferazione "anomala" nelle acque costiere sarebbero da ricondurre ad una serie di condizioni meteorologiche, idrologiche e marine eccezionali che avrebbero agito sinergicamente:

  • Temperatura dell'acqua con valori piuttosto alti nelle ultime settimane, oscillanti attorno ai 30°C;
  • Prolungata assenza di ventilazione;
  • Scarso ricambio delle acque;
  • Mancata diluizione delle immissioni nei corsi d’acqua che arrivano a mare per la forte siccità.

Al momento l'Arpae in collaborazione con la Capitaneria di porto sta provvedendo a monitorare la costa emiliano-romagnola nei 98 punti di misura individuati. Le analisi hanno evidenziato il superamento dei limiti normativi in 28 di questi punti, ecco perché si è reso necessario vietare temporaneamente la balneazione, in attesa del rientro alla normalità dei parametri previsti dalle norme.
Sono inoltre in corso anche ulteriori campionamenti aggiuntivi dai quali è emerso, spiegano gli assessori regionali all'Ambiente e al Turismo Irene Priolo e Andrea Corsini, che i valori fatte da Arpae in tutti e 22 i punti della costa romagnola sono risultati sottosoglia.
È possibile seguire l'avanzamento delle analisi nei diversi punti di campionamento e i rispettivi divieti sulla mappa dati della balneazione in Emilia-Romagna.

Articolo a cura di
Nicole Pillepich