
Il pregiudizio che vuole la donna bionda come sciocca, leggera e poco arguta non ha basi fondate: eppure, da circa tre secoli, appartiene alla cultura popolare. L’idea che una ragazza o donna bionda sia poco intelligente nasce da un insieme di fattori storici e culturali, come l’iconografia di angeli, Madonne e figure simboliche con capelli biondi associate alla femminilità pura, che si è poi evoluta in una “presa in giro” delle bionde nella Francia di fine ‘700, quando una famosa cortigiana bionda prese l’abitudine di non parlare durante gli eventi dell’alta società, e fu poi creato un personaggio di una commedia a lei ispirato, che divenne celebre e contribuì alla diffusione dell'idea. Inoltre, con il famoso film del 1953, Gentlemen prefer blondes (Gli uomini preferiscono le bionde), in cui Marilyn Monroe interpreta Lorelei Lee, una ragazza arrivista e superficiale, e in generale con il cinema hollywoodiano il pregiudizio si consolida fino a diventare parte del pensiero popolare.
L’idea storica e sociale alla base del pensiero sulle bionde
I capelli biondi sono associati all’idea di luminosità e purezza fin dall’antichità: basti pensare alle numerose rappresentazioni di angeli biondi, ai capelli della Primavera e della Venere di Botticelli, alle rappresentazioni della Madonna, spesso dipinta con una lunga chioma bionda.
Il colore chiaro, infatti, richiama la luce, quindi la purezza, intesa simbolicamente come sincerità e bontà d’animo: nasce quindi l’idea che associa il biondo alla giovinezza e alla bellezza femminile eterea ed ideale.
I capelli biondi, quindi, diventano una caratteristica estetica che, quando appartenente a una donna, la identifica già come un simbolo motivo per cui, probabilmente, nei secoli si è prestato particolare attenzione.
Les Curiosités de la Foire (1775), commedia teatrale che crea il pregiudizio

Il passaggio tra capelli biondi come ideale di purezza e di bellezza quasi “inarrivabile” e l’associazione del “donna bionda” uguale a “donna sciocca” avviene ufficialmente alla fine del XVIII secolo grazie a Rosalie Duthé, famosa cortigiana bionda amante di re e uomini di spicco nell’alta società parigina. Rosalie prestava spesso la sua immagine per ritratti, anche di nudo, il che contribuì a rendere famoso il suo aspetto e i suoi capelli chiari.
Inoltre, per cavarsela tra le malelingue della società parigina, Rosalie aveva l’abitudine di fare lunghe pause prima di parlare: questa caratteristica le fece guadagnare l’appellativo di “bionda muta” e, di conseguenza, veniva appellata come superficiale e poco intelligente.
L’associazione “donna bionda e sciocca/ingenua” passa alla storia grazie a un personaggio ispirato a Rosalie nella commedia Les Curiosités de la Foire (Le Curiosità della Fiera) rappresentata nel 1775: la protagonista era proprio una cortigiana bionda e sciocca, e il modello culturale dalla Francia iniziò a diffondersi e si fissò nelle dicerie popolari come presa in giro.
Gli uomini preferiscono le bionde (1925) consolida l’idea della bionda-sciocca

Il cliché delle bionde si consolida poi nel corso del ‘900 con il romanzo Gentlemen prefer blondes (1925) di Anita Loos, adattato poi a commedia teatrale e nel 1953 a film con Marilyn Monroe. Libro e film raccontano le vicende di Lorelei Lee, giovane bionda che insegue l’amore con leggerezza e ingenuità, attratta dal lusso e dal denaro.
Il libro di Anita Loos, la commedia e poi il celebre film di Hollywood contribuirono ad accrescere il pregiudizio, proprio come accaduto nel ‘700 con la commedia teatrale francese ispirata a Rosalie Duthé dimostrando come, nella diffusione di questa idea, anche l'aspetto comunicativo e mediatico abbia avuto un notevole ruolo.
Questo accadde anche perché, per interpretare Lorelei Lee, venne scelta proprio Marilyn Monroe, eccelsa nell’interpretare un personaggio seducente e apparentemente superficiale, ma in realtà capace di evidenziare un’interessante critica sociale, rimasta però sullo sfondo, mentre il pregiudizio sulla bionda-sciocca invece si consolidò – pur essendo evidente la mancanza di reali collegamenti.
Le bionde oggi: evoluzione mediatica ed esempi positivi contro il cliché
Dagli anni 2000 in avanti, la cultura pop ha giustamente iniziato a destrutturare il pregiudizio verso le bionde. È iconico il film Legally Blonde (in italiano La rivincita delle bionde) uscito in Italia nel 2002, dove la protagonista Elle Woods, interpretata da Reese Witherspoon, smonta uno a uno i pregiudizi sulle bionde intraprendendo una brillante carriera legale come sfida verso l'ex fidanzato, che la considerava stupida.
Nel recente film di Barbie, diretto da Greta Gerwig, uscito nel 2023, la biondissima bambola provieniente da Barbieland, dove tutte le donne sono sicure di sé e di grande successo, si trova ad affrontare sfide e problemi dell'essere donna (e bionda!) nel mondo reale. Il film mostra come pregiudizi, consumismo e considerazione tossica dell'aspetto fisico influenzano il pensiero odierno: la proposta finale è quella di una società più equilibrata e meno superficiale.