
Il caso Balogun ha dominato per giorni le prime pagine dei giornali di tutto il mondo, non solo sportivi. Su richiesta del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il numero 1 della FIFA, Gianni Infantino, tramite un organo indipendente, ha sospeso la squalifica dell’attaccante americano, Folarin Balogun, autore di un fallo da rosso diretto durante la partita Stati Uniti-Bosnia Erzegovina dei Mondiali di calcio (per la cronaca la nazionale a stelle e strisce è stata poi eliminata agli ottavi dal Belgio). Il clamore mediatico è stato amplificato da una conferenza stampa dello stesso Trump, che a detta sua "non conosceva neanche il significato e le conseguenze del cartellino rosso" che prevede una giornata (o più) di squalifica per il giocatore punito. Sul piano strettamente giuridico, il caso Balogun ruota attorno all’applicazione dell’articolo 27 del Codice disciplinare FIFA che consente di "congelare" sanzioni e dunque il giocatore non è tenuto a scontare immediatamente la squalifica. La sanzione rimane, infatti, sospesa durante un periodo di prova e viene attivata solo qualora commetta un'altra infrazione di natura e gravità analoghe durante tale periodo.
Le sanzioni ai Mondiali di Calcio 2026 per i cartellini gialli e rossi: il caso Paraguay
Il caso che ha coinvolto il presidente degli Stati Uniti ha accesso i riflettori sulle sanzioni "sportive" nel calcio, ma forse non tutti sanno che a ogni infrazione punita formalmente dall'arbitro in campo corrisponde anche una sanzione pecuniaria, indirizzata direttamente alla Federazione coinvolta. Il "tariffario" è stabilito direttamente dalla FIFA: ogni singolo cartellino giallo costa alla nazionale che lo riceve ben 10.000 dollari, mentre ad una espulsione per doppia ammonizione corrisponde una multa da 15.000. In caso di cartellino rosso diretto (come successo a Balogun), ogni Federazione dovrà sborsare 20.000 dollari. E' prevista infine un'ammenda che riguarda il comportamento antisportivo dell'intera squadra, ovvero quando il direttore di gara infligge sanzioni disciplinari a cinque o più giocatori della stessa formazione durante una partita: in questo caso oltre ai singoli corrispettivi dei cartellini si aggiungono 15.000 dollari.
Completato il quadro degli ottavi di finale, la Nazionale che ha dovuto sborsare di più per le infrazioni disciplinari dei suoi giocatori è stato il Paraguay che ha "collezionato" ben 9 cartellini gialli (di cui 5 nella "partita dello scandalo" contro gli USA, dunque è scattato il sopracitato "comportamento anti-sportivo) e uno rosso per un totale di 125.000 dollari di ammenda. A stretto giro c'è l'Egitto con 12 cartellini gialli in 5 partite che equivalgono a 120.000 dollari di multa. Completa il podio dei Paesi più multati il Canada (11 gialli, 110.000$).
Il tariffario introdotto nel Mondiale per Club 2025 e il paragone con i campionati nazionali
Il tariffario FIFA è stato introdotto per la prima volta, in via sperimentale, in occasione del Mondiale per Club 2025. Per la FIFA si tratta di un sistema per rientrare, seppur in minima parte, dalle spese dell’organizzazione della manifestazione che in questa edizione si svolge in tre Paesi, ovvero Stati Uniti, Messico e Canada. Non si tratta di un unicuum nel panorama calcistico: in Premier League, ad esempio, esiste un tariffario simile che viene applicato direttamente al singolo calciatore, ma che prevede cifre molto più basse (si va da 10 sterline per l'ammonizione fino a 55 per l'espulsione diretta per condotta violenta, a cui vanno aggiunte 15 di costi amministrativi).
In Serie A, come in altri campionati nazionali, invece, i club non pagano una "multa" per ogni singolo cartellino giallo ricevuto dai propri calciatori. Tuttavia, le squadre sostengono indirettamente costi disciplinari (come le ammende per condotta scorretta – anche da parte di membri dello staff o della tifoseria) e possono decidere di trattenere una parte dello stipendio dei giocatori tramite multe interne per comportamento negligente. Inoltre il regolamento, come per i Mondiali, prevede che, al raggiungimento di determinate soglie di ammonizioni (alla quinta, ottava, undicesima, ecc.), il calciatore venga squalificato per un turno dal Giudice Sportivo così come succede per l'espulsione diretta o per somma di ammonizioni: questo ovviamente ha un impatto diretto sulle casse societarie. Perdere il giocatore per una (o, nei casi più gravi, più giornate) è un danno al club che ne paga comunque lo stipendio.