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9 Giugno 2026
14:00

Mondiali di calcio 2026: perché il caldo negli USA è una minaccia reale per giocatori e tifosi

L'11 giugno inizia la Coppa del Mondo tra Stati Uniti, Messico e Canada. Per i giocatori, l’avversario più difficile da affrontare potrebbe essere il caldo estremo, con una partita su quattro che rischia di disputarsi in pericolose condizioni di stress termico.

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Mondiali di calcio 2026: perché il caldo negli USA è una minaccia reale per giocatori e tifosi
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I Mondiali di calcio 2026 partiranno l'11 giugno con la partita inaugurale allo Stadio Azteca di Città del Messico alle ore 13:00 locali, a oltre 2.000 metri di altitudine, dove il caldo fortunatamente non dovrebbe rappresentare un grande problema per i giocatori impegnati. Ma molte delle 104 partite in programma si giocheranno in città statunitensi dove d'estate le temperature possono diventare soffocanti, come Houston, Dallas, Atlanta, Miami, o New York.

Non è la prima volta che la Coppa del Mondo si tiene negli Stati Uniti d'estate. Era già successo nel 1994, e quell'edizione è rimasta nella memoria collettiva anche per il caldo feroce, con partite disputate nelle ore più calde della giornata, temperature vicine ai 40° e umidità oltre il 90%. La stessa finale tra Italia e Brasile si disputò alle 12:30 locali, a Pasadena, un orario scomodo per i giocatori ma ideale per i tifosi europei che poterono seguire la partita in prima serata.
32 anni dopo la situazione non è cambiata, anzi: il cambiamento climatico ha reso le estati nordamericane ancor più calde e umide.
Un'analisi pubblicata dal gruppo di ricerca World Weather Attribution (WWA) ha stimato che la probabilità di raggiungere condizioni di caldo pericoloso durante il torneo è quasi raddoppiata rispetto al 1994, proprio a causa del riscaldamento globale.

WBGT, umidità e 40 gradi: l’indice da tenere monitorato

Per capire l'allarme degli scienziati, bisogna prima capire come si misura il rischio da calore quando si parla di sport all'aperto. Non è sufficiente guardare il termometro: una giornata a 35°C con aria secca è molto diversa da una a 35°C con alta umidità.
Lo strumento usato dagli esperti si chiama WBGT, acronimo inglese di Wet Bulb Globe Temperature, un indice sviluppato negli anni '50 dall'esercito americano per ridurre i malori da calore durante le esercitazioni militari, e che oggi rappresenta lo standard internazionale adottato dalla FIFA e da molte federazioni sportive per valutare lo stress termico sul corpo umano per gli atleti impegnati in manifestazioni sportive soggette a caldo estremo.
Il WBGT combina quattro fattori ambientali che insieme determinano quanto il corpo umano riesce (o non riesce) a raffreddarsi:

  • La temperatura dell'aria
  • L'umidità relativa: quanto vapore acqueo c'è nell'aria
  • La radiazione solare: il calore irradiato dal sole direttamente sul corpo
  • Il vento, che aiuta o meno l'evaporazione del sudore

Nel calcolo del WBGT, la componente dell'umidità pesa per il 70% del valore totale: è il fattore più pericoloso in condizioni di ondata di calore. Questo perché il meccanismo principale con cui il corpo disperde il calore durante lo sforzo fisico è la sudorazione: il sudore, evaporando dalla pelle, assorbe calore e contribuisce ad abbassare la temperatura corporea. Ma questo meccanismo funziona solo se l'aria circostante può assorbire vapore acqueo, se invece l’aria è molto umida, il sudore non evapora più, o lo fa molto lentamente, rendendo complicato il raffreddamento del nostro corpo. In casi estremi si può sviluppare il colpo di calore, una condizione di emergenza in cui la temperatura corporea supera i 40°C e i meccanismi di termoregolazione cedono completamente.
Non si tratta di rischi ipotetici: già durante il Mondiale per Club 2025, giocato negli stessi mesi e nelle stesse città dove si terranno i Mondiali 2026, i calciatori avevano denunciato condizioni di gioco insopportabili, costringendo la FIFA a intervenire con misure di emergenza.

25% delle 104 partite sono a rischio: i numeri

Secondo l'analisi del WWA, di 104 partite totali in programma, 26 si disputeranno con un indice WBGT pari o superiore a 26°C, la soglia considerata a rischio dal sindacato mondiale dei calciatori FIFPRO. 5 partite potrebbero raggiungere o superare i 28°C WBGT, la soglia oltre la quale la FIFPRO raccomanda direttamente il rinvio o la sospensione della gara. Le città più esposte sono Houston, Dallas, Atlanta, Kansas City e New York, dove i pomeriggi estivi combinano caldo elevato e umidità persistente.
Fortunatamente, 17 delle 26 partite a rischio si svolgeranno in stadi al coperto o con sistemi di climatizzazione interna, il che riduce significativamente il pericolo per chi si trova all’interno dell'impianto. Il problema principale resta però per chi è all'esterno: tifosi, lavoratori, volontari e persone che seguiranno le partite negli spazi pubblici.

Come agirà la FIFA e come difendersi secondo gli scienziati

La FIFA ha dichiarato di essersi preparata al problema con un piano strutturato:

  • Pause di idratazione obbligatorie da 3 minuti per ciascun tempo, fissate indicativamente intorno al 22° minuto di gioco, in tutte le partite senza eccezioni legate alle condizioni meteorologiche.
  • Panchine climatizzate per staff tecnico e riserve in tutte le gare all'aperto.
  • Monitoraggio costante dell'indice WBGT durante ogni partita.
  • Per i tifosi: aree d'ombra, sistemi di nebulizzazione, punti di distribuzione dell'acqua e possibilità di entrare negli stadi con bottiglie sigillate.
  • Un calendario che prova a limitare le partite nelle fasce orarie più calde, privilegiando gli stadi coperti per le gare in città più a rischio.

Gli esperti però chiedono interventi più decisi: pause di raffreddamento di almeno 6 minuti (il doppio di quelle previste), la possibilità concreta di rinviare o sospendere le gare in caso di condizioni climatiche estreme, e soprattutto una riflessione più ampia sul calendario dei futuri Mondiali, già spostati in un periodo dell’anno meno caldo nella scorsa edizione in Qatar, disputata tra novembre e dicembre 2022. L'analisi del WWA sottolinea il ruolo del cambiamento climatico nel rendere questo Mondiale più pericoloso del precedente in terra statunitense: la probabilità di superare soglie critiche per la salute è quasi raddoppiata rispetto al 1994.

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