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6 Giugno 2026
6:00

La battaglia delle Isole Midway: il più grande scontro aeronavale della storia

Nel giugno del 1942 le forze armate statunitensi inflissero una durissima sconfitta ai giapponesi presso le isole Midway, rovesciando le sorti della Seconda guerra mondiale nel Pacifico. L’Impero del Sol Levante non si sarebbe mai ripreso dalla sconfitta.

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La battaglia delle Isole Midway: il più grande scontro aeronavale della storia
Midway copertina

La battaglia delle Midway fu combattuta tra il 4 e il 7 giugno del 1942 tra le flotte degli Stati Uniti e del Giappone. L’impero nipponico, che dopo l’attacco a Pearl Harbour aveva dato avvio a una poderosa espansione nel Pacifico, intendeva infliggere un colpo mortale agli americani, occupando gli atolli delle Midway, situati nel cuore del Pacifico, e distruggendo la flotta che sarebbe accorsa a difenderli. Gli americani, però, avevano decrittato i codici segreti giapponesi e non si lasciarono cogliere di sorpresa. Riuscirono a distruggere le quattro portaerei inviate presso isole e a infliggere al nemico una cocente sconfitta, dando avvio a una lenta, ma irreversibile, avanzata verso il Giappone.

Cosa fu la battaglia delle Midway

La battaglia di Midway fu lo scontro aeronavale che segnò le sorti della Seconda guerra mondiale nel Pacifico.  La battaglia si svolse tra il 4 e il 7 giugno 1942 tra le forze degli Stati Uniti e l’Impero giapponese nei pressi delle isole Midway, due atolli situati al centro del Pacifico, circa mille chilometri a est dall’arcipelago delle Hawaii. Le isole, appartenenti agli Stati Uniti, erano state trasformate in una base aerea. Durante la battaglia, le navi non vennero mai in contatto: gli scontri si svilupparono solo mediante gli aerei lanciati dalle portaerei.

Lo scenario della battaglia
Lo scenario della battaglia (Wikimedia Commons)

L’espansione giapponese

La battaglia ebbe luogo pochi mesi dopo l’inizio della guerra nel Pacifico. Come sappiamo, il 7 dicembre 1941 le forze giapponesi attaccarono la flotta americana a Pearl Harbour, nelle Hawaii, aprendo un nuovo fronte della Seconda guerra mondiale. Contro il Giappone si schierarono altri Stati, come il Regno Unito, ma nei primi mesi di guerra le forze del Sol Levante realizzarono una poderosa espansione: conquistarono le Filippine, la Malesia, le Indie orientali olandesi, la Birmania e varie isole del Pacifico, come Guam e Wake. Gli Stati Uniti e il Regno Unito furono costretti a retrocedere.

Massima espansione giapponese (sillab.it)
Massima espansione giapponese (sillab.it)

Nel maggio del 1942, ebbe luogo uno scontro aeronavale tra americani e giapponesi nel Mar dei Coralli: le due flotte non vennero in contatto direttamente e si affrontarono solo attraverso i velivoli decollati dalle portaerei. La battaglia terminò con un sostanziale pareggio, ma convinse i giapponesi di poter distruggere quel che restava della flotta americana.

Il piano giapponese per le Midway

Le forze armate giapponesi sapevano che il tempo lavorava contro di loro: sebbene l’espansione apparisse inarrestabile, il potenziale industriale americano era di gran lunga superiore e, se la guerra fosse durata a lungo, avrebbe garantito ai loro nemici la superiorità di mezzi e armamenti. Per tale ragione, i membri dello Stato maggiore nipponico, tra i quali l’ammiraglio Isoroku Yamamoto, decisero di infliggere un colpo mortale agli Stati Uniti e costringerli alla resa. Decisero perciò di occupare gli atolli delle Midway, allo scopo di attirare la flotta statunitense e distruggerla con i velivoli delle loro portaerei.

Le isole Midway (Wikimedia Commons)
Le isole Midway (Wikimedia Commons)

Gli americani, che non si erano ancora del tutto ripresi dal colpo ricevuto a Pearl Harbour, si trovavano in condizioni di inferiorità: sebbene avessero messo in produzione un gran numero di navi, sul momento disponevano di una flotta qualitativamente e quantitativamente inferiore a quello del Giappone. Gli Stati Uniti, però, avevano un asso nella manica: avevano decifrato il codice segreto giapponese e quindi conoscevano in anticipo le loro mosse.

La battaglia

Alla fine di maggio partì dal Giappone una imponente flotta, composta da quattro portaerei: Akagi, Kaga, Soryu e Hiryu, tutte veterane dell’attacco a Pearl Harbour, agli ordini dell’ammiraglio Chuichi Nagumo. Insieme alle portaerei, erano presenti numerose altre navi e un corpo di sbarco. Contemporaneamente, altre unità giapponesi lanciarono un attacco diversivo contro le isole Aleutine, nel Pacifico settentrionale, per confondere il nemico.

L’ammiraglio Chester Nimitz, comandante della flotta statunitense, era a conoscenza dei piani giapponesi e fece trovare le sue navi pronte, schierando intorno alle Midway tre portaerei: la Enterprise, la Hornet e la Yorktown, quest’ultima riparata frettolosamente dopo che era stata danneggiata nel Mar dei Coralli.

Aerei americani sulla Enterprise (Wikimedia Commons)
Aerei americani sulla Enterprise (Wikimedia Commons)

I giapponesi, giunti all’alba del 4 giugno, non riuscirono a occupare le isole e, resisi conto della presenza delle portaerei americane, lanciarono i loro aerei per colpirle. Fallirono però nell’impresa, mentre, dopo due tentativi andati a vuoto, ebbe successo uno degli attacchi americani: gli aerei colpirono tre portaerei giapponesi, la Akagi, la Kaga e la Soryu, danneggiandole in maniera irreversibile. La sorte della battaglia era ormai segnata, ma i giapponesi non si diedero per vinti e lanciarono altri attacchi aerei, colpendo e affondando la Yorktown. In seguito, un altro attacco americano distrusse anche la Hiryu. I giapponesi avevano perso quattro portaerei di squadra, oltre a numerosi aerei e piloti, e furono costretti a ritirarsi senza aver occupato le Midway.

Attacchi contro la portaerei Hiryu (Wikimedia Commons)
Attacchi contro la portaerei Hiryu (Wikimedia Commons)

Le conseguenze

La battaglia danneggiò in maniera irreversibile le forze armate del Giappone, che non furono in grado di rimpiazzare le perdite. Gli Stati Uniti, al contrario, poterono accelerare la produzione e, nei mesi successivi, misero in campo numerose altre navi. Dal punto di vista psicologico, la sconfitta delle Midway fu un duro colpo per i giapponesi, che fino ad allora erano certi di essere invincibili. Dopo la battaglia iniziò una lenta controffensiva degli americani che, di isola in isola, riconquistarono i territori occupati dal Giappone e nel 1945, anche grazie alla bomba atomica, sconfissero definitivamente il nemico.

Fonti
Bernard Millot, La guerra del Pacifico, Biblioteca Universale Rizzoli, 2002 Gordon W. Prange, Donald M. Goldstein, Katherine V. Dillon Miracle at Midway, 1982
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