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Il 30 ottobre 1961, sull’isola russa Novaja Zemlja, l’Unione Sovietica fece detonare inun test uno degli ordigni più potenti della storia militare. Quella bomba all'idrogeno, passata alla storia come Bomba Zar (o Tsar Bomba), era talmente potente che emanò un’energia superiore a circa 1.570 volte volte quella lanciata su Hiroshima nel 1945. All'interno dello scenario della Guerra Fredda, dove la deterrenza nucleare era l'unica costante per evitare un attacco tra URSS e USA, questo test lasciò l’intero mondo terrorizzato.

Perché fu creata la Bomba Zar?

A cavallo tra la fine degli anni ’50 e gli inizi degli anni ’60, il mondo si trovava diviso tra le due superpotenze USA e URSS e sotto il costante timore di una guerra nucleare. In quel preciso lasso di tempo, dove la guerra fredda si irrigidì irrimediabilmente, l’URSS per il preciso volere del segretario Nikita Khruščёv diete vita al progetto di una bomba per mostrare al mondo la propria potenza nucleare.
Il 9 agosto 1961 Khruščёv rilasciò una dichiarazione nella quale affermava che l'Unione Sovietica fosse in grado di costruire e sperimentare una bomba da 100 megatoni.
Questa dichiarazione terrificò il mondo.

Scorte armi nucleari tra il 1945 ed il 2010 (Credit: Fastfission)
in foto: Scorte armi nucleari tra il 1945 ed il 2010 (Credit: Fastfission)

La costruzione della Bomba Zar

La richiesta di realizzare un ordigno di 100 megatoni fu affidata ad un team di scienziati sovietici, capeggiato Andrej Sacharov (premio nobel per la pace nel 1975). Il team di esperti, temendo l’eccessiva ricaduta radioattiva, riuscì ad ottenere il permesso di realizzare una bomba di 50 megatoni. La Bomba Zar  fu quindi il più potente ordigno all'idrogeno mai sperimentato.

Copia bomba Zar (credit: Croquant)
in foto: Copia bomba Zar (credit: Croquant)

C'è una differenza tra bombe atomiche e bombe all'idrogeno: quest'ultime infatti sono molto più potenti. Nelle bombe atomiche classiche si impiega la fissione nucleare per rilasciare abbondanti quantità di energia dall'uranio o dal plutonio, mentre le bombe all'idrogeno hanno un secondo passaggio in cui l'energia della fissione degli elementi pesanti viene utilizzata per fondere gli isotopi di idrogeno deuterio e trizio.
La Bomba Zar era una bomba all’idrogeno a tre stadi: il primo a fissione per innescare il secondo, caratterizzato a sua volta da una fusione nucleare di atomi leggeri quali l'idrogeno. L'energia sviluppata innesca così il terzo stadio, composto da un'altra fissione nucleare. Per limitare la potenza, il terzo stadio venne modificato sostituendo lo strato di uranio  238 con del piombo, in modo tale da rallentare i processi di fusione rapida e di conseguenza sviluppare un'energia inferiore ai 100 Mt previsti originariamente.

La bomba fu costruita presso la città chiusa Arzamas-16 (sede del programma nucleare militare sovietico, oggi Sarov), aveva una lunghezza di 8 m, un diametro di 2,1 m ed un peso di 27000 kg.

Preparazione al test della bomba

Khruščёv annunciò i prossimi test di una bomba da 50 Mt nel suo rapporto di apertura al 22° Congresso del Partito Comunista dell'Unione Sovietica il 17 ottobre 1961. Come luogo del test venne scelto una remota isola artica del territorio sovietico, ovvero l’isola di Novaja Zemlja.

Il punto della detonazione
in foto: Il punto della detonazione

La Bomba Zar era così grande che nessun aereo dall'Unione Sovietica poteva trasportarla. Per permettere il suo trasporto fu opportunamente modificato un Tupolev Tu-95, al velivolo furono tolti i portelloni del vano bombe e i serbatoi secondari della fusoliera. Il comando fu assegnato al maggiore Andrei Yegorovich Durnovtsev, in seguito insignito del titolo di Eroe dell'Unione Sovietica e promosso al grado di tenente colonnello. Al lanciatore fu previsto di affiancare un ulteriore Tupolev dotato di strumenti scientifici e di videocamere per l'analisi del test, inoltre entrambi gli aerei furono rivestiti con una speciale vernice riflettente per evitare il surriscaldamento del velivolo a detonazione avvenuta.

Il maggiore Durnovtsev
in foto: Il maggiore Durnovtsev

Il test della Bomba Zar

Il Tupolev del maggiore Durnovtsev decollò dalla base aerea di Olenya, sulla penisola di Kola, la mattina del 30 ottobre 1961 dirigendosi sull’obbiettivo. Dopo due di volo, la bomba fu lanciata da un’altitudine di 10500 m alle ore 11:32 (orario di Mosca). L’equipaggio sapeva benissimo che aveva il 50% di possibilità di salvarsi, per questo la bomba fu lanciata attaccata ad un enorme paracadute (si stima di 1600 metri quadrati) e fu fatta detonare a 4000 m di altitudine, dando all’aereo di rilascio e all’aereo osservatore il tempo di volare a circa 45 km di distanza da ground zero. Nonostante questo accorgimento, quando si verificò la detonazione, l'onda d'urto raggiunse il Tu-95V a una distanza di 115 km e il Tu-16 (l’aereo osservatore) a 205 km. Fortunatamente, entrambi gli aerei riuscirono ad atterrare indenni.
La detonazione doveva essere segreta, ma è stata rilevata dalle agenzie di intelligence degli Stati Uniti, tramite un aereo KC-135A nella zona in quel momento. L’aereo ha monitorato l'esplosione, avvicinandosi abbastanza da bruciare la vernice antiradiazioni.

Il bombardiere Tupolev TU–95 (credit: RAF)
in foto: Il bombardiere Tupolev TU–95 (credit: RAF)

Le conseguenze del test

Il "fungo" atomico raggiunse l'altezza di 64 chilometri, il suo cappello aveva una larghezza massima di 95 km e una base di 40 km. Nonostante il cielo fosse nuvoloso, il lampo venne visto a 1.000 chilometri di distanza.
L'onda d'urto venne registrata nell'insediamento di Dikson a 700 km, mentre vennero danneggiate le case in legno sino a 900 km dal ground zero, registrando danni addirittura in Finlandia. Tutti gli edifici presenti sull'isola di Severnyj, realizzati con mattoni e legno, situati a 55 km di distanza dall'impatto vennero completamente distrutti.

Le radiazioni prodotte ionizzarono l'aria e interruppero le comunicazioni radio per quasi un'ora. L'onda sismica generata dall'esplosione fece tre volte il giro della Terra. Nonostante l'esplosione fosse stata innescata nell'atmosfera, l'U.S. Geological Survey misurò al suolo una scossa di magnitudo compresa tra 5,0 e 5,25.

Simulazione di una esposione su Parigi (Credit: Bourrichon)
in foto: Simulazione di una esposione su Parigi (Credit: Bourrichon)

È stato stimato che la detonazione del progetto originale da 100 Mt avrebbe rilasciato ricadute pari a circa il 26% di tutte le ricadute emesse dall'invenzione delle armi nucleari, ma fortunatamente quello da 50 Mt fu il culmine di tutti gli esperimenti termonucleari.

Articolo a cura di
Roberto Manzo