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16 Ottobre 2022
18:30

La produzione agricola in Italia e le principali colture sul nostro territorio

Tra storia, geografia e clima andiamo alla scoperta della produzione agricola in Italia, una terra ricca di specie vegetali di cui non sapremmo fare a meno.

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La produzione agricola in Italia e le principali colture sul nostro territorio
pomodoro pianta

L'Italia è conosciuta in tutto il mondo per la propria produzione agricola e l'enorme varietà di prodotti alimentari che ne derivano. Questo ha origine proprio dalla sua conformazione, che dall'arco alpino si proietta verso il Mediterraneo. Indubbiamente la forma stretta e lunga dello Stivale ha reso il nostro Paese non solo molto diversificato dal punto di vista climatico ma anche un passaggio strategico nei secoli, influendo sulle attuali coltivazioni esistenti.
Quindi cosa coltiva l'Italia e quali sono le ragioni storiche di una tale varietà di prodotti?

Influenza storica sulle produzioni agricole italiane

L'Italia è sempre stata un crocevia importantissimo di popoli e culture grazie alla sua posizione strategica che l'ha resa il fulcro di commerci, arte e innovazioni.
Dalla civiltà greca a quella araba moltissime popolazioni si sono susseguite ed acclimatate alla nostra penisola, portando una serie di innovazioni tecniche e agricole che ci hanno reso quello che siamo oggi. Nel tentativo di adattarsi alla nostra terra questi popoli hanno inevitabilmente indotto un adattamento anche alle specie botaniche che esse utilizzavano per sostenersi. Il fatto che le colture italiane siano state fortemente influenzate dalla storia del nostro Paese può essere rappresentato dall'ortaggio più conosciuto, diffuso e usato nelle nostre cucine: il pomodoro.
Il pomodoro, esattamente come il mais, il peperone e il girasole ha un'origine mesoamericana e si è diffuso in Italia dopo la scoperta dell'America, trovando le condizioni pedoclimatiche ottimali per e affermarsi e crescere.

pomodori

Ed è proprio grazie alle peculiari condizioni italiane che sono stati ottenuti numerosissimi cultivar (o varietà) della stessa specie botanica, adattandola alle diverse situazioni e selezionando specifiche piante per ottenere diverse caratteristiche di sapore, colore e portamento. Ad oggi in Italia coltiviamo il pachino, il San Marzano, il ciliegino, il cuore di bue, il Camone di Sardegna, il canestrino di Lucca e tanti altri.
Ecco quindi che per descrivere le attuali colture italiane è fondamentale ricordarsi che l'Italia ha subìto numerose influenze da parte di altre aree geografiche, influenze che hanno determinato l'instaurarsi di alcune specie vegetali e che, a loro volta, sono state migliorate e selezionate a seconda delle diversità climatiche e delle caratteristiche di interesse.

La biodiversità delle colture italiane

Oltre alle numerose influenze storiche, l'Italia ha anche l'enorme fortuna di avere un clima molto vario e una situazione pedologica estremamente diversificata. Dal castagno al Nord, al mais della pianura padana fino agli agrumi e agli ulivi coltivati nel sud Italia, moltissime piante si sono evolute e adattate in condizioni estremamente diverse. Una ricchezza naturale, una biodiversità che ha reso l'Italia il territorio di elezione di numerose specie e varietà autoctone. Ma è ormai un dato di fatto che la biodiversità – specialmente negli ultimi anni – si stia riducendo per esigenze di mercato, agricole e di consumi. Un bellissimo esempio di questa enorme biodiversità è fornito dal Museo della frutta di Torino dove sono esposte numerose riproduzioni in cera di mele antiche a testimoniare l'enorme biodiversità naturale di cui siamo (ed eravamo) portatori.
È stato il connubio tra storia e clima a permetterci di coltivare numerose specie lungo lo Stivale, adattandole a diversi contesti e originando un numero molto elevato di varietà agricole.
Andiamo quindi a vedere brevemente le principali specie botaniche coltivate in Italia.

mele

Le principali colture sul territorio italiano

Stando ai dati 2018 del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA) in Italia le principali coltivazioni sono:

  • Mais: 6.187 tonnellate;
  • Pomodori: 5.799 tonnellate;
  • Frumento duro: 4.145 tonnellate;
  • Frumento tenero:  2.788 tonnellate;
  • Mele: 2.416 tonnellate;
  • Arance: 1.522 tonnellate;
  • Patate : 1.308 tonnellate;
  • Uva da tavola: 1.017 tonnellate;
  • Pere: 719 tonnellate.
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