Premi Oscar

La 94° edizione dell’assegnazione degli Academy Award, conosciuta più comunemente come Notte degli Oscar, si è da poco conclusa, portando con sé il consueto oceano di commenti e polemiche. Ma di che cosa è fatta la statuetta più ambita del Pianeta? Qual è il suo valore? Cosa rappresenta? E come mai viene chiamata Oscar?

Le caratteristiche dell’Oscar

Gli Academy Award furono ideati per incentivare l’eccellenza in ogni ambito della produzione cinematografica e per rendere merito a chi si fosse particolarmente distinto, anno per anno, grazie alle sue performance. E, in effetti, dal 16 maggio 1929 a oggi, sono state moltissime le persone che si sono meritate la statuetta: pensate che attualmente sono stati assegnati più di 3000 premi Oscar.

3140 oscar

Cosa rappresenta l’Oscar

La statuetta degli Academy Award è stata ideata da Cedric Gibbons, in quel momento Chief Art Director della Metro-Goldwyn-Mayer, ed è stata quindi realizzata in tre dimensioni dall’artista e scultore George Stanley. Rappresenta la figura stilizzata di un cavaliere crociato che tiene tra le mani l’elsa di una spada, rivolta verso il basso, e che poggia i piedi su una bobina cinematografica caratterizzata da 5 raggi, uno per ognuno dei cinque rami originali dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences (nata nel 1927), cioè attori, registi, produttori, tecnici e scrittori.

Com’è fatta la statuetta degli Oscar

Ogni statuetta degli Oscar è alta circa 34 cm (13,5 pollici) e pesa quasi 4 kg (8,5 libbre). L’unico elemento che è mutato nel tempo è la dimensione della base che, fino al 1945, ha subito delle leggere variazioni. Oggigiorno le statuette sono realizzate dalla fonderia per le belle arti Polich Tallix, con sede presso Rock Tavern (una località non distante da New York City).

Oscar oro

Al contrario di quello che molti potranno pensare, la statuetta degli Oscar non è completamente costituita d’oro, anzi. Come specifica chiaramente il sito ufficiale degli Academy Award, in realtà il premio è realizzato primariamente in bronzo massiccio. Quest’ultimo, poi, in effetti, viene placcato in oro a 24 carati, cioè convenzionalmente la caratura più alta dell’oro.
L’unico periodo in cui la composizione variò fu durante la Seconda Guerra Mondiale quando, a causa della carenza di metalli disponibili, le statuette furono realizzate per tre anni in malta di gesso dipinta. Dopo la fine del conflitto, tuttavia, i vincitori di questi premi furono invitati a riscattare una versione metallica in cambio della propria.

Quanto vale un Oscar

Quantificare il valore di una statuetta degli Oscar è, in sé e per sé, un esercizio teorico, dato che dal 1950 l’Academy ne ha vietato espressamente la vendita. Se un vincitore volesse disfarsene, infatti, dovrebbe per prima cosa proporne la vendita alla stessa Academy per la cifra simbolica di 1$. Inoltre, se anche questo meccanismo non esistesse, il valore di un Oscar dipenderebbe da vari fattori: il prestigio e la fama del vincitore, la categoria in cui il premio è stato vinto o la specifica pellicola, l’anno e tanti altri.

Valore di un Oscar

Un’altra cosa è stimare il valore commerciale della statuetta in sé, cioè dei materiali di cui è costituita e del processo realizzativo. Anche in questo caso la valutazione non è unica e varia nel tempo, ma facendo una media di varie stime, possiamo dire che il valore di un Oscar oscilla tra i 300 e i 500 dollari.

L’ipotesi dietro il nome Oscar

La ragione per cui l’Academy Award sia conosciuto da tutti col nome Oscar rimane un enigma. Tuttavia vi riportiamo la storia comunemente più accreditata sull’origine del nome, segnalata dallo stesso sito dell’Academy.

vecchio cinema oscar

Pare che la statuetta sia stata chiamata per la prima volta Oscar dalla bibliotecaria e successiva Executive Director dell’Academy, Margaret Herrick. La donna, infatti, avrebbe ravvisato una certa somiglianza tra il cavaliere crociato rappresentato nella scultura e suo zio che, per l’appunto, si chiamava Oscar. Che l’aneddoto sia vero o meno, il nome “Oscar” si diffuse rapidamente e cominciò a venire utilizzato ufficiosamente a mezzo stampa. Divenne canonico solo nel 1939, quando l’Academy lo adottò ufficialmente.

Articolo a cura di
Alessandro Beloli