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16 Maggio 2026
12:39

L’arrivo di un “Super El Niño” è possibile, ma bisogna essere cauti con le previsioni: cosa dicono i dati ufficiali

Secondo il Climate Prediction Center del NOAA, El Niño arriverà quasi certamente entro giugno e durerà fino all'inverno. Ma non sappiamo ancora se sarà un “Super El Niño” e soprattutto è ancora troppo presto per prevedere il suo effetto in Europa quest'estate.

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L’arrivo di un “Super El Niño” è possibile, ma bisogna essere cauti con le previsioni: cosa dicono i dati ufficiali
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Con ogni probabilità El Niño sta per tornare: il riscaldamento anomalo delle acque del Pacifico equatoriale, in grado di influenzare meteo e clima di vaste aree del mondo, potrebbe cominciare già a giugno. Stando all'ultimo aggiornamento del Climate Prediction Center del NOAA, c'è una probabilità dell'82% che El Niño cominci nel trimestre maggio-luglio 2026, e il 96% di probabilità che continui fino al trimestre dicembre 2026-febbraio 2027.

A rendere particolarmente “notiziabile” questo El Niño è la possibilità che quest'anno sia particolarmente intenso, possibilmente anche il più forte mai registrato. Sui giornali hanno già cominciato a spuntare titoli del tipo “Super El Niño in arrivo” con previsioni di un'estate eccezionalmente calda in Europa. “Super El Niño” è un'espressione giornalistica, non usata dagli enti meteorologici ufficiali, che indica un riscaldamento del Pacifico di almeno 2 °C rispetto alla media, quindi un evento di intensità molto elevata.

Se è vero che alcuni modelli prevedono un evento di quella portata, enti ufficiali come NOAA, WMO (World Meteorological Organization) ed ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) invitano a una maggiore cautela: anche se è alta la probabilità che quest'anno El Niño sarà particolarmente forte, rimane ancora una sostanziale incertezza sull'intensità del picco.

Anche sulle previsioni per quest'estate occorrerebbe andare con i piedi di piombo: storicamente gli effetti di El Niño si avvertono con più forza nell'anno successivo al picco, non durante lo stesso anno, e l'Europa non è tra le regioni più direttamente influenzate dal fenomeno. Insomma, al momento è ancora tutto da vedere. Per avere dati più certi occorrerà aspettare il mese prossimo, quando il quadro sarà più chiaro. Solo a quel punto sarà possibile fare previsioni più affidabili su cosa aspettarsi da El Niño nel 2026 e 2027.

Che cos'è un “Super El Niño” e come funziona l'ENSO

El Niño funziona pressappoco così: nel Pacifico, gli alisei soffiano da est verso ovest lungo l'equatore, spingendo le acque calde superficiali verso il Pacifico occidentale. Questo spostamento fa risalire le acque fredde profonde al largo delle coste sudamericane, abbassando la temperatura superficiale di quella parte dell'Oceano. Quando gli alisei si indeboliscono a sufficienza, questo fenomeno si riduce e le acque del Pacifico a ridosso della costa sudamericana si scaldano.

Dal punto di vista tecnico, El Niño è un riscaldamento di almeno 0,5 °C rispetto alla media stagionale per un periodo di almeno 5 mesi. Il suo arrivo altera la distribuzione delle precipitazioni, la frequenza degli uragani, la temperatura globale e la stabilità di molti ecosistemi su scala planetaria.

El Niño non si presenta ogni anno: la sua cadenza va dai 2 ai 7 anni circa e dura circa 9 mesi (con una certa variabilità). L'ultimo episodio si è concluso nella primavera del 2024, dopo un ciclo iniziato nell'estate del 2023. Quello che giornalisticamente viene soprannominato “Super El Niño” (un evento con anomalia termica superiore ai +2 °C) è più raro: gli ultimi casi sono avvenuti nel 1982-1983, nel 1997-1998 e nel 2015-2016.

Le previsioni per il 2026: El Niño è quasi certo, ma la sua intensità no

I segnali che El Niño si stia attivando sono già in atto. Il NOAA segnala che la temperatura sottosuperficiale equatoriale è aumentata per il sesto mese consecutivo, con anomalie significative e diffuse su tutto il Pacifico equatoriale. Anche i venti stanno cambiando: anomalie di venti occidentali (il segnale atmosferico tipico dell'avvio di El Niño) sono già rilevabili sia nel Pacifico occidentale in quota bassa che nel Pacifico centrale e centro-orientale in quota alta.

Le più recenti previsioni multi-modello del NOAA prevedono che El Niño potrebbe formarsi già a giugno 2026 e persista per tutto l'inverno boreale. Alcuni modelli, come il CFSv2 del National Center for Environmental Prediction, prevedono addirittura che quello del 2026 sarà il più forte tra i “Super El Niño” mai registrati, superando in anomalie termiche quelli del 1982-1983, 1997-1998 e 2015-2016. Possiamo vederlo nel grafico qui sotto.

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Previsioni del modello CFSv2 per El Niño nel 2026 (linea tratteggiata nera). Le linee tratteggiate colorate indicano i tre precedenti “Super El Niño” degli ultimi 4 decenni. Fonte: NCEF

Ma la verità è che al momento rimangono forti incertezze su quanto sarà forte El Niño nel 2026. Come ribadito dal NOAA, storicamente i “Super El Niño” mostrano un accoppiamento significativo tra oceano e atmosfera durante l'estate, ma non sappiamo ancora se questo avverrà nei prossimi mesi. L'ECMWF aggiunge un'ulteriore nota di cautela metodologica. I modelli stagionali, infatti, sono soggetti a particolari incertezze proprio in questo periodo dell'anno, per via della naturale variabilità dei cambiamenti nel sistema climatico del Pacifico tropicale tra marzo e maggio sono naturalmente meno prevedibili che in altri periodi dell'anno. Questo è il motivo per cui le previsioni su El Niño cominciano a essere affidabili a partire dal mese di giugno.

Fatte queste doverose premesse, andiamo ora a vedere cosa dicono concretamente le ultime previsioni ufficiali del NOAA, che possiamo vedere nel grafico qui sotto.

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Previsioni per la forza di El Niño nel 2026. Le barre più scure indicano la probabilità che si verifichino le condizioni per un cosiddetto “Super El Niño” (riscaldamento di almeno 2 °C) mese per mese. Fonte: NOAA

Questo grafico ci dice innanzitutto che l'arrivo di El Niño è praticamente certo. Le barre grigie indicano la probabilità che questo fenomeno non si verifichi, e come potete vedere sono molto basse. La scala di colori indica invece, dal più chiaro al più scuro, l'intensità prevista per El Niño: rispettivamente «debole» (da +0,5 °C a 1 °C), «moderata» (da +1 °C a +1,5 °C), «forte» (da +1,5 °C a +2 °C) e «molto forte» (almeno +2 °C, cioè il cosiddetto “Super El Niño”). Come si può vedere, la possibilità di un “Super El Niño” comincia nel mese di luglio e aumenta di probabilità fino a raggiungere un picco di quasi il 40% a novembre. Insomma, un “Super El Niño” nel 2026 è più che possibile, ma tutt'altro che certo. In generale, comunque, le previsioni indicano che probabilmente El Niño sarà particolarmente intenso quest'anno.

Cosa potrebbe succedere in Europa

I titoli che si stanno leggendo in questi giorni su un'estate torrida in Europa non tengono conto di un fatto fondamentale, ribadito da tutti i principali enti meteorologici: avere un El Niño più forte non significa necessariamente che ci saranno effetti meteorologici più intensi. El Niño più forti possono solo rendere certi effetti più probabili, ma non li garantiscono. È una distinzione importante: stiamo parlando di variazione nella probabilità di determinati scenari, non di previsioni deterministiche.

Premesso questo, la letteratura scientifica e i dati storici forniscono alcune indicazioni di massima per l'Europa. Gli anni con El Niño sono stati associati a temperature più elevate nella regione europea: si ritiene, per esempio, che l'ultimo El Niño abbia contribuito a rendere il 2024 l'anno più caldo mai registrato in Europa. Su questa base è ragionevole aspettarsi che il prossimo anno, cioè il 2027, potrà presentare condizioni termiche sopra la media, con un aumento di probabilità di ondate di calore prolungate ed eventi meteorologici estremi.

Dire qualcosa di più, però, ora come ora significherebbe soltanto sbilanciarsi in congetture e speculazioni. Come detto all'inizio, per ora non ci resta che aspettare il prossimo mese quando i dati saranno più precisi e potranno fornirci indicazioni più affidabili sulle conseguenze di El Niño per quest'anno e il prossimo.

Fonti
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Filippo Bonaventura
Content editor coordinator, Autore
Coordinatore editoriale di Geopop, autore di contenuti e responsabile del magazine geopop.it, dove scrivo principalmente di astronomia, spazio, fisica e meteorologia. Ho una laurea in Astrofisica, un Master in Comunicazione della Scienza alla SISSA di Trieste e in passato ho fatto divulgazione scientifica con il progetto “Chi ha paura del buio?”.
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