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14 Luglio 2026
9:00

L’eruzione di un vulcano sottomarino sconosciuto in Papua Nuova Guinea avrebbe potuto creare un’isola

Una bocca vulcanica finora sconosciuta lungo la Titan Ridge, nel Mare di Bismarck, al largo della Papua Nuova Guinea, ha dato origine due mesi fa a un'eruzione sottomarina durata alcune settimane, con emissione di vapori, cenere e pomici. L'evento ha suscitato grande interesse per la possibile nascita di una nuova isola. Oggi l'attività vulcanica è diminuita significativamente e da oltre un mese non viene più rilevata alcuna attività sismica.

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L’eruzione di un vulcano sottomarino sconosciuto in Papua Nuova Guinea avrebbe potuto creare un’isola
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Un vulcano sottomarino finora sconosciuto ha eruttato nel maggio 2026 al largo della Papua Nuova Guinea, lungo la Titan Ridge, nel Mare di Bismarck, un'area geologicamente molto complessa i cui fondali non sono ancora stati mappati in dettaglio. L'eruzione ha prodotto vapori, ceneri e pomice, osservate grazie alle immagini satellitari della NASA, suscitando l'interesse dei vulcanologi che speravano di poter assistere alla nascita di una nuova isola, avesse il vulcano continuato ad emettere materiale in superficie. Oggi, tuttavia, l’attività vulcanica nell’area è diminuita significativamente.

Le prime fasi dell'eruzione sottomarina in Papua Nuova Guinea

I primi chiari segnali di un'imminente eruzione sono arrivati l'8 maggio 2026, quando i sismometri dell'Osservatorio Vulcanologico di Rabaul, nell'East New Britain, in Papua Nuova Guinea, hanno rilevato uno sciame sismico con epicentri localizzati circa 82 km a sud dell'isola di Rambutyo. La magnitudo massima registrata è stata di circa 4 della scala Richter. In realtà, alcuni eventi sismici di minore intensità erano già stati registrati il 31 marzo e il 25 aprile dello stesso anno. Il rapido incremento del numero e della frequenza dei terremoti osservato l'8 maggio era il chiaro sintomo che l'attività vulcanica era prossima a iniziare nell'area.

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Pomice galleggiante, acqua verdastra, alterata dalla discolorazione, e pennacchio vulcanico bianco nell'immagine acquisita dal satellite Terra. Credits: NASA

Il 9 maggio i satelliti Aqua e Terra della NASA hanno immortalato fumi bianchi che si innalzavano dalla superficie dell'acqua, mentre il sensore a infrarossi del satellite PACE ha individuato una marcata discolorazione nelle acque circostanti il sito eruttivo. All'improvviso, quindi, i vulcanologi si sono trovati a confrontarsi con l'eruzione di un vulcano sconosciuto nel bel mezzo del Mare di Bismarck.

Dove si trova il vulcano sconosciuto: l’area di Titan Ridge nel Mar di Bismarck

Contrariamente a quanto si possa pensare, non tutti i fondali oceanici della Terra sono stati mappati con lo stesso livello di dettaglio. Paradossalmente, oggi disponiamo di mappe della superficie della Luna e di Marte più dettagliate di quelle di vaste porzioni dei fondali oceanici terrestri. Il Mare di Bismarck rientra proprio tra queste aree. La complessa morfologia dei suoi fondali, caratterizzati da faglie, sistemi vulcanici ed edifici di diversa natura, fosse oceaniche, scarpate, dorsali e zone di subduzione, spesso localizzati a profondità superiori ai 2.000 metri, rende infatti una mappatura ad alta risoluzione mediante sonar ancora particolarmente difficile.

Dalle immagini satellitari gli esperti sono comunque riusciti a localizzare il vulcano nella regione della Titan Ridge, una dorsale oceanica situata lungo il confine tra la Placca del Bismarck Meridionale e le microplacche circostanti. L'ultima eruzione documentata in quest'area è avvenuta nel 1972 da una bocca localizzata a circa 16 km a nord-ovest dell’attuale area eruttiva ed è durata solo 4 giorni.

La fase di picco e la potenziale nascita di una nuova isola

Tra il 10 e l'11 maggio i satelliti Sentinel-1 dell'ESA e Landsat 9 della NASA/USGS hanno immortalato l'attività vulcanica in prossimità della superficie del mare. Il 12 maggio, invece, lo strumento VIIRS (Visible Infrared Imaging Radiometer Suite), installato sul satellite Suomi NPP, ha rilevato anomalie termiche estese su una superficie di circa 7 km². Analizzando i dati, gli scienziati hanno concluso che una notevole quantità di materiale ad alta temperatura dovesse trovarsi molto vicino alla superficie marina per giustificare tali anomalie.

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Immagine con colori alterati dei pennacchi vulcanici ravvicinati e circondati dalle nuvole. L'immagine a infrarossi è stata prodotta l'11 maggio 2026. Credits: NASA.

Le immagini satellitari acquisite nei giorni successivi hanno mostrato un'intensa attività vulcanica, caratterizzata da un'ampia fascia di acqua verdastra dovuta alla discolorazione provocata dai prodotti vulcanici, da abbondanti emissioni di vapore e cenere, da estese zattere galleggianti di pomice e da un pennacchio vulcanico che si è innalzato per alcuni chilometri nell'atmosfera.

Il responsabile scientifico del Goddard Space Flight Center della NASA, Jim Garvin, ha dichiarato:

Stiamo aspettando con grande interesse di vedere se sta per nascere una nuova isola, un fenomeno che solo raramente siamo riusciti a osservare in tempo reale grazie ai satelliti.

Se l'eruzione, infatti, avesse continuato il suo sviluppo con la stessa intensità, secondo gli esperti avrebbe potuto formarsi un cono vulcanico emergente dal mare, a condizione che non fosse stato prima eroso dalle onde.

Lo stato attuale dell’attività vulcanica

Nelle settimane successive, tuttavia, l'intensità dell'attività vulcanica si è progressivamente ridotta. Tra il 21 e il 25 maggio sono diminuite sensibilmente le emissioni di vapori dalla superficie del mare, così come la quantità di pomice e cenere prodotta. Il 22 maggio è stato registrato un terremoto di magnitudo 5,7 e, tra il 22 e il 24 maggio, sono state rilevate nuove anomalie termiche superficiali, riaprendo la possibilità di una ripresa dell'attività eruttiva.

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Foto del 4 giugno 2026 che mostra una vasta area di acqua discolorata e vapore rilasciato nell'atmosfera. La pomice è visibile alla base del pennacchio. Immagine ottenuta dal satellite Landsat 8. Credits: NASA.

Tra il 25 e il 28 maggio i segnali dell'eruzione si sono ulteriormente attenuati, nonostante una modesta quantità di pomice e vapori continuava a essere prodotta. Tra il 15 giugno e il 3 luglio l'eruzione della Titan Ridge è proseguita a livelli molto bassi. Da oltre un mese non viene più rilevata alcuna attività sismica. Una modesta area di acqua discolorata continua, tuttavia, a persistere e a spostarsi verso sud e sud-ovest. Secondo gli esperti dell'Osservatorio Vulcanologico di Rabaul, al momento l'attività vulcanica sembra seguire il suo naturale decorso, riducendo le possibilità di assistere alla nascita di una nuova isola.

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