Unesco

UNESCO è l'acronimo di United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization e, in italiano, sta per Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura. È un'agenzia che fa parte delle Nazioni Unite, ha sede a Parigi e la sua attuale direttrice è Audrey Azouley.
Oggi, martedì 16 novembre, l’Organizzazione celebra l’anniversario dei 76 anni dalla sua fondazione, avvenuta ufficialmente il 16 novembre 1945, quando 41 Paesi ne firmarono l'atto costitutivo. Scopo dell’UNESCO è promuovere la cooperazione internazionale nei campi dell’educazione, della scienza e della cultura, al fine di contribuire al mantenimento della pace e della sicurezza internazionali attraverso una migliore comprensione tra le nazioni.

Scopriamone qui di seguito e più nel dettaglio la storia, gli obiettivi e le principali funzioni.

Breve storia dell'UNESCO

Le prime idee sulla fondazione di un'organizzazione internazionale e permanente in ambito culturale si fecero strada già durante la Seconda Guerra Mondiale, a partire dal principio di pace duratura tra Stati. Durante il conflitto mondiale, infatti, stava maturando l'idea che la cooperazione internazionale potesse meglio svilupparsi se focalizzata sull'istruzione, le scienze e la cultura.

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Dopo la nascita dell'ONU, quindi, tra 1 e 16 novembre 1945, fu indetta a Londra una conferenza per l’istituzione di un’organizzazione internazionale con finalità educativa e culturale. Il risultato, in effetti, fu la fondazione dell'UNESCO da parte di 41 Paesi, la cui Costituzione però entrò effettivamente in vigore solo un anno dopo. Si era stabilito, infatti, che l'Organizzazione sarebbe divenuta operativa quando almeno 20 degli Stati fondatori avessero ratificato la propria firma e questo si realizzò il 4 novembre 1946. Pian piano sempre più Stati aderirono all'UNESCO. L'Italia, in particolare, lo fece il 4 novembre 1947 e ratificò la decisione il 17 gennaio 1948.

Essendo un'organizzazione composta da Stati, l'UNESCO non è completamente libera da influenze politiche e ciclicamente viene accusata di favoritismi e poca imparzialità nelle sue decisioni e azioni. L'ultimo caso controverso, con più eco mediatica e conseguenze rilevanti, ha riguardato l'ammissione della Palestina come Stato membro dell'Agenzia nel 2011. L'evento ha scatenato forti polemiche e ha portato al ritiro di USA e Israele nel 2018. Per questo motivo l'Organizzazione attualmente conta 193 Paesi membri.

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La missione e gli obiettivi

L'UNESCO mira a favorire la cooperazione internazionale negli ambiti dell’educazione, della scienza e della cultura. L'idea, infatti, è che se i diversi Stati e popoli del mondo si comprendessero meglio sarebbe più facile mantenere la pace e la sicurezza internazionali. In questo senso, il rispetto reciproco, il concetto di uguaglianza, il ricorso al dialogo e l'impegno contro il razzismo e ogni tipo di discriminazione sono valori fondamentali dell'Organizzazione.

Oggigiorno, inoltre, ha grande rilevanza la lotta al riscaldamento globale: l’UNESCO si impegna in tal senso promuovendo i valori dello Sviluppo Sostenibile e portando avanti programmi che favoriscano la comunicazione interculturale e diffondano informazioni, tecnologie e conoscenza scientifica per combattere nel modo più integrato e condiviso possibile gli effetti dannosi dei cambiamenti climatici.

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Gli obiettivi dell'UNESCO, in particolare, sono:

  • Promuovere l'educazione e l'istruzione come diritti umani imprescindibili e come fondamenti per lo sviluppo di bambini e ragazzi.
  • Proteggere e tutelare siti di eccezionale valore, definiti Patrimoni Mondiali dell’Umanità.
  • Favorire la cooperazione scientifica per monitorare e prevenire le catastrofi ambientali e gestire le risorse idriche planetarie.
  • Proteggere la libertà di espressione come pilastro della democrazia e della dignità umana.

I Patrimoni dell'Umanità

L'UNESCO è conosciuta soprattutto per la tutela di siti dall'elevato valore comunitario e internazionale, chiamati Patrimoni dell'Umanità.
I Patrimoni dell'Umanità sono luoghi e monumenti che per la loro eccezionalità naturale, storica o artistica meritano di essere protetti, valorizzati e trasmessi intatti alle generazioni future e vengono quindi inseriti in una lista ufficiale appositamente predisposta: la World Heritage List.

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I siti sono stati censiti a partire dal 16 novembre 1972 in seguito all'adozione da parte degli Stati membri di una convenzione ad hoc, chiamata per l'appunto "Convenzione del patrimonio mondiale". Da allora l'elenco di Patrimoni si è ingrandito, arrivando a comprendere ben 1154 siti (dato del 2021). Possono aspirare a diventare Patrimoni dell'Umanità tutti quei siti a cui sia possibile attribuire un "eccezionale valore universale" e che soddisfino almeno uno di dieci precisi criteri stilati dall'UNESCO. Esempi tipici in questo senso sono il centro storico di Roma, la Statua della Libertà, la Grande Barriera Corallina australiana, l'Etna, le isole Galapagos, Machu Picchu o il geoparco di Zhangjiajie (le montagne di Avatar).

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Ogni anno un'apposita commissione dell'UNESCO si riunisce per valutare le candidature dei siti presentate dagli Stati membri l'anno precedente e seleziona quelli più meritevoli e degni di essere inseriti nella World Heritage List. Attualmente l'Italia guida la classifica con 58 siti, seguita dalla Cina (56) e dalla Germania (51). Oltre ai luoghi e ai monumenti contenuti nella World Heritage List, anche manufatti, manoscritti, documenti, tradizioni e capolavori culturali sono considerati Patrimoni dell'Umanità. A seconda della tipologia, sono contenuti all'interno del Registro della Memoria del Mondo e della lista dei Patrimoni orali e immateriali (in questo caso, tra quelli italiani troviamo ad esempio l’arte tradizionale del pizzaiolo napoletano e l'alpinismo).

Articolo a cura di
Redazione