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23 Marzo 2022
8:54

Perché Mariupol è il primo obiettivo strategico russo nella guerra in Ucraina?

Mariupol è la città più bombardata dall'inizio del conflitto in Ucraina e al momento è assediata su ogni lato dalle forze russe. Come mai è così importante a livello strategico per la Russia?

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Perché Mariupol è il primo obiettivo strategico russo nella guerra in Ucraina?
Mariupol Russia Ucraina

La guerra in Ucraina prosegue senza sosta nonostante svariati round negoziali e tentativi di arrivare a una tregua. La città che più sta pagando l'invasione russa, nonché simbolo della resistenza ucraina, è Mariupol, centro portuale della regione di Donetsk affacciato sul Mare d'Azov. La città ha rifiutato la richiesta di Putin di una resa incondizionata ed è bersaglio di continui bombardamenti, alcuni dei quali sono stati indirizzati contro edifici iconici come l'ospedale pediatrico e il teatro.

Attualmente varie zone dell'abitato sono state seriamente danneggiate o rase al suolo e nel frattempo le truppe russe proseguono la propria avanzata verso il centro città, rallentate dalla resistenza ucraina. Gli ultimi aggiornamenti danno il porto di Mariupol in mano ai russi. Il dramma principale rimane comunque la perdita di vite umane, in particolare dei civili, tra cui donne e bambini, molti dei quali rimasti a Mariupol in quanto impossibilitati a fuggire. Attualmente in città mancano cibo, acqua corrente, elettricità e riscaldamento e lo scontro si fa sempre più serrato. Ma come mai il Cremlino è così determinato a prendere Mariupol? In questo articolo vedremo l'importanza strategica della città sotto vari punti di vista.

I motivi per cui la Russia vuole conquistare Mariupol

Le ragioni per cui la presa di Mariupol è fondamentale per Putin sono molteplici e connesse tra loro.

Anzitutto conquistare la città permetterebbe alla Russia di creare un corridoio territoriale tra la penisola di Crimea, annessa al territorio russo nel 2014, e il Donbass, in particolare le Repubbliche di Donetsk e Lugansk, riconosciute ufficialmente dalla Russia come indipendenti il 21 febbraio scorso.

In secondo luogo consentirebbe a Mosca di congiungere pienamente le proprie truppe attive nell'invasione meridionale dell'Ucraina, di riorganizzarle e di spostarle su altri fronti. Nel merito, i due successivi obiettivi strategici dell'avanzata russa sarebbero verosimilmente la città di Dnipro, a nord, la cui presa renderebbe molto più facile per la Russia conquistare tutta l'Ucraina orientale, e la città di Odessa, a sud-ovest, il primo porto dell'Ucraina e la chiave sia per controllare il Mar Nero sia per espandersi fino alla Transnistria (da cui sarebbe abbastanza semplice risalire fino al cuore del Paese).

In terzo luogo, la presa di Mariupol escluderebbe definitivamente l'Ucraina dall'accesso al Mare d'Azov. Quest'ultimo diventerebbe così una sorta di mare interno russo. Mariupol, peraltro, è un porto fondamentale per l'Ucraina e la sua economia: conquistarlo farebbe cessare in prospettiva e definitivamente (come avviene già ora) l'esportazione di una grande quantità di prodotti verso il Medio Oriente e l'Europa (compresa l'Italia), tra cui grano, orzo, mais, carbone e acciaio.

Porto Mariupol

L'unificazione territoriale della Russia con il sud dell'Ucraina, quindi la creazione di un corridoio tra Crimea e Donbass, rappresenterebbe per Putin un evidente risultato da sbandierare in patria come il primo vero obiettivo raggiunto e per cui è valsa la pena entrare in guerra. Il sud dell'Ucraina, d'altra parte, è storicamente abitato da un'ampia quota di popolazione russofona (cioè che parla russo) e russofila (cioè di orientamento favorevole a Mosca) e il Cremlino potrebbe affermare di aver semplicemente tutelato gli interessi di questa parte di popolazione e di aver unificato un territorio che non aveva motivo di essere separato. Il sud dell'Ucraina, infatti, per secoli ha fatto parte dell'antico impero russo col nome di Nuova Russia (anche se non era abitato principalmente da russi, ma da rumeni e ucraini).

Ad aumentare per Putin il valore simbolico della conquista di Mariupol contribuisce la tipologia e l'estrazione di una parte dei suoi difensori. Il porto ucraino, infatti, è difeso anche dal cosiddetto Battaglione (o Brigata) Azov, una formazione paramilitare di orientamento di estrema destra e neonazista. Negli scorsi anni la Brigata è stata accusata principalmente da Mosca, ma anche da associazioni indipendenti, come Amnesty International, di aver commesso abusi e crimini di guerra durante il conflitto contro i separatisti del Donbass. Uno degli obiettivi dichiarati da Putin per giustificare l'invasione dell'Ucraina è stato proprio la "denazificazione" del Paese, anche se il Battaglione e altre frange neonaziste non rappresentano nel modo più assoluto la maggioranza del Paese. Davanti all'opinione pubblica russa, tuttavia, sconfiggere la Brigata Azov rappresenterebbe un ulteriore successo simbolico.

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Alessandro Beloli
Redattore
Viaggiare e raccontare il mondo è la mia passione: luoghi, usi e costumi, storie, geopolitica… Da bambino adoravo Piero Angela e Indiana Jones. Classe ‘88, sono laureato in Scienze Geografiche e prima di Geopop ho lavorato per lo sviluppo di progetti socio-ambientali, scritto un romanzo di viaggio, insegnato Geografia, Storia e Lettere alle superiori e fatto divulgazione su YouTube e RaiGulp.
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