23 Novembre 2023
16:13

Presidenti e padrini: cosa sono gli Stati mafia e quali Paesi sono stati considerati tali

Le mafie possono comprare gli Stati. Quando succede, diventa impossibile distinguere tra crimine e governo. Ecco perché gli Stati mafia spaventano la comunità internazionale.

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Presidenti e padrini: cosa sono gli Stati mafia e quali Paesi sono stati considerati tali
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Quando il governo di un Paese opera tramite legami con un'organizzazione criminale, o le sue figure istituzionali più prominenti sono coinvolte in attività criminali, si parla di Stato mafia. L'origine di questo concetto risale alla diffusione della globalizzazione, che portò i gruppi criminali a diventare così ricchi e violenti da assumere rilevanza geopolitica. In effetti, queste organizzazioni possono comportarsi come se fossero veri e propri Stati, offrendo servizi, governando territori, addirittura facendo delle guerre con gli stessi strumenti degli eserciti.

Le mafie e i cartelli della droga in America Latina o nel Sud-est Asiatico sono quindi diventati dei veri e propri attori geopolitici. Studiando gli effetti delle azioni dei gruppi criminali alcuni studiosi hanno notato anche che queste organizzazioni non sempre lottavano contro le istituzioni degli Stati, perché riuscivano a controllarle. Non solo: in alcuni casi erano proprio i funzionari di quelle istituzioni incaricate di combattere il crimine ad agire come criminali. Per questo motivo si è cominciato a parlare di “Stati mafia”.

Cos’è uno Stato mafia

Uno Stato è considerato uno “Stato mafia” quando le istituzioni che lo governano sono legate a grandi gruppi criminali oppure sono esse coinvolte in attività come il traffico di droga o il contrabbando. Moises Naim, uno dei primi studiosi a usare questa espressione, spiega così come funzionano gli Stati mafia:

Negli Stati mafia i responsabili del governo arricchiscono sé stessi, le loro famiglie e i loro amici mentre sfruttano i soldi, la forza, l’influenza politica e le connessioni globali dei grossi gruppi criminali per rafforzare ed espandere il loro potere.

Il termine “mafia”, in questa espressione, viene usato in modo generico per parlare di un qualsiasi gruppo criminale. Per essere uno Stato mafia, uno Stato non deve infatti essere necessariamente controllato da uno dei gruppi criminali italiani.

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Quali Paesi sono stati considerati Stati mafia

Diversi Paesi sono stati considerati come Stati mafia. Vediamoli insieme.

  • Guinea-Bissau: nel 2013 il Paese dell'Africa occidentale venne considerato uno Stato mafia dopo che il capo della sua marina venne arrestato per coinvolgimento nel traffico di droga.
  • Kosovo: nel 2011 l’europarlamentare Pino Arlacchi (studioso di mafie) lo definì uno Stato mafia per il presunto coinvolgimento del Primo Ministro kosovaro, Hashim Thaci, nel traffico di eroina.
  • Svizzera: nel 2010 Muhammar Gheddafi (storico presidente della Libia) descrisse il Paese europeo come uno Stato mafia perché «coinvolta nel riciclaggio di denaro, negli assassinii e nel terrorismo».
  • Malta: Dopo l’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia, John Benton, ex capo dell’agenzia anticorruzione del Regno Unito, aveva definito Malta uno Stato mafia a causa del presunto legame tra il Primo ministro maltese e alcuni gruppi criminali.
  • Siria: di Bashar Al-Assad è stata definita come uno Stato mafia a causa del coinvolgimento del fratello di Al-Assad nel traffico di Captagon.
  • Russia: il dissidente russo Aleksandr Litvinienko usò questa espressione per descrivere il governo di Vladimir Putin. Secondo alcuni diplomatici americani, per esempio, sarebbe stato proprio Litvinienko il primo a usare l'espressione “Stato mafia”.
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Vladimir Putin.

Come si vede in questo elenco, definire uno Stato mafia è molto difficile. Questo per almeno due motivi: il primo è che spesso basta solo il sospetto del coinvolgimento dei governi di questi paesi in fatti criminali per usare questo marchio. Il secondo, è che l’uso della parola “mafia” è spesso usato in modo generico e dispregiativo per ragioni politiche. Insomma, l’espressione “Stato mafia” ha gli stessi problemi di quella di stato fallito, è spesso influenzata dallo sguardo di chi la usa.

I rischi geopolitici legati agli Stati mafia

Proprio come succede per gli Stati falliti, gli Stati mafia destano preoccupazioni da un punto di vista geopolitico. Inizialmente, le organizzazioni criminali non erano studiate in geopolitica perché considerate come problemi interni ai singoli Paesi, ma adesso la loro minaccia a livello internazionale viene presa seriamente. Di seguito presentiamo i maggiori timori destati dagli Stati mafia.

  • Visto che gli Stati mafia spesso prosperano grazie al narcotraffico, le loro azioni possono danneggiare altri Stati favorendo il traffico di droga e creando anche crisi sanitarie al loro interno.
  • Gli Stati mafia potrebbero “infettare” il sistema internazionale bloccando le organizzazioni internazionali incaricate del contrasto al crimine.
  • La presenza degli Stati mafia aggrava alcune storture del sistema economico mondiale. Infatti, gli Stati mafia vogliono un’economia mondiale più opaca in cui sia più semplice sfruttare le cosiddette “zone grigie” e i più deboli per i propri fini. Proprio come avviene negli Stati falliti, anche negli Stati mafia le violazioni dei diritti umani sono all’ordine del giorno.
  • Infine, la lotta contro il crimine organizzato si basa sulla cooperazione tra i governi e le forze di polizia di Paesi diversi, ma se alcuni governi sono assoggettati al crimine questa cooperazione non può essere portata avanti.
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