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2 Giugno 2024
6:00

Quali sono e cosa affermano i 12 principi fondamentali della Costituzione italiana

I Padri costituenti stabilirono nei 12 principi fondamentali della Costituzione i valori sui quali si fonda la Repubblica italiana. Lo scopo era garantire libertà e democrazia agli italiani dopo venti anni di dittatura.

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Quali sono e cosa affermano i 12 principi fondamentali della Costituzione italiana
12 principi fondamentali costituzione italiana

La Costituzione italiana si apre con 12 articoli, chiamati principi fondamentali, che enunciano i valori sui quali si fonda la Repubblica. Non sono misure legislative, ma enunciati di carattere generale ai quali si ispirano le leggi ordinarie.

Tra i principi fondamentali affermati dalla Costituzione figurano la forma repubblicana e l’ordinamento democratico dello Stato (art. 1), la centralità del lavoro per il progresso della società (artt. 1 e 4), la solidarietà sociale (art. 2), l’uguaglianza dei cittadini (art. 3). I principi fondamentali garantiscono anche le autonomie locali (art. 5), la tutela delle minoranze (art. 6), la laicità dello Stato e la libertà di culto (artt. 7 e 8), la promozione della cultura (art. 9); stabiliscono che i rapporti internazionali sono improntati all'internazionalismo e al ripudio della guerra (art 10 e 11).

Per comprendere i principi fondamentali, bisogna tenere conto del contesto nel quale furono scritti: l’Italia era appena uscita dalla ventennale dittatura fascista, che si era caratterizzata per la soppressione della libertà e per gli abusi delle autorità politiche. I Padri costituenti, che avevano partecipato alla resistenza contro il fascismo, vollero fondare uno Stato democratico e tutelare la libertà degli italiani.

Va ricordato anche che la nostra Costituzione è rigida (non si può modificare con leggi ordinarie), lunga (si occupa di numerosi campi della vita sociale), votata (dai Padri costituenti eletti dai cittadini), democratica, programmatica (nel senso che "programma" come deve essere la nostra Repubblica), compromissoria (cioè nata dal compromesso tra diverse forze politiche).

Articoli 1, 2 e 3: democrazia, lavoro, solidarietà e uguaglianza 

Leggiamo e commentiamo i primi tre articoli e principi fondamentali della Costituzione italiana:

Art. 1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

L’articolo uno è certamente il più noto e citato. Sancisce che l’Italia ha forma istituzionale repubblicana, come deciso dai cittadini al referendum del 2 giugno 1946, e riconosce la centralità del lavoro per il progresso della società. Inoltre, stabilisce che l’Italia è un Paese democratico e che i cittadini sono detentori della sovranità. Tuttavia, la sovranità popolare non è assoluta e le scelte dei cittadini non possono violare i principi stabiliti dalla Costituzione.

Prima seduta dell'Assemblea Costituente
Prima seduta dell’Assemblea Costituente

Art. 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

I cittadini italiani sono dotati di diritti e doveri, che la Costituzione precisa negli articoli 13-54. L’essere umano non è inteso solo come individuo in senso astratto, ma anche come soggetto che fa parte di formazioni sociali (per esempio, gli impiegati di un ufficio, i membri di un’associazione, i fedeli di una religione ecc.). L’articolo stabilisce un principio solidarista: ciascuno deve fare la sua parte per il progresso della società.

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

L’articolo tre, secondo alcuni giuristi, ha più importanza persino dell’articolo uno. L’articolo stabilisce l’uguaglianza di tutti di fronte alla legge, sottolineando che essa non deve essere solo formale, ma sostanziale. Non basta affermare che tutti sono uguali, ma lo Stato deve garantire parità di opportunità nell’accesso al lavoro, alla vita politica ecc., al povero come al ricco, indipendentemente dalle condizioni di ciascuno. Naturalmente, è discutibile se e in che misura l’art. 3 trovi applicazione.

Articoli 4, 5 e 6: lavoro, decentramento, minoranze

Gli articoli 4, 5 e 6 si occupano del lavoro, che è considerato sia un diritto, sia un dovere dei cittadini; del decentramento amministrativo, che è regolato dal successivo Titolo V della Costituzione; della tutela delle minoranze linguistiche, come quella tedesca in Alto Adige e quella slovena in Friuli.

Le minoranze linguistiche in Italia (credits Alessio Cimarelli)
Le minoranze linguistiche in Italia (credits: Alessio Cimarelli)

Articoli 7 e 8: religione

Gli articoli 7 e 8 sono relativi alla religione. L’articolo 7 dichiara che lo Stato e la Chiesa cattolica sono indipendenti l’uno dall’altro, sancendo, in tal modo, che l’Italia è uno Stato laico. L’articolo, inoltre riconosce i Patti Lateranensi, firmati nel 1929, come base dei rapporti tra Stato e Chiesa. I patti furono riformati nel 1984, senza che questo comportasse di apportare modifiche alla Costituzione. L’articolo 8 garantisce la libertà di culto: nel nostro Paese, ciascuno può professare la religione che preferisce.

La firma del nuovo concordato nel 1984
La firma del nuovo concordato nel 1984

Articolo 9: cultura

L’articolo 9 dichiara che la Repubblica tutela e promuove la cultura, la ricerca scientifica e il patrimonio storico del Paese. Nel 2022 è stato aggiunto un comma in merito alla tutela l’ambiente. L’aggiornamento è stato necessario perché, quando fu scritta la Costituzione, i danni ambientali erano molto meno gravi di quelli attuali e l’ambientalismo non era avvertito come un’esigenza.

Articoli 10 e 11: rapporti internazionali

Gli articoli 10 e 11 sono relativi ai rapporti internazionali. L’articolo 10 riconosce il diritto di asilo agli stranieri: se una persona rischia di subire persecuzioni nel suo Paese (per esempio perché c’è la guerra o una dittatura), ha il diritto di vivere in Italia.

L’articolo 11 si sofferma invece sui rapporti con gli altri Stati. Anzitutto, enuncia un principio pacifista: «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali». Se si considera che la Costituzione fu scritta poco dopo la Seconda Guerra Mondiale, si evince come i Padri costituenti considerassero la pace un’esigenza imprescindibile.

L’articolo, inoltre, stabilisce che l’Italia intende aderire agli organismi sovranazionali, accettando di limitare la propria sovranità per adeguarsi ai principi stabiliti congiuntamente in campo internazionale. Non a caso, nel corso degli anni l’Italia ha sottoscritto numerose convenzioni dell’ONU e si impegna a rispettarle (per esempio, ha accettato di non costruire bombe nucleari). Inoltre, ha ceduto una quota di sovranità su diverse materie all’Unione Europea.

Bandiera dell'Onu
Bandiera dell’Onu

Articolo 12: bandiera

L’ultimo articolo dei principi fondamentali stabilisce che la bandiera nazionale è il tricolore bianco rosso e verde, cioè la vecchia bandiera del Regno d’Italia senza lo stemma dei Savoia al centro.

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