28 Novembre 2023
11:54

Quando la strada passa sotto l’acqua: il Veluwemeer Aqueduct, il “ponte alla rovescia” nei Paesi Bassi

Sopra passano le navi e sotto le macchine: è l'idea alla base del Veluwemeer Aqueduct, il “ponte alla rovescia” che collega la più grande isola artificiale al mondo alla terraferma olandese. Scopriamo le sue caratteristiche e la ragione per cui si trova proprio nei Paesi Bassi.

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Quando la strada passa sotto l’acqua: il Veluwemeer Aqueduct, il “ponte alla rovescia” nei Paesi Bassi
aquaduct Veluwemeer

Il Veluwemeer Aqueduct è un'opera situata nella città di Harderwijk, nei Paesi Bassi, che non a caso sono uno dei luoghi in cui è nata l'ingegneria idraulica. È molto più di un semplice ponte: questa sfida ingegneristica infatti è un acquedotto navigabile in grado di far fluire l'acqua sopra il manto stradale – nello specifico, della strada N302. Questa struttura, completata nel 2002, è lunga 25 metri, larga 19 e profonda 3 e collega la più grande isola artificiale del mondo, Flevoland, al resto del paese, attraversando il lago Veluwemeer.

L'opera consente il passaggio di circa 28.000 veicoli al giorno sotto il lago permettendo al tempo stesso la navigazione di imbarcazioni a basso pescaggio senza fare uso di ponti levatoi o altre soluzioni che interromperebbero il flusso del traffico. La struttura è dotata anche di passerelle pedonali e piste ciclabili. Questo tipo di soluzione ha il pregio di ridurre al minimo l'impatto ambientale in una zona ricca di riserve naturali. Tutto questo, inoltre, è stato possibile con un costo limitato: 53 milioni di dollari, decisamente inferiore a quanto sarebbe stato necessario spendere per un tunnel sotterraneo o un ponte tradizionale.

I polder di Flevoland

Il Veluwemeer Aqueduct ha come scopo collegare l'isola di Flevoland con il resto del Paese. Si tratta di un'isola nata grazie alla tecnica del poldering, un'antica pratica di bonifica delle terre utilizzata nei Paesi Bassi fin dai tempi antichi. Questa bonifica delle terre consente di ottenere artificialmente un'area di terreno dal mare, da laghi o da fiumi. L'acqua viene drenata fino al prosciugamento della zona d'interesse rendendola adatta all'agricoltura e all'insediamento umano. Da qui deriva anche il nome Paesi Bassi, visto che gran parte del territorio si trova al di sotto del livello del mare.

polder olanda

Flevoland è costituita da due polder principali: Flevopolder e Noordoostpolder. Il progetto di bonifica di queste terre è iniziato nel 1920 e terminato solo dopo la Seconda guerra mondiale. La creazione del Veluwemeer Aqueduct è stata una tappa importante nello sviluppo e nell'interconnessione di questa regione con il resto del paese.

La costruzione del Veluwemeer Aqueduct

Realizzare questo acquedotto è stata una sfida complessa che ha richiesto un'attenta e fondamentale pianificazione. Il motivo è molto semplice: avendo una funzione strategica per il Paese bisognava progettare una struttura in grado di garantire un traffico continuo sia delle imbarcazioni che dei veicoli stradali. Per tale motivo furono scartati ponti levatoi, normali ponti o anche un eventuale tunnel, risultati troppo costosi e con lunghi tempi di costruzione.

Bonifica

Prima di iniziare la costruzione, il sito doveva essere preparato adeguatamente. Questo includeva la bonifica dell'area circostante e l'isolamento del cantiere dal resto del lago utilizzando una tecnica di cofferdam (ovvero del cassone). La cofferdam è una sorta di recinzione a tenuta idraulica che permette di pompare al di fuori l'acqua, creando un ambiente di lavoro asciutto e consentendo di assemblare quelli che sono dei segmenti prefabbricati o gettare direttamente in opera il calcestruzzo utilizzato per realizzare le fondazioni.

Sono stati realizzati dei pilastri in cemento armato ai lati della strada, con pali d'acciaio sotterranei. Una volta completati i lavori di fondazione è iniziata la costruzione della struttura dell'acquedotto. Partendo dalla costruzione dei pilastri e realizzando successivamente l'impalcato del ponte in cemento armato.

cofferdam
Illustrazione del processo di cofferdam.

La realizzazione dei cancelli idraulici

Una delle sfide principali della costruzione dell'acquedotto consisteva nel permettere il controllo del flusso d'acqua sopra la strada, mantenendo al contempo la sicurezza e la stabilità della struttura, evitando dunque infiltrazioni e inondazioni.

Per questo motivo sono stati realizzati dei cancelli idraulici e innovativi sistemi di regolazione dell'acqua, consentendo anche il passaggio sicuro di barche e navi. Sono stati condotti test e ispezioni completi per garantire la sicurezza e la funzionalità dell'acquedotto. Questa attenta sequenza ha assicurato un'interruzione minima sia del trasporto acqueo che di quello terrestre.

Un aspetto fondamentale per la sua realizzazione è stato il principio di Archimede, il quale stabilisce che un corpo immerso in un fluido subisca una spinta dal basso verso l'alto pari al peso del liquido spostato. In parole povere, quando la nostra nave galleggia sta esercitando una forza verso il basso (forza di gravità) compensata dalla spinta verso l'alto (spinta di Archimede). Durante il transito, sposta un volume d'acqua equivalente al peso della barca verso le estremità del ponte, consentendo così alla struttura di sopportare anche le barche che attraversano il ponte, poiché il peso totale rimane invariato.

I materiali usati

La costruzione dell'acquedotto ha richiesto circa 22.000 metri cubi di cemento, più palancole in lamiera d'acciaio, ovvero componenti capaci tramite un incastro verticale di creare una parete continua capace di contenere il peso dell'acqua prevenendo infiltrazioni e fuoriuscita di sedimenti.

palancole
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