Lo sport fa parte della nostra vita. Tre anni fa è stato introdotto nella Costituzione italiana all'articolo 33: "La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme". Dalle ultime rilevazioni ISTAT, sono più di 21 milioni e 500.000 le persone che nel nostro Paese praticano uno o più sport nel tempo libero (il 37,5% della popolazione, dato in crescita negli ultimi trenta anni del 6,6%). È un settore che rappresenta nel suo complesso (tra ricavi diretti e indiretti) l'1,5% del PIL, ovvero 32 miliardi di euro con 420mila occupati. Ma quanto costa iniziare a fare sport da bambini e che impatto ha sulle famiglie?
I costi medi annui in base allo sport: nuoto e tennis i più onerosi
Secondo l'ISTAT lo sport più praticato attualmente in Italia risulta essere la ginnastica, che include anche fitness e cultura fisica, con il 33,1% dei praticanti, quasi un terzo del totale. Segue il calcio, scelto dal 20,3% degli sportivi. Al terzo posto si posizionano gli sport acquatici con il 18,7% dei praticanti. In base ai dati di tesseramento federale, ovvero su report ufficiali di federazioni e Sport e Salute, il calcio si posiziona al primo posto (1,5 milioni di tesseramenti), davanti a tennis e padel (1,15 milioni) e pallavolo (320mila).
Ma quanto costa far fare sport ai propri figli? La risposta a questa domanda ce la fornisce Federconsumatori con la sua ultima indagine sui praticanti minori di 14 anni datata 2023. Dal monitoraggio emerge che le attività più costose, prendendo in esame il costo del corso – con frequenza media di due volte a settimana – e dell’attrezzatura, sono il nuoto (con un esborso complessivo di 1.054 euro l'anno), il tennis (962 euro, di cui circa un terzo in attrezzatura – il dato più alto in questa categoria) e il calcio (910 euro). A tali importi vanno aggiunte le spese di iscrizione che, a seconda del centro sportivo, possono variare mediamente dai 35 ai 150 euro. Ecco la panoramica completa:
Quanti minorenni praticano sport in Italia e chi può accedere ad agevolazioni
A praticare sport sono più di 5 milioni di minorenni tra i 3 e i 17 anni, di cui il 75,6% tra gli 11 e i 14 anni. Dai dati ISTAT sulla pratica sportiva emerge inoltre che un minore su tre (33,7%) tra 6 e 10 anni si allena tre o più volte a settimana; con la stessa frequenza pratica sport anche oltre la metà dei più grandi, tra 11 e 14 anni (51,4%). Chi invece non fa sport dichiara di non farlo soprattutto per mancanza di interesse e di tempo, ma pesa anche la quota di chi rinuncia per motivi economici (10,9% tra 6-10 anni; 11,3% tra 11 e 14 anni).
Al fine di agevolare la diffusione dell’attività sportiva tra i ragazzi e per facilitare le famiglie con le spese da sostenere, il Governo mette a disposizione una detrazione fiscale pari al 19% per tutti i costi relativi alla pratica svolta dai ragazzi di età compresa tra i 5 e i 18 anni. Il massimo detraibile è di 210 euro per i titolari di reddito complessivo fino a 120.000 euro. La quota decresce gradualmente fino ad azzerarsi nel caso in cui il reddito della famiglia risulti essere pari o superiore a 240.000 euro. In base al rapporto annuale sulle spese fiscali, redatto dalla Commissione per le Spese Fiscali del Ministero dell’Economia e delle Finanze, nel solo 2024 sono stati 1,62 milioni i contribuenti italiani che hanno avuto accesso alla detrazione. Inoltre, durante l'attuale legislatura è stato creato un fondo da 2 milioni di euro per l’anno 2027, con finalità analoghe (contributi per le spese di iscrizione e frequenza ad attività sportive dilettantistiche), anche se con presupposti diversi come l’età dei beneficiari e l’Isee familiare (minori di 18 anni con ISEE inferiore a 20mila euro).
