
Alle 10:57 di oggi, mercoledì 12 agosto 2026, una nuova scossa di terremoto è stata registrata al largo della costa toscana settentrionale, in un'area compresa tra le province di Livorno, Pisa e Massa-Carrara. Secondo i dati ufficiali dell'INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), localizzati e successivamente rivisti dalla Sala Sismica INGV di Roma, il terremoto ha avuto magnitudo ML 3.7, con epicentro davanti a Marina di Pisa, a 15 km a nord-ovest di Livorno (159.000 abitanti) e 18 km a ovest di Pisa (circa 89.000 abitanti) e ad una profondità di 9 km. Allargando il raggio, la scossa rientra comunque nel bacino di città più popolose come Viareggio, Lucca, Massa, Carrara, La Spezia, Pistoia, Prato e, più distanti, Firenze e Siena. Appena due minuti e mezzo dopo, alle 10:59, l'INGV ha registrato una seconda scossa nella stessa area, di magnitudo 2.2 e una profondità maggiore, pari a 20 km.
Le coordinate dell'epicentro si trovano sostanzialmente al largo, tra il litorale livornese e quello pisano, nella stessa fascia costiera già interessata da un altro evento sismico rilevante nelle scorse settimane. Al momento della pubblicazione, l'INGV non riporta segnalazioni ufficiali di danni a cose o persone. Chi ha percepito la scossa può comunque contribuire alla mappatura del risentimento sismico compilando il questionario "Hai sentito il terremoto?" messo a disposizione dall'Istituto.

Solo otto giorni fa, il 4 agosto 2026, la stessa fascia costiera toscana era stata scossa da un terremoto di magnitudo 4.3 con epicentro a 7 km da Pisa, nei pressi di Marina di Pisa e Calambrone, seguita poche ore dopo da una replica di magnitudo 3.2. In quell'occasione la scossa era stata avvertita distintamente in città, con numerose chiamate ai Vigili del Fuoco, pur senza causare danni.
La vicinanza geografica tra i due eventi è compatibile con l'attività di un sistema di faglie attivo lungo la costa toscana settentrionale. Secondo la mappa di pericolosità sismica nazionale dell'INGV, l'area dell'epicentro ricade in una delle fasce a pericolosità relativamente più bassa della Toscana, valori che invece salgono sensibilmente spostandosi verso l'entroterra, in direzione dell'Appennino tosco-emiliano.
