0 risultati
video suggerito
video suggerito
14 Giugno 2026
6:00

La vera storia di Ernesto Che Guevara: il rivoluzionario che trasformò la lotta in un mito mondiale

Ernesto “Che” Guevara (1928-1967) fu medico, rivoluzionario e simbolo di libertà. Dopo aver conosciuto le ingiustizie sociali in America Latina, si unì a Fidel Castro nella Rivoluzione cubana, lasciò poi Cuba per sostenere altre rivoluzioni e morì in Bolivia, diventando un mito mondiale.

Ti piace questo contenuto?
La vera storia di Ernesto Che Guevara: il rivoluzionario che trasformò la lotta in un mito mondiale
Ministro dell'Industria (Wikimedia Commons)
Ernesto “Che” Guevara. Credit: via Wikimedia Commons

Ernesto “Che” Guevara è stato un celeberrimo rivoluzionario, uomo politico e intellettuale. Nato il 14 giugno 1928 a Rosario, in Argentina, da giovane studiò medicina ed ebbe l'occasione di effettuare numeri viaggi, maturando convinzioni politiche antiimperialiste e di sostegno delle fasce più povere della popolazione. Nel 1955 conobbe Fidel Castro e negli anni seguenti prese parte alla Rivoluzione cubana (1953-1959) di cui divenne uno dei leader , mettendosi in luce per le sue abilità di comandante. Dopo la Rivoluzione ricoprì importanti incarichi politici, ma nel 1965 decise di lasciare Cuba per prendere parte a moti rivoluzionari e operazioni di guerriglia in altri Paesi. Nel 1967, mentre guidava la guerriglia contro il governo della Bolivia, fu catturato e ucciso. Dopo la morte è divenuto un mito in tutto il mondo.

Ernesto prima del “Che”: gioventù, asma e viaggi

Ernesto Guevara de la Serna nacque a Rosario, in Argentina, il 14 giugno 1928 da una famiglia della media borghesia. Quando aveva tre anni gli fu diagnosticata l’asma, che lo avrebbe afflitto per tutta la vita. Sin da giovane dedicò molto tempo allo studio e nel 1948 si iscrisse alla facoltà di medicina dell’Università di Buenos Aires, alternando però l'istruzione alla sua grande passione: i viaggi in motocicletta. Nel 1950 percorse le strade dell’Argentina settentrionale e due anni più tardi intraprese il suo viaggio più famoso: partì insieme all’amico Alberto Granado a bordo di una vecchia motocicletta, soprannominata la Poderosa II, e visitò diversi Paesi latinoamericani: Cile, Peru, Colombia, Panama, Ecuador, Venezuela.

Guevara e Granado nel 1952 (Wikimedia Commons)
Guevara e Granado nel 1952. Credit: via Wikimedia Commons

Nel corso del viaggio venne a conoscenza delle terribili condizioni sociali ed economiche delle fasce più povere della popolazione, maturando convinzioni politiche marxiste e antimperialiste. Nel 1953, rientrato in Argentina, si laureò in medicina.

L’incontro con Fidel Castro in Messico

Dopo aver conseguito la laurea, Guevara si mise nuovamente in viaggio, raggiungendo diversi Paesi dell’America meridionale e centrale: Bolivia, El Salvador, Haiti, Panama, Nicaragua. Nel 1953 giunse in Guatemala, dove conobbe la militante socialista Hilda Gadea, che sarebbe diventata la sua prima moglie. Nel giugno del 1954 assistette al colpo di stato contro il governo di Jacobo Arbenz. Il presidente aveva promosso una riforma agraria, ledendo gli interessi della potentissima United Fruit Company, azienda statunitense che possedeva enormi estensioni di terreno in Guatemala; l’amministrazione degli Stati Uniti aveva perciò organizzato il golpe, sostituendo Arbenz con un uomo sottomesso ai suoi voleri. Il colpo di Stato consolidò le convinzioni antimperialiste di Guevara, che lasciò il Guatemala e si trasferì in Messico.

Con Hilda Gadea in Messico (Wikimedia Commons)
Con Hilda Gadea in Messico. Credit: via Wikimedia Commons

Nella capitale messicana entrò in contatto con gli esuli cubani, guidati da Fidel Castro, che stavano organizzando una rivoluzione nel loro Paese. Guevara si unì subito a loro. Nel 1956 fu incarcerato per quasi due mesi, ma in seguito fu liberato e riprese il suo posto nel movimento. I ribelli cubani, con i quali entrò subito in sintonia, lo soprannominarono “Che”, a causa dell’intercalare che usava per richiamare l’attenzione.

Che Guevara durante la Rivoluzione cubana: guerrigliero e ministro

Nel novembre del 1956 i rivoluzionari, tra cui Guevara, partirono dal Messico a bordo del piroscafo Granma. Sbarcati a Cuba, stabilirono il quartier generale nella Sierra Maestra, una catena montuosa nella parte orientale dell’isola, conducendo attacchi contro le forze armate del governo. Guevara, pur essendosi aggregato al gruppo come medico, assunse presto l’incarico di comandante di una colonna. Nel 1958 guidò i suoi uomini alla conquista di Santa Clara, una città situata nella parte centrale di Cuba. La conquista di Santa Clara fu l’atto finale della rivoluzione: il presidente, Fulgencio Batista, fuggì all’estero e Fidel Castro prese il potere.

Con Fidel Castro (in piedi) e altri sulla Sierra Maestra
Con Fidel Castro (in piedi) e altri sulla Sierra Maestra

Che Guevara assunse un ruolo di primo piano nella nuova classe dirigente cubana. Si occupò per alcuni mesi dei processi contro gli esponenti del regime di Batista, disponendo anche condanne a morte. Il suo ruolo di “giudice” ha suscitato alcune polemiche, sebbene, secondo i biografi, Guevara non fece condannare alcun innocente. Nello stesso periodo divorziò da Hilda Gadea e sposò Aleida March, dalla quale ebbe quattro figli. Nel 1960 partecipò ai funerali delle vittime dell’esplosione della nave La Coubre – provocata, secondo Castro, da un attentato organizzato dalla Cia – e in quella occasione il fotografo Albert Korda gli scattò la sua fotografia più nota, Guerrillero Heroico.

La foto di Korda (Wikimedia Commons)
Guerrillero Heroico. La foto scattata da Korda. Credit: via Wikimedia Commons

Negli anni successivi, Guevara effettuò diversi viaggi all’estero in rappresentanza del governo cubano e fu al fianco di Castro nella lotta per il consolidamento della rivoluzione. Nel 1962 ebbe un ruolo importante anche in merito allo schieramento di missili sovietici a Cuba, che provocò una pericolosa crisi internazionale.

Nello stesso periodo assunse importanti incarichi di carattere economico: fu presidente della banca nazionale tra il 1959 e il 1961 e ministro dell’industria dal 1961 al 1965. In questa veste promosse un programma per l’industrializzazione di Cuba, che però si rivelò fallimentare.

Dal punto di vista ideologico, Che Guevara era comunista: seguiva un'ideologia marxista-leninista, che però interpretava alla luce della situazione politica della seconda metà del Novecento e della Guerra fredda. Comunismo, per Guevara, significava principalmente lotta contro l'imperialismo degli Stati Uniti.

Le esperienze successive: il Congo e la morte in Bolivia

Guevara non era fatto per fare il ministro: nel 1965 prese congedo da Castro con una celebre lettera, nella quale dichiarò che lasciava Cuba per andare a combattere in altri Paesi. Riteneva infatti che fosse necessario creare molti focolai rivoluzionari per sconfiggere l’imperialismo e liberare i popoli dal giogo dell’oppressione. Scomparve così dalla scena pubblica e si trasferì in Africa, nel Congo, partecipando alla fallita rivoluzione contro il regime. In seguito visse clandestinamente in Tanzania, Cecoslovacchia e Germania Est.

In Congo nel 1965 (Wikimedia Commons)
In Congo nel 1965. Credit: via Wikimedia Commons

Nel 1967 si unì al movimento rivoluzionario che in Bolivia aveva preso le armi contro il governo di René Barrientos. Fu la sua ultima rivoluzione: l'8 ottobre di quell'anno, tradito dai contadini che voleva liberare, fu catturato insieme ad altri ribelli dall’esercito governativo boliviano, affiancato dalla CIA, e il giorno successivo fu giustiziato a La Higuera. Il cadavere fu seppellito in una fossa comune.

Il mito di Che Guevara

La morte di Che Guevara fu annunciata pubblicamente da Fidel Castro il 15 ottobre 1967. Da allora, il guerrigliero è diventato un mito non solo a Cuba, ma in tutto il mondo. Il suo spirito rivoluzionario e la sua capacità di rinunciare alla comoda vita di ministro per andare a combattere a sostegno la libertà dei popoli hanno suscitato grande entusiasmo nei movimenti progressisti di tutto il mondo. In alcuni casi, persino i gruppi di estrema destra hanno mostrato di apprezzare la sua figura.

Mausoleo a Santa Clara
Mausoleo a Santa Clara.

Gli scritti di Che Guevara, tra i quali i diari tenuti durante le operazioni di guerriglia e durante i viaggi, sono tradotti in numerose lingue. L’effige del guerrgliero e lo slogan Hasta la victoria siempre!, con il quale talvolta chiudeva lettere e discorsi, sono riprodotti in tutto il mondo e la foto Guerrillero Heroico è, quasi certamente, l'immagine più riprodotta della storia. Il marketing che sfrutta l'immagine di Che Guevara è per certi aspetti paradossale: un nemico del capitalismo è diventato oggetto di una operazione commerciale su vasta scala.
Fatto sta che dal 1997, Guevara ha anche una tomba: il cadavere fu ritrovato in Bolivia e traslato a Cuba insieme a quello di alcuni compagni, per essere seppellito a Santa Clara nel memoriale eretto in suo onore negli anni '80.

Fonti
Sergio Dalmasso, Ernesto Che Guevara Quaderno Cipec n. 58, 2017.
Sfondo autopromo
Cosa stai cercando?
api url views