
Una tempesta geomagnetica di categoria G3, classificata come “forte” (su una scala che va da G1 a G5) potrebbe interessare la Terra tra oggi, 4 giugno, e domani, 5 giugno 2026. A confermarlo è lo Space Weather Prediction Center del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) sulla base di tre espulsioni di massa coronale (CME, Coronal Mass Ejection) partite dalla regione di macchie solari AR4455 lo scorso 2 giugno.
Al momento i modelli previsionali del NOAA indicano la possibilità che le tre espulsioni coronali si fondano appena prima di raggiungere la Terra, con l'ultima che, pur essendo partita più tardi, si muove più rapidamente: se così fosse, l'arrivo combinato potrebbe dare vita a quella che viene definita una “tempesta cannibale”.
Nonostante la classificazione come “forte”, comunque, non c'è alcun motivo di allarmarsi. Gli effetti (come possibili disturbi alle reti elettriche o all'operatività dei satelliti) saranno con ogni probabilità limitati e temporanei, mentre resta incerta la possibilità di osservare aurore boreali alle nostre latitudini.
Le previsioni per questo tipo di fenomeni, tuttavia, sono piuttosto complesse e non è detto che si rivelino corrette: non ci resta quindi che attendere e vedere se saremo fortunati!
Cosa ha provocato la possibile tempesta geomagnetica: le previsioni del NOAA
Nei giorni scorsi la regione attiva AR4455, un gruppo di macchie solari visibile nell'immagine qui sotto, ha generato diversi brillamenti solari, ovvero delle improvvise liberazioni di energia (prima immagazzinata nel campo magnetico del Sole) sotto forma di radiazione elettromagnetica.

In particolare, è stato registrato un brillamento di classe X1.0 (la classe più elevata), preceduto da altri brillamenti di minore intensità, di classe M9.3 e M7.7. Sono stati proprio questi brillamenti ad aver prodotto tre espulsioni di massa coronale, cioè delle espulsioni esplosive di plasma solare (e del suo campo magnetico) dal Sole.
Sulla base di tutti questi dati, il NOAA ha quindi emesso un avviso per tempesta geomagnetica di classe G3 per le giornate del 4 e 5 giugno: secondo le previsioni dell'Agenzia USA, la tempesta geomagnetica potrebbe arrivare sulla Terra intorno alle 21:00 (ora italiana) del 4 giugno.
Tra l'altro il NOAA, nel suo bollettino, parla esplicitamente di un possibile “arrivo combinato” delle tre espulsioni di massa coronale. È proprio questo lo scenario alla base di quella che viene chiamata “tempesta cannibale”: quest'ultima, infatti, si verifica quando una CME, magari partita più tardi, riesce a raggiungere una o più CME precedenti, finendo per “inglobarle”. In questo modo, la “forza” combinata delle espulsioni coronali colpisce il nostro pianeta, con la possibilità di una tempesta geomagnetica più intensa di quanto si avrebbe con una singola CME.
Va detto, comunque, che le tempeste “cannibali” non sono così rare nei periodi di massima attività del Sole.
Cosa succede: i possibili rischi e inconvenienti
In generale, comunque, non c'è nulla di cui preoccuparsi per questa tempesta geomagnetica: pur essendo classificata come “forte”, un evento di classe G3 può causare effetti limitati e temporanei, come possibili disturbi alle reti elettriche, all'operatività dei satelliti artificiali e alle comunicazioni radio ad alta frequenza.
Guardando più nel dettaglio alle previsioni del NOAA, la possibilità di blackout radio minori o moderati (categoria R1 e R2) è pari al 60%, mentre la possibilità di blackout radio intensi (R3-R5) è appena del 15%.

C'è la possibilità di vedere aurore boreali anche dall'Italia?
Quindi durante questa tempesta sarà possibile vedere aurore boreali anche dall'Italia? Per rispondere a questa domanda, dobbiamo consultare l'indice Kp, un parametro che va da 0 a 9 e che misura il disturbo del campo magnetico terrestre. Le tempeste geomagnetiche degli scorsi anni hanno mostrato che, alle nostre latitudini, è possibile osservare fenomeni aurorali (come deboli aurore rosse o archi aurorali del tipo SAR, Stable Auroral Red arc) con un indice Kp pari a 7.
Le previsioni del NOAA per la tempesta geomagnetica in arrivo indicano che l'indice Kp potrebbe effettivamente arrivare a un valore pari a 7 tra oggi e domani, dandoci quindi, almeno in linea di principio, la possibilità di assistere a fenomeni aurorali anche dal Nord Italia: verosimilmente, queste aurore non dovrebbero essere visibili a occhio nudo, ma solo attraverso strumenti specifici come le webcam dei rifugi alpini.
Attenzione però: non è detto che le previsioni dell'indice Kp si rivelino corrette e, anche se così fosse, si tratta di una possibilità e non di una garanzia. Perché le aurore si formino (e siano visibili alle nostre latitudini) non basta un sufficiente disturbo geomagnetico: serve anche il giusto allineamento tra il flusso di particelle solari e il campo magnetico terrestre. Senza questo allineamento le particelle semplicemente non riescono a penetrare nello “scudo geomagnetico” del nostro pianeta.
Non ci resta quindi che attendere eventuali aggiornamenti e, nel caso, tenerci pronti: se dalle vostre zone doveste riuscire a osservare dei fenomeni aurorali, potete inviarci le foto all'indirizzo e-mail «magazine@geopop.it»!