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13 Agosto 2026
13:30

Terremoto in Colombia di M7.4, le cause geologiche del sisma: placca di Nazca e la faglia di oltre 100 km

All'origine del sisma di magnitudo 7.4 di pochi giorni fa in Colombia c'è un contesto geologico molto complesso. Qui la placca di Nazca sprofonda sotto quella sudamericana, un processo che ha originato le Ande e che provoca frequenti e forti terremoti. Nell'area dell'epicentro del recente sisma i terremoti di questa magnitudo sono però piuttosto rari.

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Terremoto in Colombia di M7.4, le cause geologiche del sisma: placca di Nazca e la faglia di oltre 100 km
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L'area del terremoto avvenuto in Colombia. Credit: USGS

Il terremoto di magnitudo 7.4 che ha colpito la Colombia occidentale è avvenuto in un’area altamente sismica. All’origine di questa sismicità c’è il contesto tettonico della Colombia, che si trova lungo la Cintura di fuoco del Pacifico, la fascia di territorio che circonda l’Oceano Pacifico nella quale si concentrano i vulcani attivi e gli epicentri dei terremoti. In particolare, il Paese è situato sul margine della placca sudamericana, sotto cui la placca di Nazca sprofonda generando grandi attriti e accumulando energia che periodicamente viene liberata sotto forma di terremoti. Nonostante la sismicità elevata però, in questa zona i terremoti di magnitudo superiore a 7 sono piuttosto rari. Le prime analisi fanno supporre che all’origine di una magnitudo così alta come quella del 10 agosto 2026 alle ore 14:34 in Italia ci sia una faglia estesa oltre un centinaio di kilometri che si è originata nella placca di Nazca a una profondità di circa 110 km durante il suo sprofondamento, lungo cui i blocchi di roccia si muovono orizzontalmente.

Terremoto in Colombia: le cause dell’elevata sismicità dell’area

L’area in cui si trova la Colombia è caratterizzata da una straordinaria complessità dal punto di vista tettonico, che lo rende un Paese ad alta pericolosità sismica. La Colombia si trova nell’angolo nord-occidentale del Sudamerica, dove convergono tre grandi placche litosferiche: la placca sudamericana, quella di Nazca e quella caraibica. A ovest la placca di Nazca, che è costituita da litosfera oceanica più densa e pesante, sprofonda sotto quella sudamericana con un processo chiamato subduzione, mentre a nord si ha la convergenza tra la placca sudamericana e quella caraibica. A queste placche si aggiungono microplacche più piccole.

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Il contesto tettonico della Colombia. Credit: USGS

Il processo dominante, all’origine dei terremoti più forti nella storia del Paese, è quello di subduzione. La litosfera, sprofondando nel mantello, fonde gradualmente generando magma che risale in superficie: in questo modo si sono originati i vulcani delle Ande lungo la costa occidentale del Sudamerica. La risalita del magma e la compressione di enormi quantità di materiali rocciosi che si sono accumulati lungo il margine tra le placche a causa della subduzione hanno originato le catene parallele che costituiscono la Cordigliera delle Ande.

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Il processo di subduzione della placca di Nazca sotto quella sudamericana. Credit: EGU, modificato da Sanchez et al., 2019

La placca di Nazca scivola da decine di milioni di anni sotto quella sudamericana a un ritmo di circa 5-6 cm all’anno. Tuttavia questo movimento non è fluido: talvolta rallenta e altre accelera. Le placche possono bloccarsi nel loro movimento e, sottoposte a enormi sforzi compressivi, accumulano grandi quantità di energia che periodicamente liberano con spostamenti improvvisi e terremoti anche molto forti. Le tre catene che costituiscono la Cordigliera sono attraversate da un’estesa rete di faglie che si sono generate durante il sollevamento delle Ande, lungo le quali avvengono frequenti sismi. Secondo i primi studi, all’origine del terremoto del 10 agosto ci sarebbe una faglia estesa oltre un centinaio di kilometri nella placca di Nazca lungo la quale i blocchi di roccia si muovono orizzontalmente uno rispetto all’altro.

Le scosse più forti della storia in Colombia

La subduzione lungo la costa della Colombia è la fonte dei terremoti più violenti che in passato hanno colpito il Paese. Tra questi vi è il più forte mai registrato nel Paese in epoca strumentale: il terremoto del 1906, di magnitudo 8.8, con ipocentro a 20 km di profondità ed epicentro in mare all’altezza del confine con l’Ecuador (più a sud rispetto al sisma del 10 agosto 2026). Il sisma avvenne lungo una faglia estesa 500 km, fu accompagnato da uno tsunami con onde alte 5 m e provocò centinaia di vittime. L’evento fu anche uno dei terremoti più forti mai avvenuti sul pianeta da quando si compiono le registrazioni. Il secondo terremoto più forte dell’area fu quello di magnitudo 7.7 del 1979, con epicentro vicino a quello del 1906. Anche in questo caso ci furono uno tsunami e centinaia di vittime. Nella stessa area dei precedenti terremoti è avvenuto anche il terzo più forte mai registrato in Colombia: il sisma del 1958, con magnitudo 7.6. Gli epicentri di questi terremoti sono relativamente distanti dall’epicentro del sisma appena avvenuto. Dal 1950 a oggi, entro 250 km dall'epicentro del 10 agosto, i terremoti di magnitudo pari o superiore a 7 sono stati soltanto due. Si tratta quindi di un evento raro per quell’area, dove di solito i sismi benché frequenti sono meno forti.

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I terremoti più forti avvenuti in passato lungo la costa occidentale della Colombia. Credit. USGS.
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