
Sono state ritrovate cinque persone del gruppo rimasto intrappolato in una grotta in Laos: lo scorso 19 maggio, otto abitanti del distretto di Longcheng, nel Laos centrale, erano infatti entrati in una grotta per cercare oro (un'attività comune in questo Paese del Sud-Est asiatico, uno dei più poveri). Le piogge torrenziali di quel pomeriggio, però, avevano allagato l'unica via d'uscita, intrappolando sette di loro nel buio della cavità, con l'ottavo che era riuscito a uscire in tempo e a dare l'allarme.
Alle 16:30 (ora locale, le 11:30 in Italia) di oggi 27 maggio, il soccorritore thailandese Kengkach Bangkawong ha dichiarato che le 5 persone sono vive e salve: nel frattempo, i soccorritori thailandesi e laotiani stanno proseguendo le ricerche degli ultimi due, lottando contro piogge persistenti, gallerie larghe appena 60 centimetri (come ben visibile nel video qui sopra) e un fronte d'acqua che avanza, in uno dei paesaggi carsici più complessi dell'Asia.
La dinamica dell’incidente
Come accennato, sette abitanti della zona sono rimasti intrappolati all'interno di una grotta situata nel distretto di Longcheng, nella provincia di Xaisomboun, dopo che le improvvise piogge torrenziali avevano bloccato l'uscita. Il gruppo, composto inizialmente da otto persone in totale, era entrato il 19 maggio in cerca di oro, un'attività molto comune in quest'area nonostante le autorità avessero più volte messo in guardia contro i rischi.
Un dettaglio che racconta molto del contesto economico locale: il reddito pro capite medio in Laos si aggira tra i 2.000 e i 2.500 dollari annui, tra i più bassi del Sud-Est asiatico, e nelle aree rurali è sensibilmente inferiore. Uno degli otto, secondo quanto riportato da Luanglath Bounkham (responsabile dell'organizzazione Rescue Volunteer for People di Laos) è riuscito a uscire prima che le forti piogge innescassero l'alluvione che ha bloccato l'uscita, arrivando a dare l'allarme alle autorità.
Gli altri sette, invece, sono rimasti intrappolati a circa 300 metri dall'uscita, riuscendo a sopravvivere per più di una settimana, avendo trovato rifugio in una zona non allagata che garantiva un flusso d'aria continuo.
Le operazioni di soccorso
All'interno della grotta, la situazione è seriamente complessa: secondo il centro di coordinamento Metta Tham Kalasin (MTK), il tunnel da percorrere è lungo circa 340 metri, con alcune sezioni che si restringono fino a 60 centimetri, rendendo necessario avanzare a carponi.
Per le operazioni di soccorso, i subacquei si sono inizialmente spinti per circa 100 metri nella galleria allagata, per poi spingere oltre e riuscire a raggiungere effettivamente 5 delle 7 persone intrappolate: per accelerare i tempi e cercare di salvare tutti, le autorità laotiane hanno mobilitato soldati, polizia, personale medico e volontari locali e stanno utilizzando pompe per drenare l'acqua (con non poche difficoltà a causa delle piogge persistenti).
A rinforzare la squadra sono arrivati sul luogo anche due esperti di immersione in grotta con base in Thailandia – il finlandese Mikko Paasi e il thailandese Naset Palasingh – veterani del salvataggio di Tham Luang del 2018, quando 12 ragazzi rimasero incastrati in una grotta insieme al loro insegnante per ben 2 settimane.
La geologia del Laos e le sue grotte
Per capire meglio la dinamica di questo incidente, è importante capire la geologia del Laos. Si tratta di uno dei territori a più alta densità carsica del Sud-Est asiatico, il cui sottosuolo è dominato dal calcare, una roccia sedimentaria che si forma negli ambienti marini per accumulo di gusci e scheletri di organismi.
Nel corso di milioni di anni, l'acqua piovana ha sciolto lentamente questa roccia dall'interno, scavando gallerie, cunicoli e sale sotterranee anche di dimensioni enormi. Il risultato, in superficie, è un paesaggio dominato da torri rocciose, doline e fiumi che scompaiono sottoterra; nel sottosuolo, una rete intricata di cavità, proprio come quella in cui sono rimaste intrappolate le 7 persone.
Ciò che rende queste cavità pericolose, tuttavia, non è la struttura, bensì l'idraulica. In aree carsiche, l'acqua può muoversi attraverso canali nascosti, rendendo le condizioni sotterranee estremamente imprevedibili. Quando piove intensamente, come è accaduto il 19 maggio a Longcheng, l'acqua non scorre solo in superficie: si infiltra rapidamente nel sottosuolo attraverso fratture invisibili e riempie le cavità più basse con una velocità che può essere improvvisa e devastante.
Le stesse rocce che intrappolano, però, nascondono anche ricchezze. Secondo l'Atlas of Mineral Resources of the ESCAP Region (un inventario sistematico delle risorse minerarie della regione prodotto dalle Nazioni Unite) il Laos conta numerose aree aurifere distribuite in otto province. L'oro si trova sia in giacimenti primari, nelle vene di quarzo associate a rocce magmatiche, sia sotto forma di depositi alluvionali nei sedimenti di fiumi e tributari: molti affluenti del fiume Mekong ne contengono tracce, e le sabbie dello stesso Mekong ne recano in diversi tratti. La provincia di Xaysomboun, con il suo substrato di calcari paleozoici sollevati e deformati dai movimenti tettonici, rientra pienamente in questo quadro.