8 Febbraio 2023
9:10

Città del Messico sprofonda a una velocità allarmante: cosa succede e quali sono le cause?

Città del Messico sprofonda da decenni nel suolo argilloso su cui è stata edificata. La causa è da ricercare nelle attività di drenaggio dell'acqua dell'antico lago Texcoco che hanno dato origine a un processo di subsidenza.

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A cura di Andrea Raboni
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Città del Messico sprofonda a una velocità allarmante: cosa succede e quali sono le cause?
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Dalla fine del XIX secolo, Città del Messico è vittima di un fenomeno preoccupante: un progressivo sprofondamento nel terreno su cui sorge. La capitale del Messico è stata edificata sulle rovine di Tenochtitlan, un'antica città dell’impero azteco e sorge nella conca del lago Texcoco, ormai completamente prosciugato. Si trova a un’altitudine di oltre 2200 metri sul livello del mare ed è uno degli agglomerati urbani più popolosi al mondo, con un’area metropolitana che conta oltre venti milioni di abitanti.

Si capisce facilmente, quindi, la preoccupazione rispetto allo sprofondamento nel terreno. Ma cosa sta succedendo esattamente?

Gli effetti dello sprofondamento

Da oltre un secolo Città del Messico deve fare i conti con un problema strutturale di una certa entità: la maggior parte della superficie urbana sta affondando nel terreno sottostante. Questo fenomeno coinvolge quasi tutti i distretti della capitale e nelle aree in cui si verifica con una maggiore intensità, il tessuto urbano sta sprofondando a una velocità di circa 50 cm all’anno. Nel corso dei decenni il fenomeno non è stato sempre costante, e in generale è peggiorato nei tempi più recenti.

Sul lungo termine gli effetti sulle infrastrutture urbane e sulla qualità della vita degli abitanti possono essere davvero seri. Secondo la Facoltà di Scienze Geologiche della UO (University of Oregon), se il fenomeno continuasse a manifestarsi con l’attuale intensità, entro quattro anni alcune zone di Città del Messico saranno due metri più in basso di dove si trovano al momento. E purtroppo nessuno studio in merito sembra suggerire il contrario.

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Un fenomeno di questa portata è eccessivo anche per i più moderni progetti di pianificazione urbanistica, pensati per tollerare con una certa “elasticità” le deformazioni del suolo e i lenti cambiamenti dell’ambiente circostante. Nel caso di Città del Messico il processo è amplificato da un tessuto urbano antico e che si è stratificato secolo dopo secolo senza seguire adeguati piani di sviluppo. Gli effetti dello sprofondamento sono responsabili di danni all’integrità degli edifici, alla struttura e alla pavimentazione stradale, alle condutture di acqua e gas, alle fognature e, in generale, a tutte le infrastrutture cittadine.

Uno sprofondamento dovuto a subsidenza

Analogamente a quanto accade a Jakarta, che sta a sua volta sprofondando, Città del Messico è soggetta a un fenomeno che in geologia è conosciuto con il termine di subsidenza. Si tratta di un costante abbassamento del livello del terreno, in questo caso dovuto al progressivo compattamento degli strati argillosi del letto lacustre su cui sorge Città del Messico, sotto al peso delle strutture urbane. Il cedimento del terreno continuerà fino al pieno compattamento degli strati argillosi, previsto non prima di 150 anni. Questo potrebbe voler dire che con l’attuale tasso di sprofondamento, la città si potrebbe abbassare di oltre 30 metri rispetto al livello della superficie su cui si trova oggi.

subsidenza città del messico

Ad aggravare la situazione vi è il fatto che le diverse zone della città affondano a velocità differenti e questo potrebbe determinare, nel corso degli anni, accentuati dislivelli interni capaci di aumentare ulteriormente le sollecitazioni sulle strutture urbane.

Cosa causa la subsidenza di Città del Messico

Il processo di subsidenza che determina lo sprofondamento di Città del Messico è analizzata da parte di un team di scienziati americani e messicani che combina gli aspetti geologici, idrografici e demografici dell’area, integrando le fonti con rilevamenti effettuati con sistemi radar e GPS.

All’origine del processo, che unisce cause naturali e artificiali, vi sono il drenaggio e lo sfruttamento delle acque del lago Texcoco nel corso dei secoli. Lo svuotamento del bacino lacustre e il conseguente inaridimento del fondale hanno determinato un’alterazione nella disposizione delle particelle dei materiali argillosi che compongono la superficie dell’area. Queste particelle, senza la presenza dell’acqua che agiva come un cuscinetto conservandole in una struttura “disordinata”, hanno iniziato a disporsi in modo più ordinato, avvicinandosi e compattandosi sempre di più, riducendo progressivamente lo spazio presente tra una particella e l’altra, detto spazio interstiziale. Il risultato è una generale compattazione degli strati di terreno e il conseguente abbassamento della superficie.

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Secondo i ricercatori, il processo è ormai irreversibile e ogni tentativo di porvi rimedio, per esempio introducendo nuovamente acqua all’interno degli strati argillosi al di sotto della città, non sarebbe sufficiente ad arrestare né, tanto meno, a invertire il fenomeno. Un altro grave problema derivante dall’abbassamento del terreno è la riduzione della dimensione delle falde acquifere sotterranee che potrebbe determinare nell’immediato futuro seri problemi nell’approvvigionamento idrico della città.

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La subsidenza nel mondo

Circostanze analoghe a quelle di Città del Messico sono ampiamente documentate in tutto il globo, a partire dal noto caso di Jakarta, che ha addirittura spinto la Repubblica d’Indonesia a creare una nuova capitale. Secondo i ricercatori dell’Instituto Geologico y Minero de España (Istituto Geologico e Minerario della Spagna) il problema della subsidenza coinvolgerà sempre più città in tutti i continenti della Terra a causa dell’aumento della popolazione mondiale e della conseguente espansione urbana, che ancora oggi avviene in modo incontrollato e in zone particolarmente soggette al fenomeno, come le aree costiere, lacustri e fluviali.

Il problema è ulteriormente aggravato dalla crescente pressione che le società esercitano sulle risorse idriche del Pianeta e dai cambiamenti climatici che causeranno periodi di siccità sempre più prolungati. Entro il 2040 questo fenomeno potrebbe interessare 1,6 miliardi di persone in tutto il mondo, entrando a pieno titolo nell’albo delle sfide che le generazioni future dovranno affrontare per il nostro Pianeta.

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