
Due scosse di terremoto hanno colpito il Giappone nelle ultime ore: secondo quanto riportato dal Japan Meteorological Agency (il servizio giapponese che rilascia dettagli anche sui terremoti), la prima, di magnitudo 5.9 è stata localizzata alle 02:00 locali (le 19:00 del 22 agosto in Italia) nella parte meridionale della prefettura di Ibaraki, vicino a Tokyo, a una profondità di circa 70 km; la seconda, invece, di magnitudo 6.0 registrata alle 22:45 locali (le 15:45 del 23 agosto in Italia) ha avuto epicentro al largo della costa di Urakawa, nella regione di Hokkaido, con ipocentro a 40 km di profondità.
La Japan Meteorological Agency, comunque, non ha diramato alcuna allerta tsunami, invitando però la popolazione alla massima attenzione in caso di ulteriori scosse nelle prossime 48-72 ore. Il primo sisma è stato avvertito chiaramente in tutta la capitale Tokyo (dove sono suonate le sirene d'emergenza, come visibile nel video poco sopra), così come nelle prefetture di Ibaraki, Saitama e Chiba.
La scossa di magnitudo 6.0, invece, è stata percepita nelle città di Hakodate, Urakawa, Samani e Urahoro.
L'Agenzia giapponese per la gestione degli incendi e dei disastri ha dichiarato che almeno 37 persone sono rimaste ferite a causa del terremoto, di cui una in modo grave. Nella prefettura di Saitama, invece, un edificio è stato danneggiato, mentre a Tokyo alcuni dei servizi ferroviari regionali hanno subito delle interruzioni.
Secondo le informazioni riportate dalla JMA, il sisma di 5.9 si è verificato al confine tra la placca del Pacifico e la placca del Mar delle Filippine.
Da un punto di vista geologico, il Giappone è un Paese estremamente sismico, essendo il risultato dello scontro di placche tettoniche: si tratta proprio della placca pacifica, in subduzione al di sotto di quella nordamericana. Questo contesto tettonico attivo si traduce nella presenza di migliaia di faglie compressive, la cui riattivazione può generare frequenti e intensi terremoti.
Il Paese, tra l'altro, è anche collocato lungo la Cintura di Fuoco, una fascia a forma di ferro di cavallo che concentra il maggior numero di vulcani e terremoti del pianeta.