Come abbiamo già trattato nel nostro articolo sul mix energetico italiano, gran parte del gas naturale che utilizziamo in Italia proviene dall'estero, principalmente dalla Russia e da alcuni Paesi come Algeria (con il gasdotto Transmed), Azerbaijan (con il TAP) e Libia (con il GreenStream). Secondo i dati MiSE 2019, la Libia ha esportato verso l'Italia oltre 5,7 miliardi di metri cubi standard di gas naturale, posizionandosi al 4° posto tra i Paesi dai quali importiamo tramite gasdotti, dopo Russia, Algeria e Azerbaijan.
In questo articolo ci concentreremo quindi sul Greenstream, uno dei gasdotti più lunghi e più importanti che attraversano il Mar Mediterraneo.

Che cos'è il GreenStream e cosa trasporta?

Il GreenStream è un gasdotto gestito da Eni e NOC (National Oil Corporation) lungo ben 520 km che collega la costa libica con quella italiana. La struttura trasporta gas naturale dalla Centrale di Compressione Gas di Mellitah (MGCS, Mellitah Gas Compression Station) situata a circa 80 km da Tripoli fino al Terminale di Ricevimento Gas in arrivo di Gela, in Sicilia (SRT, Sicily Receiving Terminal), attraversando il Mar Mediterraneo. I lavori di costruzione dell'impianto sono iniziati nel 2003 a seguito di un accordo internazionale tra Libia e Italia e a partire da ottobre 2004 il gasdotto GreenStream è diventato una tra le più importanti fonti di gas naturale per il nostro Paese.

Nella mappa sottostante è possibile vedere il sistema di gasdotti GreenStream (in rosa) e i due sistemi di rifornimento di petrolio e gas naturale in arrivo dal giacimento di Wafa e da quello offshore di Bahr Essalam (in verde).

mappa GreenStream
in foto: Mappa del gasdotto GreenStream (Credit: WLGP, Fanack)

All'interno della Centrale di Compressione di Mellitah il gas naturale da esportare viene compresso e immesso all'interno di una singola tubazione sottomarina, cioè il GreenStream. Questa ha diametro costante di poco più di 80 cm (32 pollici) e durante il suo tragitto raggiunge una profondità massima di 1150 m sul fondale marino. Nel suo ultimo tratto in prossimità delle coste siciliane lungo circa 7,4 km, il gasdotto risale lungo il fondale raggiungendo profondità di circa 15-20 m. Una volta arrivato a Gela, il gas viene immesso nella rete di trasporto nazionale italiana.
Sebbene le quantità di gas naturale trasportate nel tempo abbiano avuto andamento oscillanti, l'obiettivo principale del progetto è di esportare verso l'Italia una media di 8 miliardi di metri cubi all'anno (Mellitah Oil & Gas B.V).

Dai giacimenti libici al gasdotto

Come abbiamo anticipato, il gas naturale che viene compresso e immesso nel gasdotto proviene dal giacimento offshore di Bahr Essalam e da quello di Wafa, situati rispettivamente a circa 110 km dalla costa di Tripoli e a 540 km a sudest della città. 
Il giacimento offshore di Bahr Essalam è lungo circa 50 km e largo 4 km ed è composto principalmente da rocce carbonatiche. La sua zona superiore è particolarmente ricca e, per questo motivo, sono stati qui installati 26 pozzi. La capacità produttiva totale del sito, secondo il Mellitah Oil & Gas B.V., è di circa 28 milioni di metri cubi standard di gas naturale e circa 31.000 barili di condensato al giorno. I prodotti estratti dai pozzi sottomarini e dalla piattaforma vengono poi passati alla Piattaforma Sabratha per la separazione, la disidratazione e il trattamento preliminare del gas naturale estratto, pompandolo verso Mellitah dove subirà una serie di trattamenti finali.

piattaforma gas offshore

Similmente accade per i prodotti estratti dal deserto di Wafa sul confine libico-algerino. Il giacimento in questo caso è formato da arenaria e qui petrolio e gas vengono estratti attraverso 51 pozzi. Secondo la Mellitah Oil and Gas Company, ogni giorno da Wafa vengono consegnati al sito di Mellitah una media di circa 13 milioni di metri cubi standard di gas naturale.
Alla fine del trattamento il gas naturale proveniente dai due giacimenti viene combinato: una parte verrà immessa nel mercato locale e la restante parte sarà esportata in Italia tramite il GreenStream.

Import italiano di gas naturale libico

Nel decennio 2011-2021 l'Italia ha soddisfatto in media il 7,1% del proprio fabbisogno di gas naturale tramite importazioni dalla Libia.
Basandoci sui dati MISE, riportiamo le percentuali di importazione di gas naturale libico negli ultimi 10 anni. Come si può vedere dal grafico sottostante, l'import ha subito una crescita dal 2011 al 2015, seguita poi da un calo delle importazioni nel 2016. L'andamento si è quindi mantenuto piuttosto costante fino al 2018, seguito un calo significativo negli ultimi anni. 

variazione importazioni gas libico
Articolo a cura di
Nicole Pillepich