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24 Novembre 2022
15:30

I pionieri del petrolio. Quando, come e perché ha iniziato a essere usato l’“oro nero”

La storia delle origini dell’era del petrolio e dell’impianto dei primi pozzi per sfruttare i giacimenti è un insieme di imprese e di sviluppi tecnologici. Vediamo in breve quali.

A cura di Erminio Fonzo
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I pionieri del petrolio. Quando, come e perché ha iniziato a essere usato l’“oro nero”
pionieri del petrolio

Il controllo delle riserve di petrolio è uno dei fattori che hanno maggiore influenza sulle relazioni internazionali e nella vita dei singoli Paesi: provoca guerre, contrasti diplomatici, crisi economiche. Sebbene l’“oro nero” sia conosciuto da sempre, l’umanità ne ha fatto un uso assai limitato per millenni e ha iniziato a servirsene su larga scala da poco più di un secolo. La “rivoluzione” avvenne negli Stati Uniti negli anni ’50 dell’Ottocento. Scopriamo da cosa fu provocata e come si sviluppò.

Storia del petrolio dall’antichità all’800

L’uomo conosce il petrolio sin dalla preistoria, ma fino alla metà dell’Ottocento lo ha usato poco, perché mancavano le tecnologie che ne permettevano un utilizzo su vasta scala. Non c’erano, cioè, macchine o altri strumenti da alimentare con il cosiddetto “olio di pietra”. Inoltre, non esistevano tecniche di estrazione in profondità ed era possibile utilizzare solo il greggio che fuoriusciva da crepe presenti nel terreno.

Nel mondo antico petrolio e bitume (un derivato del petrolio molto denso e viscoso) in alcuni casi erano usati nell’edilizia. Per esempio, secondo lo storico greco Erodoto, il bitume fu usato nella costruzione delle mura della città di Babilonia. Il petrolio, inoltre, serviva per la preparazione di medicinali e talvolta era usato in ambito militare. Probabilmente era uno degli ingredienti del fuoco greco, cioè la miscela con la quale i bizantini alimentavano dei rudimentali lanciafiamme.

Il fuoco greco in una illustrazione del XII secolo
Il fuoco greco in una illustrazione del XII secolo

Il petrolio continuò a essere usato anche nel Medioevo, soprattutto come medicinale e come combustibile, sia in Europa, sia in Asia. In età moderna si ha notizia dell’uso del greggio in vari Paesi, come la Russia e la Germania. Tuttavia la prima rivoluzione industriale, che ebbe luogo tra Sette e Ottocento, fece completamente a meno del petrolio, avendo come sua fonte di energia il carbone.

L’inizio dell’era del petrolio

L’uso su larga scala del petrolio risale a poco più di 150 anni fa. Inizialmente l’estrazione e il consumo furono stimolati dalla crescita della domanda di combustibili per alimentare le lampade. Fino ad allora si utilizzavano soprattutto oli vegetali, l’olio di balena o combustibili derivati dal carbone. Intorno alla metà dell’Ottocento, chimici e imprenditori iniziarono a sperimentare i derivati del petrolio.

Tra i contributi più importanti vi fu quello del chimico polacco Ignacy Lukasiewicz, che trovò il modo per distillare dal petrolio il cherosene, un combustibile utile per le lampade.

Ignacy_Lukasiewicz
Ignacy Lukasiewicz

Lukasiewicz iniziò a estrarre petrolio nella città di Bobrka (nell’attuale Polonia) e nel 1856 vi impiantò una rudimentale distilleria, considerata la prima al mondo. Esperimenti ed estrazioni ebbero luogo anche in Romania, Canada e altre località.

I giacimenti negli Stati Uniti e il pozzo di Titusville

La svolta che avrebbe dato avvio all’era del petrolio ebbe luogo negli Stati Uniti. Nel 1853 l’aspirante avvocato George Bissel venne a sapere della presenza dell’olio nero in Pennsylvania, dove la popolazione locale lo estraeva con tecniche molto rudimentali, per esempio intingendo stracci nelle pozze oleose, e lo usava soprattutto per preparare medicinali. Bissel pensò di poter utilizzare il petrolio come combustibile per l’illuminazione e, per averne certezza, incaricò un noto scienziato, Benjamin Silliman, di studiarne un campione. La relazione di Silliman, consegnata nel 1855, fugò ogni dubbio: il petrolio, opportunamente trattato, poteva essere usato per alimentare le lampade. Confortati dalla relazione, Bissel e altri imprenditori fondarono un’azienda, la Pennsylvania Rock Oil Company, per mettere a frutto l’idea.

La loro prima esigenza di era trovare il modo per estrarre petrolio dal sottosuolo, non essendo possibile avviare una produzione redditizia solo con il quantitativo che affiorava in superficie. Nel 1858 La compagnia incaricò Edwin Drake, un ex macchinista disoccupato, di acquistare un terreno nel paesino di Titusville, in Pennsylvania, e installarvi uno dei primi pozzi di estrazione petrolifera al mondo. Con molte difficoltà, Drake riuscì nell’impresa: il primo derrick, cioè la torre per la trivellazione, fu eretto nel 1859. E il 27 agosto il liquido nero sgorgò finalmente dal sottosuolo. Il pozzo di Drake non fu il primo al mondo, come spesso si dice, perché siti di estrazione esistevano già in precedenza, ma rappresentò l’inizio dell’industria petrolifera.

Il pozzo di Drake
Il pozzo di Edwin Drake a Titusville

L’aumento delle estrazioni

L’estrazione del greggio iniziò ad aumentare e in Pennsylvania si scatenò una vera e propria corsa al petrolio, simile per certi aspetti alla corsa all’oro che aveva avuto luogo in California dieci anni prima. Molti imprenditori acquistarono terreni per impiantarvi dei pozzi. L’ampliamento della domanda era favorita soprattutto dalle esportazioni, giacché il petrolio americano era sempre più richiesto dalle industrie europee, tanto che già nel 1866 il quantitativo esportato superò quello venduto sul mercato interno. Nel 1870, inoltre, fu fondata la Standard Oil di John Rockefeller, che sarebbe presto diventata la più grande azienda del settore.

Un'azione della Standard Oil
Un’azione della Standard Oil

Il petrolio, però, non era estratto solo negli Stati Uniti. Tra gli altri Paesi, la Russia zarista iniziò a sfruttare i giacimenti del Caucaso ed entro la fine del secolo divenne il primo produttore mondiale. Non era ancora, invece, il tempo del Medioriente, che svilupperà la sua grande produzione di petrolio solo nel Novecento.

Il ruolo del petrolio nella seconda rivoluzione industriale

Il successo del petrolio fu strettamente legato ai progressi tecnologici e alla seconda rivoluzione industriale, il processo di espansione e trasformazione dell’industria che ebbe luogo nella seconda metà dell’Ottocento.

Un pozzo in Canada, 1898
Un pozzo in Canada, 1898

Le lampade a petrolio che, come abbiamo visto, erano state all’origine del boom, furono presto sostituite dalle lampade elettriche, ma l’“oro nero” trovò molte altre applicazioni. Un’invenzione particolarmente importante fu quella del motore a combustione interna (noto anche come motore a scoppio), perfezionato, dopo alcuni prototipi precedenti, negli anni ’80 dell’Ottocento. Nel volgere di alcuni decenni il motore a combustione interna alimentato con derivati del petrolio, la benzina e il diesel, divenne il propulsore più utilizzato per le automobili e, man mano che il sistema dei trasporti a motore cresceva, la richiesta di “oro nero” divenne sempre maggiore.

La Benz-velo, automobile del 1894
La Benz–velo, automobile del 1894

Il petrolio però, era usato anche in altri settori: nelle industrie, in agricoltura per alimentare i trattori e altri macchinari (il che consentì di aumentare la produzione e avere più cibo a disposizione), nella navigazione al posto del carbone per produrre vapore, nelle ferrovie per alcune locomotive. Altri usi si aggiunsero nel corso del Novecento. All’inizio del XX secolo il petrolio forniva ancora solo il 10% circa dell’energia prodotta al mondo, ma la sua espansione diventò sempre più inarrestabile nei decenni successivi.

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