
Il confine italo-francese è lungo 515km. È collocato in larga parte sulle Alpi, collegando il Piemonte e la Valle d’Aosta con le regioni francesi del Rodano-Alpi e Provenza-Alpi-Costa Azzurra, e arriva fino al Mar Mediterraneo, senza barriere fisiche. Il confine deriva dalla frontiera tra il Ducato di Savoia e il Regno di Francia, stabilita in varie fasi tra XV e XVII secolo, e dalle modifiche effettuate in occasione dell’Unità d’Italia, quando furono cedute alla Francia la Savoia e la contea di Nizza. Rettifiche di minore rilevanza sono avvenute nel 1947, al termine della Seconda guerra mondiale, e hanno comportato la cessione alla Francia di alcune porzioni di territorio e degli abitati di Briga e Tenda.
La mappa del confine italo-francese: quali territori attraversa
Il confine tra Italia e Francia si estende per circa 515 km. Il confine inizia a nord sul monte Dolent, dove è situata la triplice frontiera italo-franco-svizzera, e attraversa le Alpi occidentali. In parte, il confine corre lungo corsi d’acqua e crinali montuosi, garantendo una separazione naturale tra i due paesi. Sul confine è situato il massiccio del Monte Bianco, la cui vetta è oggetto di disputa: è interamente in territorio francese secondo le autorità di Parigi; divisa a metà secondo il governo italiano. Altre montagne di confine sono il Monte Chaberton, il Monviso e il Monte Thabor. Il confine si conclude presso il Mar Ligure, tra le località di Ventimiglia in Italia e Mentone in Francia.

Sul confine sono collocate quattro provincie italiane, Imperia, Torino, Cuneo e Aosta, e cinque dipartimenti francesi, Alta Savoia, Savoia, Alte Alpi, Alpi dell’Alta Provenza, Alpi Marittime.
Le origini della frontiera: dal Ducato di Savoia al Regno di Sardegna
Il confine italo-francese deriva dal confine tra la Francia e il Ducato di Savoia, uno degli Stati italiani preunitari, diventato Regno di Sardegna nel Settecento. I confini tra il Ducato e il Regno di Francia furono stabiliti in varie fasi tra il ‘400 e il ‘600. Determinante fu il Trattato di Torino del 1696, con il quale furono fissati i confini che, nel settore centrale e meridionale, corrispondono in larga parte a quelli attuali. Nei primi decenni del Settecento, però, furono fatti alcuni piccoli aggiustamenti. In età napoleonica, furono annessi alla Francia alcuni territori, tornati al Regno di Sardegna dopo la sconfitta di Napoleone.

L’Unità d’Italia
Variazioni significative avvennero in corrispondenza dell’Unità d’Italia. Come sappiamo, il Regno di Sardegna si pose alla testa del processo di unificazione nazionale e, per sconfiggere l’Impero d’Austria, chiese e ottenne il sostegno della Francia, governata da Napoleone III. In cambio dell’appoggio contro gli austriaci, il Regno di Sardegna garantì la cessione di due territori: la regione della Savoia, situata nel settore nordoccidentale del Regno, e la contea di Nizza, situata sul versante costiero. La cessione fu stabilita con il Trattato di Torino del 24 marzo 1860 e sancita da plebisciti effettuati nelle regioni interessate, conclusisi con elevatissime percentuali (oltre il 99%) di favorevoli all’annessione. Passarono alla Francia importanti città, tra le quali, sulla costa Nizza e Mentone e, in Savoia, Chambery, che era stata capitale del Ducato fino al 1563, e Annecy.
Con l’Unità d’Italia si stabilì il confine pressoché definitivo con la Francia.
Variazioni dopo la Seconda guerra mondiale
Il confine è rimasto stabile fino alla Seconda guerra mondiale, nonostante il regime fascista volesse appropriarsi di diverse porzioni di territorio francese. Dopo la vittoria in guerra, la Francia non pretese annessioni territoriali estese, ma chiese e ottenne alcune rettifiche del confine, che comportarono anche la cessione di due centri abitati: Briga e Tenda. La variazione fu sancita dal Trattato di pace firmato dall’Italia con le potenze vincitrici nel 1947.

Restò all’Italia la Valle d’Aosta, rivendicata in Francia da alcune movimenti politici. L’annessione non era infatti gradita agli angloamericani e alla stessa popolazione valdostana.
Il confine marittimo e il trattato di Caen
Il confine marittimo tra Italia e Francia si colloca nel Mar Ligure e nel Tirreno. È stato stabilito con diversi trattati tra il 1892 (accordo di Mentone) e gli anni ’80 (Accordo delle Bocche di Bonifacio, che ha definito il confine tra Sardegna e Corsica nel 1986). Nel 2015 un nuovo accordo, il trattato di Caen, apportò modifiche rilevanti (e favorevoli alla Francia), ma non è stato ratificato dal Parlamento italiano e non è mai entrato in vigore.
