Armillaria ostoyae

La foto che vedete qui sopra ritrae proprio il fungo più grande del mondo, nonché uno tra i più grandi organismi esistenti.  Si trova negli Stati Uniti e più precisamente nella foresta dell'Oregon. Vi aspettavate un fungo gigantesco in stile "Alice nel Paese delle Meraviglie"? E invece la sua dimensione in superficie è come un qualsiasi altro fungo. Ma sotto terra…

Qual è e dove si trova il fungo più grande del mondo

Il fungo da record è un unico, gigantesco, esemplare di Armillaria ostoyae. Si trova nella foresta nazionale di Malheur nell'Oregon (USA) e occupa un'area totale di 965 ettari, corrispondente a circa 1380 campi da calcio regolamentari! Si stima che questo enorme fungo possa pesare tra le 6.800-31.750 tonnellate e che abbia almeno tra i 1.900 e gli 8.650 anni. Non sarebbe quindi solamente uno degli organismi più grandi sulla Terra, ma anche uno tra i più antichi!

Malheur National Forest

Se vi state chiedendo come sia possibile che un fungo detenga un record del genere, sappiate che si tratta di un'enorme colonia che, pensate un po', è stata scoperta solo tra la fine degli anni '90 e l'inizio del 2000. Ma come, nessuno se n'era accorto prima? In realtà non è affatto strano: solamente con le opportune analisi genetiche è stato possibile capirlo!
I funghi sono organismi eccezionali, generalmente più grandi di quanto pensiamo.
L'idea del porcino o dell'amanita muscaria che potreste avere nella mente corrisponde a una piccola, se non minuscola parte dell'intero organismo. Guardate l'immagine sottostante: riuscite a capire dove stiamo andando a parare?

struttura fungo2

Noi esseri terrestri di superficie spesso non abbiamo idea e non possiamo quasi immaginare cosa ci sia sotto i nostri piedi, tra strati di terra, rocce e materia organica; tendiamo invece a considerare solo cosa possiamo vedere con i nostri occhi. Il carpoforo, cioè la struttura che comunemente chiamiamo "fungo", è in realtà solo l'apparato riproduttore del fungo vero e proprio. Vedete invece quei filamenti lunghi e ingarbugliati che formano una rete? L'intera struttura prende il nome di micelio ed è proprio quello il vero fungo!
Capite bene che, messa in questi termini, era davvero difficile notare questo organismo eccezionale.

Il fungo Armillaria ostoyae

Il fungo da record è chiamato comunemente fungo del miele e appartiene alla specie Armillaria ostoyae (Romagn.) Herink 1973.
È un fungo basidiomicete facente parte dei cosiddetti "chiodini", una specie parassita diffusa in Europa e Nord America in grado di diffondersi nel terreno e attaccare le radici di piante e alberi, ricavando i nutrienti necessari per sopravvivere. La maggior parte del tempo questa specie presenta una forma filamentosa biancastra, quasi invisibile ad occhi inesperti, e solamente nel periodo riproduttivo "esplode" formando corpi riproduttivi a grappolo, dei lunghi ciuffi dal cappello giallastro.

Come fa ad essere enorme?

I funghi del miele trascorrono la loro vita estraendo nutrienti dal legno sia vivo che morto, prediligendo in particolare quello delle conifere. Finché possibile, questi organismi si ingrandiscono e si estendono nel sottosuolo attaccando gli organismi e parassitandoli. A partire dal 1998, grazie ad una mappatura di questa specie nell'area di Malheur, si scoprì che tutti i funghi prelevati avevano una corrispondenza genetica: si trattava della stessa colonia!

Armillaria ostoyae albero

Grazie alla sua grande plasticità, questa specie può facilmente adattarsi a diverse condizioni ambientali, il che la rende più resistente delle conifere di cui si nutre. Un studio del 2019 dimostrerebbe come A. ostoyae possa adattarsi ai cambiamenti climatici meglio delle conifere che infetta: questa sua tenacia potrebbe quindi alimentare l'indebolimento delle foreste di conifere (già duramente colpite dai cambiamenti climatici in atto) e rappresentare una vera e propria sfida per coloro che gestiscono questi ecosistemi minacciati.
Insomma, essendo piuttosto robusti e difficili da sradicare, è possibile che i funghi del miele possano mantenersi sul podio dei record anche in futuro!

Articolo a cura di
Nicole Pillepich